L'arca olearia

Un litro di olio d’oliva cattura 10,65 kg di anidride carbonica dall’atmosfera: i risultati dell'International Olive Sustainability Conference

Un litro di olio d’oliva cattura 10,65 kg di anidride carbonica dall’atmosfera: i risultati dell'International Olive Sustainability Conference

L'olivicoltura è sostenibile ma la giungla di dichiarazioni e sigilli che affermano di autenticare l'olio extravergine d'oliva prodotto in modo sostenibile è stato un argomento emerso più volte durante la conferenza

04 ottobre 2024 | A.K. Devarenne

Dal 5 al 7 settembre 2024, ricercatori, produttori e sostenitori delle olive e dell'olio d'oliva si sono incontrati per esplorare il tema della sostenibilità in olivicoltura. La conferenza, alla quale hanno partecipato oltre 200 persone, è stata ospitata dallo UC Davis Olive Center e dal Culinary Institute of America con il supporto di un'ampia gamma di accademici e industriali. Durante l’evento sono stati affrontati temi legati alla sostenibilità, dalla fattoria alla tavola, attirando relatori e partecipanti da più di quindici paesi.

"Viviamo il nostro futuro"

Il discorso di benvenuto di Karen Ross, segretaria del Dipartimento per l'alimentazione e l'agricoltura della California, ha evidenziato le sfide che il cambiamento climatico sta portanto e le misure adottate in California per adattarsi e mitigarlo. Tramite la gestione delle acque sotterranee si sta cercando di bilanciare le falde acquifere e la California si è impegnata a raggiungere la neutralità delle emissioni di carbonio entro il 2045. "Stiamo vivendo il nostro futuro", ha affermato la segretaria Ross, una dichiarazione sottolineata dalla temperatura esterna di 40°C. Ma il messaggio alla fine è stato di ottimismo e speranza, con un riferimento alla prossima generazione di talenti e agli strumenti che apportano soluzioni.

Il relatore principale della sessione, Abderraouf Laajimi, vicedirettore del Consiglio Oleico Internazionale, ha focalizzato l'attenzione sugli alberi di olivo come alleati inestimabili nella lotta contro il cambiamento climatico. La funzione degli uliveti come risorsa di carbonio è impressionante: la produzione di 1 litro di olio extravergine d’oliva cattura 10,65 kg di CO2 dall’atmosfera, ma sono necessarie strategie per adattarsi ai cambiamenti climatici.

I ricercatori italiani hanno avuto un ruolo di rilievo durante il primo giorno della conferenza. Tiziano Caruso (Università di Palermo) ha parlato del valore della diversità degli alberi di olivo, Riccardo Gucci (Università di Pisa) della fisiologia degli alberi e gestione dell'irrigazione, ed Alessandro Leone (Università di Bari) del miglioramento della sostenibilità con tecnologie avanzate in campo ed in frantoio. A loro si sono uniti Giulia Marino (UC Davis), che ha parlato della gestione dell'acqua negli uliveti superintensivi della California, e Adele Amico Roxas (UC Davis) direttore associato presso lo UC Davis Olive Center, nonché autori di poster e partecipanti.

Biodiversità

I programmi Olivares Vivos e Soil O-Live hanno mostrato lo straordinario lavoro svolto dalla collaborazione tra ricerca, industria e governo per analizzare e migliorare la biodiversità degli uliveti: una foresta di 11.000.000 ettari coltivata dall'uomo. L'importanza della diversità nella genetica degli alberi di olivo è stato il tema della presentazione di Gen4Olive, un altro impressionante progetto di collaborazione, che sta lavorando per creare una risorsa genetica completa per aiutare il settore olivicolo ad adattarsi ai cambiamenti climatici.

Tecnologia ed economia circolare

L'uso della tecnologia per promuovere la sostenibilità è stato presentato in diverse presentazioni sull'uso dei sottoprodotti del frantoio: un impianto di gassificazione su piccola scala che utilizza sansa di oliva e resti di potature per produrre elettricità e bio-char, un prezioso ammendante del suolo, ed uno studio per una bioraffineria su larga scala in Argentina per la produzione di molteplici prodotti dalla sansa di oliva. Infine, una panoramica dalla Grecia sull'idoneità e sugli impatti ambientali delle varie opzioni di imballaggio dell'olio d'oliva ha incluso la produzione di bioplastica dai sottoprodotti del frantoio.

Certificazione e regolamentazione

Le certificazioni e le normative sulla sostenibilità sono state affrontate in una sessione presieduta da Javier Fernandez Salvador, direttore esecutivo dello UC Davis Olive Center. La giungla di dichiarazioni e sigilli che affermano di autenticare l'olio d'oliva prodotto in modo sostenibile è stato un argomento emerso più volte durante la conferenza. La proliferazione di termini scarsamente definiti e di affermazioni non regolamentate lascia il settore esposto alle accuse di green washing. Diversi oratori hanno citato questo pericolo ed è stato chiaro che affrontare questo problema è una priorità per il settore dell'olio d'oliva se vuole beneficiare del potenziale della sostenibilità per diventare un fattore trainante sul mercato.

Sostenere la salute e la società

Gli aspetti sociali, sanitari ed economici della sostenibilità sono stati esplorati in una sessione presieduta da Rosa Lamuela-Raventos dell'Università di Barcellona. Ramon Estruch, direttore del famoso studio PREDIMED, ha parlato dei benefici dell'olio extra vergine di oliva per la salute umana e planetaria. La bioeconomia, la prossima ondata di economia – per sostituire l’economia fossile – che promuoverebbe una crescita verde ed inclusiva, è stata il fulcro di una presentazione che guardava allo sviluppo sostenibile nel settore olivicolo con grandi opportunità della bioeconomia e dell’economia circolare nel settore olivicolo.

La sostenibilità nel mercato è stata esplorata in una serie di interventi di aziende produttrici di olio d'oliva e in una tavola rotonda presieduta da Alexandra Kicenik Devarenne, direttrice dell'Extra Virgin Alliance, la sezione specializzata della North American Olive Oil Association. Biodiversità, agricoltura rigenerativa, ripristino degli habitat, valorizzazione degli alberi storici, associazioni di coltivatori per la sostenibilità e gli impatti sul mercato sono stati tutti argomenti di discussione.

A tavola!

La conferenza si è conclusa presso il campus del Culinary Institute of America (CIA) nella Napa Valley. Moderata da Greg Drescher, direttore delle Iniziative Strategiche del CIA, questa parte della conferenza ha portato nel piatto il tema della sostenibilità. Antonia Trichopoulou, pioniera sostenitrice della dieta mediterranea, nella sua presentazione ha riunito i temi della salute, dell'alimentazione, delle tradizioni alimentari e della dieta planetaria.

Tre chef famosi hanno fatto uno cooking show con l'olio extra vergine di oliva come ingrediente fondamentale. Lo chef Paul Bartolotta dei Ristoranti Bartolotta ha utilizzato l’olio extra vergine di oliva per friggere, cuocere in camicia, preparare tre semplici salse, una mousse al cioccolato fondente e altro ancora. La chef Maria Loi, protagonista di The Life of Loi: Mediterranean Secrets sul canale[AA1]  PBS TV, ha creato classici greci: fagioli brasati, purea di fave e insalata del villaggio. Infine, lo chef Jehangir Mehta (Cultura alimentare e sostenibilità, Università di Montclair) ha portato il tema della sostenibilità a un nuovo livello incorporando gli avanzi della cucina di Maria e alcune verdure "esteticamente sfidanti" dell'orto del CIA per creare piatti accattivanti.

Un ricevimento di gala durante il quale i partecipanti hanno potuto degustare i piatti del cooking show ha chiuso il convegno. Durante la conferenza, eventi sociali e occasioni di socializzazione hanno creato un'atmosfera vivace e piacevole, arricchita dalla meticolosa attenzione al cibo. Ciò ha portato ad una felice osservazione da parte dell'organizzatrice Adele Amico Roxas: "Tutti hanno adorato il cibo, anche gli italiani!"

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