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L’uso controverso del boro per aumentare l’allegagione dell’olivo

L’uso controverso del boro per aumentare l’allegagione dell’olivo

L’utilità della fertilizzazione fogliare con boro sull’olivo è controversa, anche perché un eccesso porta a un effetto cascolante, ma non sempre una buona presenza di boro nel terreno è sufficiente

22 marzo 2024 | R. T.

Il boro è un elemento essenziale per le piante superiori ed è chiaramente riconosciuto il suo ruolo fondamentale nella crescita vegetativa e nel processo riproduttivo delle piante.

Numerosi studi riportano la sua funzione cruciale nel migliorare la fertilità dei fiori e la percentuale di allegagione dei frutti nell'olivo. Fenomeni carenziali, responsabili anche di rese non ottimali, si osservano negli oliveti e talvolta non vengono identificati.

Poiché studi recenti hanno dimostrato che il boro è mobile nel floema di tutte le specie che utilizzano polioli come metabolita fotosintetico primario, come l'olivo, le carenze di boro possono essere trattate con applicazioni fogliari.

Una ricerca dell’Università di Bari ha valutato l'efficacia di un fertilizzante fogliare contenente boro nell'aumentare l'allegagione e la resa nell'olivo.

Lo studio è stato effettuato nel 2004 su un oliveto, cv. Leccino, ubicata nel brindisino nel corso di un anno di carica.

Un controllo è stato confrontato con un trattamento fertilizzato con boro che ha ricevuto due applicazioni fogliari con un prodotto contenente 9 g B/100 g, a 270 mg B/litro, in pre e post antesi.

Durante il ciclo colturale è stata determinata la percentuale di allegagione, su 2 piante per appezzamento e 2 germogli per direzione cardinale e, al momento della raccolta, i principali parametri quantitativi di produttività.

Il numero totale di fiori e frutti per germoglio variava significativamente in base alla lunghezza dei germogli e all'esposizione della chioma. Né l’allegagione né la produttività sono state influenzate dall’applicazione fogliare di boro. Sono stati registrati valori medi di 4,29 e 4,65%, per la percentuale di allegagione, e di 32,2 e 30,6 kg di olive per appezzamento, per la produttività, rispettivamente per le piante trattate e non trattate.

Risultati opposti sono stati ottenuti in una ricerca dall’Università di Milano sul lago di Garda per le varietà Casaliva, Frantoio e Leccino nel 2008 e 2009. Sono stati studiati gli effetti delle applicazioni fogliari di boro (0, 262, 525 o 1050 mg/l) applicate circa una settimana prima dell'antesi sull'allegagione dei frutti e sulla germinazione del polline in vitro.

I trattamenti con boro hanno aumentato significativamente l’allegagione nel Frantoio e nel Casaliva ma non nel Leccino.

 

L'applicazione fogliare con boro ha migliorato la germinazione del polline in vitro e il livello ottimale era più elevato per la germinazione del polline rispetto all'allegagione dei frutti.

I risultati evidenziano l’effetto benefico dei trattamenti con boro immediatamente prima dell’antesi, possibilmente influenzando positivamente il processo di fecondazione e le successive relazioni legate alla ritenzione dei frutticini. 

E’ evidente che la ricerca scientifica non è concorde nell’utilità del boro per l’allegagione dell’olivo, dipendendo non solo dall’eventuale carenza nelle piante ma anche da un aspetto varietale nella sensibilità al boro che al momento risulta ancora poco conosciuto.

E’ anche utile ricordare che seppure i terreni italiani siano naturalmente ricchi di boro, non sempre questo microelemento è disponibile per l’olivo. La carenza di boro può essere causata da un eccesso di calcare nel suolo. Ciò porta ad una immobilizzazione del boro nel terreno e la pianta non può assorbirlo.

La valutazione di una carenza di boro deve essere quindi effettuata mediante diagnostica fogliare, ricordando che una concimazione fogliare di boro può essere persino controproducente poiché il boro, in dosi eccessive, ha un effetto cascolante.

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