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Sull’olio di oliva la stoccata di Lollobrigida alla Grande Distribuzione: come si va a vendere extravergine a prezzi stracciati?

Sull’olio di oliva la stoccata di Lollobrigida alla Grande Distribuzione: come si va a vendere extravergine a prezzi stracciati?

Ammesso implicitamente dal Ministro che gli italiani stanno comprando a scaffale olio che extravergine non è. La campagna straordinaria di controlli a luglio evidenzia tassi di irregolarità mai visti sull’olio campionato, pari al 18%, e diverse indagini di polizia giudiziaria aperte. Bloccate 350 tonnellate di olio

14 luglio 2026 | 12:08 | Alberto Grimelli

La novità della cabina di regia del 14 luglio, trasmessa in streaming dal Ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare, oltre ai numeri dei controlli della campagna straordinaria sull’olio (2-13 luglio), è la stoccata del Ministro Lollobrigida alla Grande Distribuzione.

Nel suo intervento conclusivo il Ministro ha implicitamente ammesso che si fa ampio uso della miscelazione di extravergine con oli di qualità inferiore per proporli a scaffale all’ignaro consumatore. Al momento non è un illecito, anche se è lecito chiedersi se è morale. E proprio sulla moralità si è focalizzata l’attenzione del Ministro, che ha affermato che vendere olio a prezzi che sono un terzo del costo di produzione, potrà essere anche lecito ma pone qualche riflessione.

Agli organi di controllo, in particolare all’ICQRF, dare i numeri dell’operazione straordinaria di controllo sull’olio di oliva condotta dal 2 al 13 luglio, prevalentemente su alcuni porti target, tra cui Augusta e Livorno, e che hanno portato a diverse denunce, diventando operazioni di polizia giudiziaria coperte da segreto istruttorio. In 10 giorni sono stati eseguiti 167 controlli, trovando 30 irregolarità (18%). Il numero di operatori controllati è stato 108 con 17 operatori che hanno ricevuti contestazioni (16%).

Le operazioni straordinarie hanno portato al blocco temporaneo di ben 350 tonnellate di olio senza tracciabilità e senza giustificazione contabile. Di fatto proprio quell’olio “in nero” che serve poi per le triangolazioni e falsificare l’origine. I sequestri sono ammontati a 10 milioni di euro.

C’è da chiedersi quanto olio sarebbe stato sequestrato o bloccato se la campagna straordinaria fosse stata effettuata nel momento di massimo flusso di olio entro i confini nazionali, tipicamente dicembre-febbraio.

Quindi abbiamo un tasso di irregolarità molto alto, con gli illeciti che si concentrano su tre fronti principali: olio di qualità più scadente (lampante, vergine) di quanto dichiarato (extravergine), evocazione dell’origine, falsa attestazione dell’origine.

Tutto quest’olio, non fermato nei mesi scorsi, gli italiani lo stanno acquistando sugli scaffali dei supermercati.

L’indice è stato puntato, per la prima volta da anni, sulla Grande Distribuzione che sa difendere bene i propri interessi e la propria redditività ma altrettanto non fa con la filiera olivicolo-olearia, con prezzi a scaffale che sono “la metà o anche un terzo dei costi di produzione”, come ricordato dal Ministro Lollobrigida.

Ecco allora che nelle linee guida per i futuri controlli spunta un punto riguardante le “misure di contrasto alle pratiche commerciali sleali”, ai sensi del decreto legislativo 198/2021. La Grande Distribuzione diventa parte integrante della filiera e la sua corresponsabilità può essere provata grazie a controlli mirati su comportamenti sleali, se non proprio estorsivi, nei confronti degli operatori.

Per il futuro è poi previsto un rafforzamento dei controlli congiunti presso operatori e punti di ingresso (industrie, commercio, GDO, porti) e una maggiore attività dei laboratori ICQRF in sinergia con i laboratori delle Dogane e del Ministero della Salite. Previsto infine un aumento del numero dei campioni prelevati per le analisi.

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