L'arca olearia
Cecidomia dell’olivo: aumentano i danni, tutto quello che devi sapere
Registrato un aumento considerevole della popolazione di cecidomia dell’olivo, con infestazioni che possono arrivare all’intero oliveto e soprattutto con un numero di galle per foglia potenzialmente molto elevato
02 agosto 2024 | R. T.
Le Cecidomie o Cecidomidi sono una famiglia di insetti dell'ordine dei Ditteri Nematoceri, comprendente un numero elevato di specie in gran parte fitofaghe.
Dasineura oleae Angelini (Diptera, Cecidomyiidae) è il nome scientifico della cecidomia dell'olivo, un vecchio fitofago conosciuto in molti paesi del Mediterraneo. Lo stato di D. oleae è variato negli ultimi anni, questo è dovuto al fatto che in alcune regioni del Mediterraneo nel periodo 2010-2015 si è assistito ad una esplosione di focolai di questo insetto. In generale, le informazioni disponibili sui vari aspetti dell'infestazione e dello sviluppo dell’attacco di D. oleae sugli ulivi sono poche poiché è considerato ancora un parassita emergente nelle regioni del Mediterraneo.
Il maschio di D. oleae è lungo 2,25 mm, la testa, il torace e l'addome sono di colore giallo pallido e le antenne hanno una lunghezza pari a 2/3 della lunghezza del corpo. La femmina ha una lunghezza di 2,50 mm con un addome rossastro. La larva è piccola (fino a 2,5 mm alla maturità), da gialla a leggermente rossa. La pupa inizialmente è gialla e successivamente diventa di colore rosso-marrone chiaro. La galla è necessaria per il completamento del ciclo della cecidomia in quanto ha funzione di protezione dai nemici naturali esterni e dal disseccamento. Le larve si sviluppano completamente all’interno della galla.
Dasineura oleae viene descritta come univoltina, in quanto, solitamente, compie una sola generazione all’anno ma si può osservare una seconda generazione in autunno in condizioni climatiche favorevoli. Sverna come larva di seconda età in diapausa. La larva si attiva alla fine di febbraio, completa il suo sviluppo e si impupa. Gli adulti possono essere osservati all'inizio di marzo e le femmine depongono le uova sulle foglie (circa 100 uova per femmina). La giovane larva si schiude ed entra nel mesofillo fogliare dove crea una piccola galleria oblunga. Una parte delle larve di seconda età di questa generazione entra in diapausa mentre le altre larve completano il loro sviluppo in circa 8 settimane; gli adulti compaiono da metà maggio a fine giugno. Le femmine di questa generazione depongono le uova sulle foglie in cui le larve di seconda età andranno in diapausa fino alla primavera successiva.
Nel centro Italia si è assistito a un aumento considerevole della popolazione di Dasineura oleae, con infestazioni che possono arrivare all’intero oliveto e soprattutto con un numero di galle per foglia potenzialmente molto elevato, fino a 7,4 galle/foglia. I danni causati da cecidomia dell'olivo sull'olivo possono causare una significativa riduzione nella produzione di olive e potenziali rischi per la produzione di olio d'oliva. Diversi studi hanno suggerito come i cambiamenti climatici possano essere i responsabili del cambiamento nell’incidenza di D. oleae nell’agro-ecosistema uliveto e nell’abbondanza di nemici naturali (come una ridotta attività dei parassitoidi)
Sono scarse le evidenze di un effettivo controllo della cecidomia dell’olivo con insetticidi. Strategie di controllo chimico per questo insetto risultano critiche in quanto l’efficacia dell’insetticida può essere limitata dalla protezione delle larve da parte delle galle. Occorrerebbero dunque insetticidi fortemente citotropici o sistemici per arrivare alla larva all’interno della galla.
Fra i mezzi agronomici di difesa è utile l’eliminazione, con la potatura, della maggior parte della vegetazione infestata. Uno studio spagnolo suggerisce l’utilizzo del caolino come repellente in quanto, creando un film protettivo sulla foglia, condiziona l’ovideposizione e il conseguente ingresso della larva di prima età nel mesofillo fogliare e nei peduncoli fiorali.
Per quanto riguarda le indagini sul complesso dei parassitoidi associati alla cecidomia dell'olivo è stata rilevata la presenza di quattro famiglie di Imenotteri: Platygaster sp. (Platygastridae), Mesobolobus spp. (Pteromalidae), Aprostocetus sp. (Eulophidae) ed Eupelmus sp. (Eupelmidae). Il più abbondante è stato Mesopolobus spp. che ha raggiunto un tasso di parassitizzazione pari al 7,7%, seguito da Aprostocetus sp. (2,4%), Platygaster sp. (1,5%) ed Eupelmus sp. (0,8%). Questi Imenotteri parassitoidi potrebbero stabilizzare la popolazione del fitofago giocando un ruolo fondamentale nella gestione delle sue elevate popolazioni. Andrebbe dunque favorita la loro presenza nell’oliveto.
Bibliografia
GOFFI, MATTEO. "DASINEURA OLEAE (DIPTERA: CECIDOMYIIDAE) NELLE MARCHE: INFESTAZIONE E PARASSITOIDI." (2018).
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Olio extravergine di oliva e blockchain: tutelare il Made in Italy con la tecnologia
L’adozione della blockchain nella filiera dell’olio extravergine di oliva italiano potrebbe diventare una svolta contro le frodi e per la valorizzazione del Made in Italy. Superare lo scetticismo iniziale e concentrarsi su facilità d’uso, innovazione personale e condizioni strutturali delle aziende
11 giugno 2026 | 13:00
L'arca olearia
Zeolite in olivicoltura sostenibile: controllo della rogna e resilienza alla siccità
La zeolitite ricca di chabasite si conferma un materiale multifunzionale per l’olivicoltura mediterranea. I risultati di una ricerca in Italia e Spagna mostrano che la zeolitite riduce l’uso di rame e fertilizzanti sintetici, migliorando la sostenibilità agronomica
11 giugno 2026 | 11:00
L'arca olearia
Deficit idrico severo nell’olivicoltura in clima temperato: effetti sui composti biofenolici, sui pigmenti e sul profilo degli acidi grassi nell’olio d'oliva
La disponibilità idrica rappresenta uno dei fattori abiotici più influenti sulla qualità dell’olio di oliva. L’olio ottenuto in condizioni di deficit idrico severo ha mostrato concentrazioni significativamente più elevate di acido p-cumarico, acido ferulico, clorofille totali e β-carotene, mentre l’irrigazione ha favorito idrossitirosolo, tirosolo e fenoli totali. Il profilo degli acidi grassi è risultato alterato
10 giugno 2026 | 16:00
L'arca olearia
Solfiti in frantoio: è possibile fermare l’ossidazione dell’olio d’oliva
Sebbene l’uso sia vietato nella produzione di olio vergine ed extravergine, un nuovo studio ha valutato l’efficacia del metabisolfito di potassio nel bloccare la degradazione ossidativa. Aggiunto durante la frangitura o la gramolazione, l’additivo azzera i perossidi già a 1500 ppm, ma riduce fino al 33% il contenuto di fenoli totali
10 giugno 2026 | 12:00
L'arca olearia
Olivo e cambiamento climatico: quanto calore può sopportare la pianta simbolo del Mediterraneo?
Uno studio condotto su dieci cultivar di olivo italiane ha analizzato la resistenza al calore di foglie e germogli, individuando differenze significative tra varietà e fornendo indicazioni utili per la gestione agronomica
09 giugno 2026 | 12:00
L'arca olearia
Il modello Sicilia per l’olio extravergine di oliva italiano
C’era una volta il modello olio Toscano, con la sua capacità evocativa e forza comunicativa. La Sicilia ha saputo ben ispirarsi creando, dal 2017, un modello di successo per il sud Italia che deve crescere in valore aggiunto
08 giugno 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli