L'arca olearia

Nuove proteine vegetali per alimenti funzionali anche dalle foglie di olivo

Nuove proteine vegetali per alimenti funzionali anche dalle foglie di olivo

Obiettivo trasformare materiali finora considerati residui di lavorazione, come le foglie di olivo, in ingredienti innovativi per l’alimentazione del futuro, con un duplice obiettivo: ridurre gli sprechi e sviluppare nuove soluzioni proteiche sostenibili

04 aprile 2026 | 09:00 | C. S.

Dagli scarti agroindustriali andalusi possono nascere nuove fonti di proteine vegetali ad alto valore nutrizionale. È questa la principale conclusione di PROSOST, il progetto promosso dal CIDAF (Centro de Investigación y Desarrollo del Alimento Funcional), che si è concluso con risultati significativi nel campo della valorizzazione dei sottoprodotti agroalimentari.

L’iniziativa ha puntato a trasformare materiali finora considerati residui di lavorazione in ingredienti innovativi per l’alimentazione del futuro, con un duplice obiettivo: ridurre gli sprechi e sviluppare nuove soluzioni proteiche sostenibili.

Dall’analisi di 14 materie prime alla selezione dei sottoprodotti più promettenti

Il progetto è partito da uno studio approfondito di 14 materie prime di origine agroindustriale, selezionate per valutarne il potenziale nell’estrazione di proteine vegetali.

Dopo una prima fase di screening, i ricercatori hanno concentrato il lavoro su quattro sottoprodotti chiave:

  • foglia di olivo
  • panello di mandorla disoleato
  • scarti di lupino da tavola
  • sottoprodotti derivati dalla produzione industriale di gazpacho

Successivamente, dopo le prove di laboratorio, il team è passato alla fase di scale-up industriale presso l’impianto pilota del CIDAF, individuando tre matrici particolarmente interessanti per resa ed efficienza del processo: foglia di olivo, mandorla e lupino.

Concentrati proteici ad alto valore nutrizionale

Uno dei risultati più rilevanti del progetto è stata l’ottenimento di tre concentrati proteici vegetali con profili nutrizionali di grande interesse:

  • concentrato di mandorla con 74% di proteine
  • concentrato di lupino con 71% di proteine
  • concentrato di foglia di olivo con 32% di proteine

Si tratta di ingredienti che, oltre all’elevato contenuto proteico, presentano un valore aggiunto importante: derivano da sottoprodotti normalmente destinati allo scarto, aprendo così nuove prospettive per la sostenibilità del sistema agroalimentare e per l’economia circolare.

I risultati presentati in una giornata tecnica al CIDAF

I risultati finali di PROSOST sono stati presentati nel corso della giornata tecnica dal titolo “Valorizzazione dei sottoprodotti: nuove fonti di proteine e peptidi bioattivi”, ospitata presso la sede del CIDAF.

L’evento ha riunito professionisti, imprese, ricercatori e operatori del settore agroalimentare, interessati allo sviluppo delle proteine alternative e all’innovazione applicata all’industria alimentare.

Ad aprire i lavori è stato il direttore del CIDAF, Vito Verardo, mentre il responsabile del progetto, il ricercatore Rafael López Villalba, ha illustrato il percorso scientifico e tecnologico di PROSOST, soffermandosi sia sulle fasi di ricerca sia sulle potenziali applicazioni industriali dei concentrati ottenuti.

Proteine alternative, mercato e nuove opportunità

Il programma della giornata ha visto anche la partecipazione di esperti del settore delle proteine alternative e dell’innovazione alimentare, che hanno approfondito diversi temi di attualità, tra cui:

  • l’evoluzione del mercato delle proteine vegetali
  • le opportunità economiche per le imprese
  • la produzione di peptidi bioattivi
  • la visione industriale e imprenditoriale legata a questi nuovi ingredienti

Tra i momenti centrali dell’incontro anche una tavola rotonda dedicata alle opportunità e alle sfide del comparto, con un focus sul ruolo strategico della ricerca per accelerare il trasferimento tecnologico verso il tessuto produttivo.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Dormienza o quiescenza? L’approccio agronomico alla gestione della fioritura dell'olivo

Occorre sapere che le gemme dell'olivo non sono mai completamente spente ma regolate da fenomeni climatici e ormonali. Il freddo svolge soprattutto una funzione di regolazione dell’induzione fiorale

03 aprile 2026 | 16:00

L'arca olearia

Nutrizione fogliare e fertilizzanti organominerali nell’olivo: effetti sulla qualità del polline e sulla capacità di allegagione

Notevoli effetti sulla vitalità pollinica, cioè la quota di polline funzionalmente attivo. Tutti i trattamenti fertilizzanti hanno mostrato un effetto migliorativo, ma con differenze significative tra le formulazioni. La gestione della nutrizione deve essere letta anche come gestione della fertilità del fiore

03 aprile 2026 | 15:00

L'arca olearia

Verso una irrigazione di precisione dell’olivo sulla base di dendrometri, clima e architettura della pianta

Lo stato idrico dell'olivo in tempo reale non basta più.  I dendrometri registrano le fluttuazioni micrometriche del diametro del tronco, restituendo informazioni dinamiche sull’equilibrio idrico e sulla crescita. Ma occorre integrare più strumenti e dati

03 aprile 2026 | 14:00

L'arca olearia

Sottoprodotti dell’olivo: da scarto a risorsa strategica per bioeconomia, agricoltura ed energia

Potature, foglie, sanse, acque di vegetazione e nocciolino rappresentano una filiera parallela ad alto valore aggiunto. Dalla valorizzazione agronomica ai bioprodotti, fino all’energia e ai composti bioattivi, i sottoprodotti dell’olivo stanno ridefinendo il concetto stesso di sostenibilità olivicola

03 aprile 2026 | 13:00

L'arca olearia

Pacciamatura e gestione idrica dell’olivo: effetti su umidità del suolo e accrescimento vegetativo

La pacciamatura non agisce soltanto come copertura fisica del suolo, ma come vero strumento di gestione ecofisiologica dell'oliveto. La risposta dipende dalla cultivar: Coratina ha mostrato la risposta più vigorosa, mentre Koroneiki ha evidenziato un comportamento più conservativo sotto il profilo idrico

02 aprile 2026 | 16:00

L'arca olearia

I rischi di contaminazione dell’olio d’oliva: da dove arrivano metalli e sostanze indesiderate

Le stime relative a contaminazioni con nichel, piombo e arsenico dell'olio d'oliva hanno suggerito una criticità moderata, non tale da generare allarme immediato, ma sufficiente a richiamare la necessità di monitoraggi periodici e continui

02 aprile 2026 | 14:00