L'arca olearia

Aumentare la resa in olio d'oliva dal 7 all'11%: il ruolo degli enzimi

Aumentare la resa in olio d'oliva dal 7 all'11%: il ruolo degli enzimi

Il primo passo per ottenere l'olio d'oliva in frantoio è la macinazione dell'oliva per distruggere le cellule ma la sola meccanica non è sufficiente. Il ruolo di pectinasi e cellulasi

21 ottobre 2024 | 12:45 | R. T.

L'olivo contiene circa il 10-20% di olio, che è per lo più derivato dalla polpa. Dal punto di vista dell'estrazione, il primo passo per ottenere l'olio d'oliva è la frantumazione del frutto dell'olivo per distruggere le cellule. Quindi, le goccioline di olio legate tendono a rilasciarsi e aggregarsi per formare le gocce più grandi durante il processo di gramolazione e possono essere ottenute con una fase di centrifugazione. Il ruolo della gramolazione è quello di mettere in contatto le piccole goccioline di olio rilasciate dalle cellule e fornire le condizioni appropriate per la coalescenza delle goccioline. Inoltre, la gramolazione rompe anche le emulsioni di olio/acqua, di conseguenza aumenta la resa dell'olio rendendo più facile l'estrazione e la separazione dell'olio. Così, la gramolazione influisce non solo sulla qualità e sulle caratteristiche nutrizionali dell’olio d’oliva, ma anche sulla resa di estrazione dell’olio da pasta di olive durante la lavorazione dell’olio d’oliva.

Studi precedenti hanno dimostrato che alcune goccioline di olio rimangono intrappolate nelle cellule di parenchima e non sono state completamente liberate dalla frangitura. Quindi, quelle goccioline di olio sono rimaste nella sansa durante la centrifugazione. Distruggere la parete cellulare è un modo potenzialmente efficace per recuperare l’olio racchiuso nella cellula.

Sono stati condotti diversi studi al fine di migliorare la resa di estrazione dell'olio utilizzando coadiuvanti di trasformazione, come il microtalco naturale, carbonato di calcio, o pectinasi industriale. È stato dimostrato che l'uso di microtalco durante la fase di gramolazione ha notevolmente ridotto l'effetto dei substrati e delle proteine, migliorando così l'estrazione dell'olio dalle cellule del mesocarpo. Ma un eccesso di aggiunta di microtalco ha presentato un effetto inverso.

Il trattamento enzimatico di pectinasi, sebbene illegale in Europa per l'ottenimento di olio vergine di oliva, ha mostrato un effetto altamente significativo sulla resa, il colore, la torbidità e il livello totale di polifenoli dell'olio d'oliva.

In un precedente studio è stato dimostrato l'effetto di concentrazione della pectinasi e della cellulasi sulla resa oleosa della pasta di oliva. Con la concentrazione di 0,05% (w/w) di pretrattamento della pectinasi o della cellulasi, è stato osservato un aumento della resa in olio ma era necessario un approfondimento sull'impatto degli enzimi sul fenomeno alla base della coalescenza delle goccioline d'olio durante la gramolazione.

Ricercatori cinesi hanno voluto così studiare l'azione della pectinasi e della cellulasi per migliorare la resa in olio, indagando la coalescenza e le proprietà regologiche della pasta d'olive durante la gramolazione.

Dall'imaging a microscopia a scansione laser confocale, le goccioline d'olio legate sono state rilasciate e gradualmente si sono fuse in goccioline più grandi, alla fine formando una fase di olio continuo con il pretrattamento enzimatico.

Inoltre, il pretrattamento enzimatico misto ha effettivamente ridotto la viscosità delle paste delle olive e ha promosso la depolimerizzazione e la solubilizzazione dei polimeri pectitici coinvolti nell'adesione cellulare, aumentando così ulteriormente la resa di estrazione dell'olio dal 7,15 % all'11,68 %.

I fenomeni per i quali il trattamento enzimatico aumenta la resa in olio, quindi, non sono solo dovuti al rilascio di tutto l'olio contenuto nelle cellule dell'oliva, ma anche legati a fenomeni fisici di coalescenza e riduzione della viscosità della pasta d'olive durante la gramolazione.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

PAC e olivicoltura italiana, un aiuto che non aiuta tutti: ecco chi ci guadagna e chi ci perde

L’analisi condotta su dati FADN 2010-2022 rivela che il sostegno del secondo pilastro funziona solo per un terzo delle aziende. Quelle più fragili e marginali ottengono un vero vantaggio, mentre le imprese già competitive non traggono benefici significativi. Un campanello d’allarme

04 settembre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Olio d’oliva di qualità superiore: la rivoluzione dell’hydrocooling nel pre-condizionamento delle olive

Un innovativo studio condotto in Toscana dimostra come il raffreddamento rapido delle olive appena raccolte possa migliorare significativamente il profilo aromatico e la qualità dell’olio extravergine, con benefici che si protraggono fino a un anno dopo la produzione

04 settembre 2026 | 15:00

L'arca olearia

L'inclinazione dei rami nell'olivo: come l'angolo di curvatura influenza produzione e qualità dell'olio

Gestione della chioma: gli effetti di diversi angoli di curvatura (60°, 90° e 110°) sulle risposte fisiologiche e metaboliche dell'olivo, con particolare attenzione alla varietà Frantoio. I risultati evidenziano come un'inclinazione di 90° favorisca il massimo accumulo di olio nei frutti, mentre angoli più accentuati (110°) aumentino la produzione complessiva ma richiedano attenzioni specifiche nella gestione nutrizionale

04 settembre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Olio extravergine d'oliva, un giallo tutto italiano: tra panel test, multe milionarie e assoluzioni a sorpresa

La filiera dell'olio d'oliva, vanto del Made in Italy e pilastro dell’agroalimentare nazionale, è attraversata da una profonda dicotomia: un quadro normativo europeo tra i più avanzati al mondo e un’applicazione sul campo che sconta disomogeneità, incertezze interpretative e un’allarmante difformità di giudizio tra le autorità di controllo, l’Antitrust e la magistratura

04 settembre 2026 | 13:00

L'arca olearia

L'influenza del pH del suolo sulla risposta dell'olivo alla concimazione azotata

Il suolo alcalino, nonostante presentasse un contenuto di azoto totale più elevato, ha mostrato concentrazioni di azoto fogliare inferiori al range considerato ottimale per l'olivo. La mineralizzazione dell'azoto organico è ridotta e si verificano perdite per volatilizzazione dell'ammoniaca

04 settembre 2026 | 11:00

L'arca olearia

Potassio e zinco per via fogliare: la combinazione vincente per olive più grandi e produttive

Una sperimentazione condotta su piante di olivo quindicenni ha dimostrato che l'applicazione fogliare combinata di potassio e zinco, alle giuste dosi, può incrementare significativamente la produzione e migliorare la qualità delle olive, con un aumento della resa per pianta che supera il 50% rispetto ai testimoni non trattati

03 settembre 2026 | 15:00