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Batteri endofiti contro Xylella fastidiosa dell’olivo

Batteri endofiti contro Xylella fastidiosa dell’olivo

Uno studio spagnolo ha analizzato quali ceppi batterici siano in grado non solo di inibire lo sviluppo del patogeno, ma anche di promuovere la crescita della pianta, aprendo così nuove prospettive per una difesa fitosanitaria più sostenibile

28 marzo 2026 | 10:00 | R. T.

Lucía Alonso Villar, ingegnera agraria e forestale e studentessa del Master in Biotecnologia dell’Università di Córdoba (UCO), ha ricevuto il premio “La ciencia en femenino: Premio al mejor Trabajo Final de Máster”, promosso da CaixaBank e dalla Universitat de Lleida attraverso la Cattedra AgroBank “Qualità e Innovazione nel settore agroalimentare”.

Il riconoscimento, del valore di 3.000 euro, premia l’eccellenza della ricerca femminile nei campi dell’agricoltura, della zootecnia e dell’alimentazione, valorizzando progetti con forte impatto scientifico e concrete prospettive applicative per il comparto agroalimentare.

A convincere la giuria è stato il suo lavoro di fine master, intitolato “Selezione funzionale di batteri abitanti dello xilema per il loro utilizzo come agenti di controllo biologico di Xylella fastidiosa, premiato per il suo alto valore scientifico e per il potenziale contributo alla salute dell’olivicoltura.

Batteri endofiti dell’olivo contro uno dei patogeni più temuti

La ricerca si concentra sull’identificazione e selezione di batteri che vivono naturalmente nello xilema dell’olivo, i cosiddetti microrganismi endofiti, con l’obiettivo di valutarne l’efficacia come agenti di controllo biologico contro Xylella fastidiosa.

Il batterio fitopatogeno rappresenta infatti una delle principali minacce per la sostenibilità e la produttività dell’olivicoltura in diverse aree del Mediterraneo, a causa delle gravi malattie che è in grado di provocare e del forte impatto economico e paesaggistico che può generare.

Lo studio analizza in particolare quali ceppi batterici siano in grado non solo di inibire lo sviluppo del patogeno, ma anche di promuovere la crescita della pianta, aprendo così nuove prospettive per una difesa fitosanitaria più sostenibile.

Una risposta sostenibile per il futuro dell’olivicoltura

Il lavoro di Lucía Alonso Villar propone un approccio innovativo, basato su soluzioni biologiche alternative ai metodi tradizionali di controllo, in linea con le strategie europee per la riduzione degli input chimici e con i principi dell’agricoltura integrata.

Uno degli elementi più rilevanti della ricerca è il suo forte orientamento applicativo: il progetto non si limita infatti alla sola caratterizzazione microbiologica dei batteri, ma punta a individuarne il potenziale utilizzo in ambito agronomico, con una chiara prospettiva di trasferimento tecnologico al settore produttivo.

Il premio conferma così il valore di una ricerca capace di coniugare innovazione scientifica, sostenibilità ambientale e ricadute concrete per il comparto olivicolo, in un momento in cui la protezione delle colture mediterranee rappresenta una priorità strategica per il futuro dell’agricoltura europea.

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