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Uliveti mediterranei sotto pressione: il satellite misura gli effetti della siccità

Uliveti mediterranei sotto pressione: il satellite misura gli effetti della siccità

La siccità stia compromettendo la vitalità degli oliveti tradizionali in asciutto. Grazie ai dati satellitari e agli indici climatici mediterranei, evidenziate differenze territoriali, ritardi nella risposta vegetativa e una crescente vulnerabilità legata al cambiamento climatico

11 maggio 2026 | 12:00 | R. T.

Gli oliveti tradizionali in asciutto rappresentano uno degli elementi più caratteristici del paesaggio agricolo mediterraneo, ma sono anche tra i sistemi colturali più esposti agli effetti della crisi climatica. L’aumento delle temperature, la riduzione delle precipitazioni e la maggiore frequenza degli eventi estremi stanno infatti aggravando le condizioni di stress idrico in molte aree olivicole del Sud Europa.

Un recente studio condotto nella regione di Trás-os-Montes, nel nord-est del Portogallo, e nella provincia di Badajoz, nella Spagna sud-occidentale, ha analizzato in dettaglio l’impatto della siccità sugli oliveti rainfed, cioè non irrigui, attraverso un approccio integrato basato su dati satellitari e indicatori climatici.

Otto anni di osservazioni satellitari

La ricerca ha preso in esame il periodo compreso tra il 2015 e il 2023 utilizzando immagini del prodotto satellitare Harmonized Landsat–Sentinel-2 (HLSL30), che combina le osservazioni delle missioni Landsat e Sentinel-2 per garantire continuità temporale e alta risoluzione spaziale.

Per valutare lo stato vegetativo degli oliveti sono stati utilizzati due indici particolarmente adatti agli ambienti mediterranei:

  • il SAVI (Soil-Adjusted Vegetation Index), capace di ridurre l’effetto del suolo nudo tipico degli oliveti a bassa copertura vegetale;
  • il NDMI (Normalized Difference Moisture Index), sensibile al contenuto idrico della chioma e quindi utile per monitorare lo stress idrico delle piante.

L’integrazione di questi indicatori ha permesso di ricostruire la dinamica stagionale e interannuale della vegetazione e di valutare come gli olivi reagiscono ai periodi di deficit idrico.

MedPDSI: la siccità letta in chiave mediterranea

Per quantificare le condizioni di siccità, i ricercatori hanno adottato il MedPDSI (Mediterranean Palmer Drought Severity Index), una versione del noto indice Palmer adattata alle caratteristiche climatiche mediterranee e alla fisiologia dell’olivo.

L’analisi delle correlazioni tra MedPDSI e indici vegetazionali ha evidenziato una relazione significativa in entrambe le aree di studio. La risposta della vegetazione alla siccità non è risultata immediata: gli effetti più marcati sugli oliveti sono stati osservati con un ritardo di circa due mesi rispetto all’insorgenza delle condizioni siccitose.

Secondo gli autori, questo comportamento riflette la natura cumulativa dello stress idrico sull’olivo, specie arborea capace di tollerare brevi periodi di carenza idrica ma vulnerabile agli episodi prolungati.

Badajoz più vulnerabile di Trás-os-Montes

Lo studio mette inoltre in evidenza importanti differenze territoriali. La provincia di Badajoz ha registrato episodi di siccità più intensi, frequenti e persistenti rispetto alla regione portoghese di Trás-os-Montes, soprattutto durante la stagione calda.

Gli anni 2017 e 2022 sono risultati particolarmente critici, con un forte calo dei valori di SAVI e NDMI, indicativo di una riduzione del vigore vegetativo e di un marcato stress della chioma.

Gli oliveti di Badajoz hanno mostrato una maggiore suscettibilità agli effetti della siccità prolungata, mentre quelli di Trás-os-Montes sembrano aver mantenuto una resilienza leggermente superiore. Tale differenza potrebbe dipendere da condizioni climatiche meno severe, ma anche da fattori ambientali locali, caratteristiche pedologiche o pratiche agronomiche differenti.

Telerilevamento e gestione adattativa

I risultati confermano il valore strategico del telerilevamento satellitare per il monitoraggio degli oliveti mediterranei in condizioni di scarsità idrica. L’integrazione tra indici vegetazionali e indicatori climatici consente infatti di individuare precocemente situazioni di stress, supportando attività di monitoraggio, valutazione del rischio e pianificazione degli interventi.

In uno scenario climatico caratterizzato da crescente variabilità e disponibilità idrica sempre più limitata, strumenti di questo tipo potrebbero diventare fondamentali per sviluppare strategie di adattamento mirate e migliorare la sostenibilità degli oliveti tradizionali mediterranei.

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