L'arca olearia
Dimezzata la giacenza di olio extravergine di oliva italiano in due mesi: restano 33 mila tonnellate
Lo stock di olio extravergine di oliva italiano è tecnicamente zero al 30 settembre 2024, a un livello identico a quello del 2023. Le ultime scorte consumate negli ultimi due mesi. L'olio nuovo sarà finito in 5-6 mesi
12 ottobre 2024 | 09:00 | T N
La situazione delle giacenze di olio extravergine di oliva italiano al 30 settembre 2024 è pari a quella al 30 settembre 2023: sono 33 mila oggi ed erano 30 mila un anno fa.
Nonostante l’annata di carica per l’Italia, l’olio nazionale è stato venduto tutto a prezzi molto elevati, anche complice la scarsità produttiva nel bacino del Mediterraneo e l’allineamento delle quotazioni all’ingrosso fra i vari Paesi produttori.
C’era incertezza, a fine luglio, sulle possibilità che le scorte, per 60 mila tonnellate, si esaurissero ad agosto e settembre, periodi tradizionalmente piuttosto calmi per gli scambi e le vendite sugli scaffali della Grande Distribuzione. Invece, con una media di 13500 tonnellate vendite al mese, quasi un record per l’annata, le scorte sono state azzerate.
Delle 33 mila tonnellate di olio extravergine di oliva italiano giacente al 30 settembre, secondo i dati del Report Frantoio Italia dell’ICQRF, 13 mila sono in Puglia, 4300 sono in Calabria e 2600 sono in Sicilia. Quindi 20 mila tonnellate sono nelle tre regioni olivicole per eccellenza.
Tralasciando le giacenze nelle regioni imbottigliatrici, 4600 tonnellate in Toscana e 3000 in Umbria, le giacenze nelle altre regioni sono dovute anche a errori tecnici nei registri SIAN. La realtà è che, rispetto al dato tabellare dell’ICQRF, la disponibilità reale è la metà o meno. E’ questa la ragione per cui, avvicinandosi alle 30 mila tonnellate di giacenza, gli operatori considerano che raggiunta la soglia della giacenza tecnica zero.
Andando a esaminare gli altri dati del Report Frantoio Italia scopriamo che restano teoricamente a disposizione 7000 tonnellate di olio bio (erano 6400 al 30 settembre 2023) e circa 2000 tonnellate di oli a denominazione di origine (erano 2200 tonnellate al 30 settembre 2023).
L'olio extravergine di oliva italiano nuovo sarà finito in 5-6 mesi
L’Italia dell’olio di oliva si trova quindi in una situazione identica a quella del 2023 ma avendo di fronte a sé un’annata di scarica, a 224 mila tonnellate stimate ufficialmente da Ismea, che potrebbero drammaticamente ridursi sotto le 200 mila a dato consuntivo. E’ soprattutto la produzione del sud Italia a mancare, ovvero proprio quella destinata al mercato all’ingrosso e a riempire le cisterne degli operatori commerciali.
Tolto l’autoconsumo e il commercio dei piccoli e medi frantoi del centro Italia, è ipotizzabile affermare che la disponibilità reale di olio nazionale sarà di 80-90 mila tonnellate. Si tratta di volumi che, considerando vendite medie per 12 mila tonnellate al mese (quindi la metà di quanto venduto in media quest’anno ogni mese), si esauriranno in 7 mesi. Se poi prendiamo in considerazione che molti contratti prevedono consegne differite, è ipotizzabile affermare che, nell’arco di 5-6 mesi, sarà complicato trovare olio italiano in quantità significative.
Analisi e previsioni che presuppongono un interesse degli imbottigliatori e della GDO per l’olio extravergine di oliva italiano, considerando che tornerà abbondantemente disponibile l’olio comunitario a prezzi decisamente più concorrenziali rispetto agli ultimi 12 mesi.
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