L'arca olearia
Acido borico o boro nano chelato su olivo: effetti su produzione, qualità delle drupe e composizione dell’olio
Confrontata l’efficacia di formulazioni convenzionali e nano-chelate di boro applicate per via fogliare su olivo. Le implicazioni pratiche per l’olivicoltura biologica e integrata
06 maggio 2026 | 14:00 | R. T.
Il boro riveste un ruolo cruciale nella fioritura, nella crescita del tubetto pollinico e nell’allegagione dell’olivo, con effetti diretti sulla resa finale. La carenza di questo micronutriente è diffusa in molti areali olivicoli, compreso l’Iran. Sebbene i composti borati tradizionali, come l’acido borico, siano ampiamente utilizzati, negli ultimi anni i prodotti nano-chelatati stanno guadagnando popolarità grazie a una presunta maggiore biodisponibilità e a un rilascio più graduale. Tuttavia, le evidenze scientifiche sulla loro reale efficacia in olivicoltura sono ancora limitate. Il presente studio si propone di confrontare, per la prima volta in modo sistematico, due formulazioni di boro (acido borico e nano-chelatato) a due diversi dosaggi equivalenti in boro puro, valutandone gli effetti sulla crescita vegetativa e riproduttiva, sulle caratteristiche delle drupe, sulla resa in olio e sulla composizione qualitativa dell’olio extravergine di oliva cv. Zard.
Materiali e metodi: dosaggi equivalenti di boro puro e applicazioni fogliari
La sperimentazione è stata condotta nelle stagioni 2017 e 2018 su piante di olivo cv. Zard. I trattamenti fogliari comprendevano: acido borico a 105 mg/L (B1) e 158,8 mg/L (B2); boro nano-chelatato a 200 mg/L (nano-B1) e 300 mg/L (nano-B2), garantendo in entrambe le formulazioni lo stesso boro puro per litro, ovvero 180 mg per i livelli B1 e nano-B1, e 270 mg per B2 e nano-B2. Il testimone (B0) è stato trattato con sola acqua. Sono stati rilevati parametri vegeto-produttivi, caratteristiche fisiche delle drupe, resa in olio, acidità libera, attività antiossidante, contenuto fenolico totale e profilo degli acidi grassi.
Effetti sulla produzione: il nano-boro favorisce peso della drupa ed efficienza produttiva
Le caratteristiche fisiche dei frutti sono risultate influenzate principalmente dai trattamenti con boro nano-chelatato. In particolare, la tesi nano-B2 ha determinato il peso medio più elevato delle drupe e la maggiore efficienza produttiva in olio per pianta. Tuttavia, è stato osservato un effetto rilevante: nonostante l’incremento della resa in frutti, il nano-B2 ha ridotto l’accumulo percentuale di olio all’interno delle drupe. Questo suggerisce che la formulazione nano-chelatata indirizzi una quota maggiore di assimilati verso lo sviluppo della polpa e del nocciolo piuttosto che verso la lipogenesi.
Resa in olio e caratteristiche qualitative: acido borico superiore per percentuale di olio e acidi grassi
Un risultato opposto è stato ottenuto con l’acido borico alla dose B2 (158,8 mg/L). Questo trattamento, pur avendo determinato una minore carica produttiva (crop load), ha conseguito la più alta percentuale di olio sulle sostanze secche delle drupe. Inoltre, la composizione in acidi grassi è risultata maggiormente influenzata dai trattamenti con acido borico (B1 in particolare), con effetti positivi sul profilo oleico. Il trattamento nano-B2, invece, ha mostrato un netto miglioramento di alcuni parametri qualitativi dell’olio: resa in olio per pianta, acidità libera (contenuto in acidi grassi liberi), attività antiossidante e contenuto totale di fenoli. Pertanto, mentre il nano-boro eccelle nel migliorare la produttività e le proprietà antiossidanti dell’olio, l’acido borico tradizionale rimane più efficace nell’aumentare la concentrazione percentuale di olio e nel modulare il profilo degli acidi grassi maggioritari.
Conclusioni tecniche e indicazioni operative per l’olivicoltore
I dati ottenuti indicano che la scelta della formulazione borata deve essere guidata dall’obiettivo aziendale. Se l’obiettivo è massimizzare la produzione di drupe, il peso dei frutti e la resa complessiva in olio per pianta, la soluzione preferibile è il boro nano-chelatato alla dose di 300 mg/L (nano-B2), corrispondente a 270 mg di boro puro per litro. Al contrario, se l’obiettivo è ottenere oli con alta concentrazione percentuale di olio all’interno della drupa e un profilo di acidi grassi ottimale (ad esempio per oli DOP o di alta qualità), l’acido borico tradizionale alla stessa concentrazione di boro puro (B2) rappresenta la scelta più efficace. In pratica, si suggerisce un approccio differenziato: nano-boro per incrementare la produttività in oliveti ad alta densità o in annate con scarsa allegagione; acido borico per valorizzare il tenore in olio e la qualità lipidica in produzioni di pregio. Ulteriori studi sono auspicabili per verificare la persistenza degli effetti sulle annate successive e l’interazione con altri microelementi.
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