L'arca olearia
L'uso dei gas inerti in frantoio per migliorare la stabilità ossidativa dell'olio di oliva
L'uso di gas inerti nelle fasi critiche, tra cui decanter e separazione, riduce la presenza di ossigeno molecolare, la principale causa di perdita di qualità negli oli di oliva
09 gennaio 2025 | 11:00 | C. S.
Il gruppo di lavoro OLIVENar, con il supporto di un consorzio composto dall’Università di Jaén (UJA), CITOLIVA, Oleocampo S.C.A. e Amenduni Ibérica S.AA ha implementato una tecnica di inertificazione delle fasi critiche, come la separazione delle fasi del decanter, la centrifugazione verticale e le fasi post-estrazione.
L'uso di gas inerti riduce la presenza di ossigeno molecolare, la principale causa di perdita di qualità negli oli.
Grazie all’applicazione di gas inerti, si ottiene una maggiore stabilità ossidativa, che si traduce in un profilo sensoriale e nutrizionale più elevato. Tra i punti salienti ci sono:
- maggiore stabilità ossidativa: impedisce la scomposizione prematura dell'olio.
- profilo ricco di composti fenolici: favorisce le proprietà antiossidanti e salutari dell’olio.
- riduzione dei composti di ossidazione volatili: migliora la purezza e il gusto dell'olio.
Questi progressi sono fondamentali per preservare e migliorare la qualità dell’olio extravergine di oliva, contribuendo a un prodotto finale più fruttato e nutriente.
Uno degli approcci più innovativi al progetto è il confronto tra azoto e argon, due gas inerti che vengono utilizzati in diverse fasi del processo produttivo. OLIVENar sta valutando l'efficienza tecnica ed economica di ciascun gas, con l'obiettivo di determinare quali offrono risultati migliori in termini di qualità, costi e redditività nel settore olivicolo.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Melograno e carruba contro la verticilliosi dell’olivo: gli estratti attivano le difese naturali della pianta
Estratti di melograno e carruba mostrano un potenziale effetto bioprotettivo contro Verticillium dahliae, il fungo responsabile della verticilliosi dell’olivo. Attivati di diversi geni coinvolti nelle risposte di difesa della pianta e una riduzione o stabilizzazione della biomassa fungina nelle piante trattate
25 agosto 2026 | 13:00
L'arca olearia
Aculus olearius: un nuovo nemico per l'olivicoltura
L'acaro parassita è già noto in Italia, Grecia, Spagna e Turchia. Causa danni significativi alle olive, tra cui imbrunimento dei germogli, disseccamento dei fiori, accartocciamento delle foglie e deformazioni dei giovani frutti. Ecco indicazioni pratiche per gli olivicoltori su come riconoscere i sintomi, monitorare le popolazioni e gestire il problema
24 agosto 2026 | 16:00
L'arca olearia
Olio extravergine d'oliva denocciolato: un tesoro di antiossidanti per la salute e la bellezza
La rimozione del nocciolo prima dell'estrazione dell'olio dalle olive Cerasuola aumenta significativamente la concentrazione di composti fenolici e flavonoidi, potenziando le proprietà antiossidanti dell'olio extravergine e aprendo nuove prospettive per l'industria cosmetica e alimentare
24 agosto 2026 | 15:00
L'arca olearia
Ftalati nell’olio extravergine d'oliva, arriva un nuovo metodo rapido per individuarli
Un sistema basato sulla fluorescenza riesce a distinguere sette diversi ftalati presenti nell’olio extravergine di oliva con un’accuratezza fino al 97,2%. La tecnica potrebbe diventare uno strumento di screening per controllare più rapidamente la sicurezza degli oli alimentari
24 agosto 2026 | 13:00
L'arca olearia
Limonene e cannella per proteggere l'olivo: nuovi biopesticidi naturali promettono un’olivicoltura più sostenibile
Uno studio dell’Università di Almeria analizza il comportamento ambientale di limonene e trans-cinnamaldeide, due composti naturali utilizzabili come biofitoprotettori. La ricerca evidenzia una rapida degradazione nell’ambiente acquatico e un basso rischio di accumulo, aprendo nuove prospettive per ridurre l’impiego di pesticidi sintetici anche negli oliveti
22 agosto 2026 | 09:00
L'arca olearia
Olio d'oliva e clima: quando il caldo fa bene (e quando no)
Uno studio svela che non è la temperatura media della stagione a determinare la qualità dell'olio, ma il momento preciso in cui il caldo si fa sentire. I risultati, però, vanno valutati con attenzione
21 agosto 2026 | 12:00