L'arca olearia
I segreti per ridurre l’alternanza di produzione dell’olivo
I meccanismi che regolano l’alternanza di produzione dell’olivo sono legati all’espressione di alcuni geni ma sono anche regolati da fattori ambientali e anche agronomici su cui si può intervenire, riducendo il ciclo di carica e scarica della produzione di olive
25 ottobre 2024 | 17:00 | R. T.
L’alternanza di produzione si riferisce alla tendenza degli olivi ad avere una produzione irregolare da 1 anno di carica (ON) all'anno successivo di scarica (OFF).
Per svelare i meccanismi molecolari di questo fenomeno sull’olivo l'intero trascrittoma di foglie e germogli in anni di carica e scarica è stato sequenziato utilizzando l'approccio di sequenziamento di nuova generazione. I risultati hanno indicato che le trascrizioni espresse sono state coinvolte nel metabolismo di carboidrati, poliammine, fitormoni e polifenolfossida (POD) legati al sistema antiossidante.
Ma l’espressione genica viene regolata da diversi fattori di natura ambientale e anche agronomica.
Negli alberi subtropicali, dove l'induzione di fioritura è per lo più governata dall'accumulo di ore di refrigerazione, si pensa che il carico di frutta generi un segnale (segnale AB) che blocca la percezione dell'induzione a freddo. La rimozione della frutta durante un anno di carico abbondante è efficace nell'indurre la fioritura solo se eseguita da uno a pochi mesi prima dell'inizio del periodo di induzione della fioritura. La presenza di olive genera un trasporto di auxina polare relativamente forte negli steli dell’olivo. Dopo la raccolta, il trasporto di auxina polare viene ridotto e consente il rilascio di auxina dal germoglio, influenzando l'induzione della fioritura.
E’ quindi evidente che su piante raccolte tardivamente o non raccolte si può più facilmente innescare l’alternanza di produzione.
Ovviamente un’influenza importante sull’alternanza di produzione è data dalla crescita dei germogli nell’anno procedente a quello di fruttificazione.
Tre fasi compongono lo sviluppo delle gemme fruttifere: induzione, iniziazione e differenziazione. Tutte sono essenziali per raggiungere un anno di carica, ma in condizioni climatiche di breve crescita vegetativa, il momento di induzione dei fiori è fondamentale in quanto questo periodo coincide con il completamento dell’indurimento del nocciolo nell’anno corrente (anno n).
Una forte crescita vegetativa dei germogli di 1 anno durante la primavera (che porta a un maggior numero di nodi di 1 anno di germogli misti e fruttiferi) seguiti da un arresto dei germogli durante l'estate sembra svolgere un ruolo chiave nel migliorare l'induzione delle gemme floreali e la differenziazione di germogli.
Dopo l'induzione, la fase di iniziazione, che non mostra alcun cambiamento morfologico nel germoglio, è dipendente dal freddo e dalla dormienza. In questa fase le temperature giocano il ruolo più significativo; solo poche ore (anche meno di 300) al di sotto di 12,5 gradi per passare attraverso la fase di iniziazione e per rilasciare dormienza.
L'ultima fase (differenziazione) inizia con la formazione dell'infiorescenza nel bocciolo, ed è l'unico stadio che mostra modifiche morfologiche visibili.
I segreti per ridurre l’alternanza di produzione dell’olivo
Pertanto, per gestire l'alternanza di produzione in condizioni climatiche di breve crescita vegetative attraverso adeguate pratiche agronomiche, è importante controllare la crescita dei germogli, e conoscere il periodo migliore per la crescita vegetativa e l’induzione delle gemme.
Un elevato carico di frutta può influenzare negativamente l'allungamento dei germogli misti di 1 anno e portare a una diminuzione della produzione di nuove potenziali gemme riproduttive nell'anno successivo. I nutrienti applicati e la disponibilità di acqua possono anche influenzare la crescita dei nuovi germogli, ma il periodo migliore per la crescita vegetativa e l'induzione delle gemme non è chiaro.
E’ stato quindi studiato il modello di crescita della porzione vegetativa di germogli misti di 1 anno (anno n) e la fioritura di ritorno nell’anno successivo (n + 1) sotto una gestione agronomica della crescita vegetativa, attraverso acqua e nutrienti, più spinta o meno spinta.
I risultati hanno rilevato che nell'anno successivo il numero di infiorescenze sui germogli misti di 1 anno ha subito un effetto a seconda del diverso livello di crescita vegetativa. Oltre alla maggiore crescita vegetativa di germogli misti di 1 anno, anche il numero di germogli anticipati sembrava essere influenzato dalle pratiche di coltivazione.
Inoltre, i rami anticipati avevano più infiorescenze per gemma rispetto ai germogli di 1 anno.
I nodi dei germogli misti di 1 anno che sono cresciuti durante giugno e luglio hanno prodotto la maggior parte delle infiorescenze per gemma rispetto ai nodi che sono cresciuti durante la primavera e la fine dell’estate.
Nel complesso, quindi, per gestire correttamente l’alternanza di produzione dell’olivo è necessario sia raccogliere le olive precocemente, senza ritardare la raccolta oltre dicembre, sia gestire la crescita vegetativa dell’olivo con preferenza per il periodo di fine primavera e inizio estate.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Olio extravergine di oliva e blockchain: tutelare il Made in Italy con la tecnologia
L’adozione della blockchain nella filiera dell’olio extravergine di oliva italiano potrebbe diventare una svolta contro le frodi e per la valorizzazione del Made in Italy. Superare lo scetticismo iniziale e concentrarsi su facilità d’uso, innovazione personale e condizioni strutturali delle aziende
11 giugno 2026 | 13:00
L'arca olearia
Zeolite in olivicoltura sostenibile: controllo della rogna e resilienza alla siccità
La zeolitite ricca di chabasite si conferma un materiale multifunzionale per l’olivicoltura mediterranea. I risultati di una ricerca in Italia e Spagna mostrano che la zeolitite riduce l’uso di rame e fertilizzanti sintetici, migliorando la sostenibilità agronomica
11 giugno 2026 | 11:00
L'arca olearia
Deficit idrico severo nell’olivicoltura in clima temperato: effetti sui composti biofenolici, sui pigmenti e sul profilo degli acidi grassi nell’olio d'oliva
La disponibilità idrica rappresenta uno dei fattori abiotici più influenti sulla qualità dell’olio di oliva. L’olio ottenuto in condizioni di deficit idrico severo ha mostrato concentrazioni significativamente più elevate di acido p-cumarico, acido ferulico, clorofille totali e β-carotene, mentre l’irrigazione ha favorito idrossitirosolo, tirosolo e fenoli totali. Il profilo degli acidi grassi è risultato alterato
10 giugno 2026 | 16:00
L'arca olearia
Solfiti in frantoio: è possibile fermare l’ossidazione dell’olio d’oliva
Sebbene l’uso sia vietato nella produzione di olio vergine ed extravergine, un nuovo studio ha valutato l’efficacia del metabisolfito di potassio nel bloccare la degradazione ossidativa. Aggiunto durante la frangitura o la gramolazione, l’additivo azzera i perossidi già a 1500 ppm, ma riduce fino al 33% il contenuto di fenoli totali
10 giugno 2026 | 12:00
L'arca olearia
Olivo e cambiamento climatico: quanto calore può sopportare la pianta simbolo del Mediterraneo?
Uno studio condotto su dieci cultivar di olivo italiane ha analizzato la resistenza al calore di foglie e germogli, individuando differenze significative tra varietà e fornendo indicazioni utili per la gestione agronomica
09 giugno 2026 | 12:00
L'arca olearia
Il modello Sicilia per l’olio extravergine di oliva italiano
C’era una volta il modello olio Toscano, con la sua capacità evocativa e forza comunicativa. La Sicilia ha saputo ben ispirarsi creando, dal 2017, un modello di successo per il sud Italia che deve crescere in valore aggiunto
08 giugno 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli