L'arca olearia

Il biochar per aumentare la produzione dell'olivo dal 7 al 24%

Il biochar per aumentare la produzione dell'olivo dal 7 al 24%

Gli olivi trattati con la miscela di compost e biochar hanno mostrato un aumento medio della produzione compreso tra 0,4 e 1,7 chili di olio per albero rispetto a quelli non trattati

14 marzo 2025 | 13:00 | C. S.

Uno studio preliminare condotto dal progetto European Soil O-Live ha dimostrato che l’uso di biochar negli olivi può aumentare la produzione olivicola tra il 7% e il 24%.

La ricerca, che ha beneficiato della collaborazione dell’azienda Carboliva, rivela anche che questo ammendante organico migliora in modo significativo la qualità del suolo in termini di materia organica, respirazione e ritenzione idrica. Questi miglioramenti sono stati particolarmente notevoli negli ulivi trattati con il mix di infiltrazioni, dimostrando l'impatto positivo e sostenibile del biochar sulla salute del suolo.

Le prove sono state effettuate in tre aziende situate a Baena (Cordoba), Torreperogil e Chiclana del Segura (Jaén). I trattamenti sperimentali comprendevano quattro gruppi di ulivi: uno senza trattamento, uno con un solo compost, un terzo con compost e biocharal applicato superficialmente e un quarto con la stessa miscela introdotta da un infiltrato.

Dopo un anno, gli olivi trattati con la miscela di compost e biochar hanno mostrato un aumento medio della produzione compreso tra 0,4 e 1,7 chili di olio per albero rispetto a quelli non trattati, con un incremento dal 7% al 24%. I migliori risultati sono stati ottenuti negli oliveti in asciutta.

Antonio Manzaneda, coordinatore di Soil O-Live e professore di ecologia presso l’Università di Jaén, ha dichiarato: “Siamo soddisfatti di questi primi risultati, che confermano il potenziale delle modifiche organiche per migliorare la qualità del suolo e aumentare la produzione di olive. Continueremo questa linea di ricerca su altre aziende sperimentali in Italia, Grecia e Portogallo”.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Limonene e cannella per proteggere l'olivo: nuovi biopesticidi naturali promettono un’olivicoltura più sostenibile

Uno studio dell’Università di Almeria analizza il comportamento ambientale di limonene e trans-cinnamaldeide, due composti naturali utilizzabili come biofitoprotettori. La ricerca evidenzia una rapida degradazione nell’ambiente acquatico e un basso rischio di accumulo, aprendo nuove prospettive per ridurre l’impiego di pesticidi sintetici anche negli oliveti

22 agosto 2026 | 09:00

L'arca olearia

Olio d'oliva e clima: quando il caldo fa bene (e quando no)

Uno studio svela che non è la temperatura media della stagione a determinare la qualità dell'olio, ma il momento preciso in cui il caldo si fa sentire. I risultati, però, vanno valutati con attenzione

21 agosto 2026 | 12:00

L'arca olearia

Olivicoltura di precisione, la vera rivoluzione è nel risparmio: meno acqua, fertilizzanti e fitofarmaci

Droni, sensori, intelligenza artificiale e mappe di vigore stanno trasformando la gestione dell’oliveto. Il vantaggio non è soltanto tecnologico: intervenire dove e quando serve può ridurre gli sprechi, contenere i costi e migliorare l’efficienza degli input

20 agosto 2026 | 11:00

L'arca olearia

Sottoprodotti dell'olivicoltura: una risorsa preziosa per il suolo e l'olio di qualità

L'utilizzo dei sottoprodotti della lavorazione delle olive come fertilizzanti organici rappresenta una soluzione sostenibile per migliorare la fertilità del terreno e la produzione oleicola

20 agosto 2026 | 09:00

L'arca olearia

Olio d'oliva: un mercato in evoluzione tra salute, sostenibilità e tradizione

Applicato per la prima volta il framework Food-Related Lifestyle per analizzare i consumatori di olio extravergine d'oliva in un mercato emergente del Mediterraneo, identificando quattro profili distinti: dagli "eco-advocates attenti alla salute" ai "consumatori sensibili al prezzo"

19 agosto 2026 | 16:00

L'arca olearia

Olivo e sostenibilità: i residui di potatura diventano una risorsa per la bioeconomia

Uno studio portoghese rivela il potenziale dei rami e delle foglie di olivo come materia prima per bioraffinerie, grazie a processi di idrolisi termica che valorizzano la biomassa residuale

19 agosto 2026 | 11:00