L'arca olearia
Le alte giacenze di olio di oliva italiano: oltre 130 mila tonnellate
La metà dell’extravergine italiano si trova in Puglia ma a preoccupare sono le 17 mila tonnellate in Calabria, più delle 11 mila tonnellate in Sicilia. L’industria olearia riduce gli stock e c’è già chi vede giacenze di 80 mila tonnellate a fine settembre
11 maggio 2026 | 15:00 | T N
Le giacenze di olio extravergine di oliva italiano alla fine di aprile ammontavano a 134 mila tonnellate, a cui se ne aggiungono 10 mila tonnellate di olio già confezionato, secondo i dati Frantoio Italia ICQRF al 30 aprile.
Le vendite di olio extravergine di oliva italiano sono state di circa 10 mila tonnellate ad aprile, un livello del 10-20% inferiore ai volumi registrati usualmente in primavera. Non si tratta di un volume tanto basso da provocare allarme ma merita attenzione soprattutto in virtù del dato complessivo di giacenze.
E’ l’olio fermo nei tini di frantoi e cooperative a inquietare il mondo agricolo, soprattutto in virtù della tendenziale riduzione degli stock da parte dell’industria olearia, ridottisi di circa 2000 tonnellate nel mese di aprile.
L’industria non vuole accollarsi rischi, rimandando anche il ritiro di quanto concordato a inizio campagna olearia di qualche settimana, innervosendo il mercato che ora vede una giacenza finale a 80 mila tonnellate come possibile. Anche in questo caso vi è un ingiustificato allarmismo considerato che si sono chiuse campagne olearie con stock quasi doppi in Italia ma con produzioni ben più abbondanti.
Complessivamente ci sono 70 mila tonnellate di olio in Puglia, 17 mila in Calabria e 11 mila in Sicilia. A questi si aggiungono le 13 mila tonnellate in Toscana, 6500 tonnellate in Umbria e 4100 tonnellate in Liguria. Praticamente l’intera produzione nazionale (121 mila su 134 mila tonnellate) è ripartita in queste sei regioni: produttive le prime, basi di imbottigliatori le seconde.

L’abbondante giacenza in Calabria, unitamente alle manovre speculative di tanti mediatori calabresi e pugliesi, rischia di innervosire ancor più un mercato che, altrimenti, dovrebbe viaggiare sulla stabilità in attesa delle indicazioni su fioritura e produzione della prossima campagna olearia.
Lo dimostra il trend di vendite delle Dop/Igp con la giacenza che scende di 2000 tonnellate ad aprile, portandosi a 14 mila tonnellate, con l’ipotesi di arrivare a giacenza tecnica zero a settembre. Anche per gli oli a denominazione metà dell’extravergine è in Puglia: 8000 tonnellate di Dop Terra di Bari, 700 tonnellate di Igp Puglia. Segue la Sicilia con 2000 tonnellate di Igp Sicilia e 1200 tonnellate di Val di Mazara. In Calabria restano 1100 tonnellate di Igp Calabria. Mentre in Toscana 450 tonnellate di Igp Toscano. Quattro regioni sommano il 95% degli oli Dop/Igp italiani.
Sul fronte biologico emergono le difficoltà del settore e del segmento, con vendite per 2000 tonnellate ad aprile, ma giacenza complessiva a quasi 16 mila tonnellate in Puglia e quasi 9 mila in Calabria, con meno di 5 mila tonnellate in Sicilia. Anche in questo caso le alte giacenze in Calabria favosiscono le manovre speculative di molti mediatori.
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