L'arca olearia
Previsioni della produzione di olio di oliva a 3 milioni di tonnellate: si riducono le aspettative sulla prossima campagna olearia
A distanza di poche settimane dalle prime entusiastiche previsioni in fioritura, le indicazioni sulla prossima produzione di olio di oliva cominciano a calare. Male l’Italia, si attende il rimbalzo della Grecia. La Spagna delude le aspettative sul boom
28 giugno 2024 | Alberto Grimelli, Marcello Scoccia
E’ ancora presto per delineare un quadro realistico sulla prossima campagna olearia poiché l’estate potrebbe cambiare fortemente il quadro, tendenzialmente in negativo, ma le prime indicazioni sulla prossima campagna olearia, fatte in fioritura, sono già da rivedere.
L’allegagione è inferiore alle attese praticamente ovunque, con ovvio ridimensionamento delle previsioni di produzione che difficilmente potranno superare 3 milioni di tonnellate. Generalmente, anzi, le prime indicazioni estive sono sovrastimate rispetto alle produzioni reali e, di fronte a un’estate molto calda, non è da escludere un ridimensionamento della campagna olearia a 2,8-2,9 milioni di tonnellate. Molto dipenderà anche dalle rese al frantoio.
E allora a cosa servono queste previsioni di produzione? Essenzialmente a capire un quadro macroeconomico, ovvero chi darà le carte del prossimo futuro, sui prezzi della prossima stagione e se il livello della produzione di olio di oliva permetterà davvero un rilancio dei consumi.
Nella prossima campagna olearia non sarà l’Italia a indirizzare il mercato dell’olio di oliva. La produzione di olio di oliva in Italia è prevista in ribasso a 230-240 mila tonnellate, a causa della siccità in tutto il sud Italia. In difficoltà soprattutto la Sicilia ma anche Calabria e Puglia. Le riserve idriche sono ai minimi ed è messa in dubbio la possibilità di irrigare gli oliveti durante l’estate. La siccità che ha colpito la Spagna negli ultimi due anni si è spostata in Italia, con riflessi negativi sulla produzione. Buone solo le prospettive nel centro Italia, dopo l’annata di scarica.
Il vero playmaker del mercato dell’olio di oliva nella prossima stagione sarà la Spagna. La produzione non sarà però quella attesa sulla base delle indicazioni in fioritura, superiore alle 1,5 milioni di tonnellate. I numeri si stanno ridimensionando e ora le aspettative reali danno 1,2-1,3 milioni di tonnellate, soprattutto grazie alla buona produzione di Jaen mentre tutte le altre province deludono le attese, in particolare quelle degli impianti superintensivi a Siviglia e Cordoba. Jaen non dovrebbe avere problemi idrici durante l’estate, il che fa presupporre una buona tenuta produttiva. Il prezzo dell’olio lo farà la Spagna che, sicuramente, vorrà recuperare le quote di mercato perse nelle ultime due annate.
Torna ai livelli normali la produzione in Grecia. Le prime indicazioni di 350 mila tonnellate devono essere ridimensionate a 280 mila tonnellate, quindi un’annata normale per il Paese ellenico. A ridimensionare le prospettive produttive soprattutto l’ondata di caldo su Creta, con cascole superiori alle attese. La produzione greca compenserà, dunque, il calo produttivo italiano ed è dunque probabile che gli imbottigliatori e l’industria olearia si sposteranno nel Paese ellenico per gli acquisti di olio di qualità.
Anche in Portogallo le prospettive sono inferiori alle aspettative, con una produzione stimabile in 180 mila tonnellate, quindi di poco superiore allo scorso anno. Qui si stanno già stipulando i contratti sull’olio da farsi con consegne a novembre a circa 6-6,5 euro/kg. Si tratta, per lo più, di contratti con imprenditori olivicoli di grandi impianti superintensivi che hanno costi di produzione inferiori ai 4,5 euro/kg, anche in un’annata di mezza carica. Quotazioni che, secondo gli imbottigliatori e l’industria olearia, dovrebbero rispecchiare i valori della prossima campagna olearia.
Produzione in lieve crescita anche in Tunisia, lontana dalle prospettive di 300 mila tonnellate, con una produzione stimabile in 200-220 mila tonnellate. A deludere soprattutto l’area di Sfax. La tenuta di tale dato produttivo dipenderà però molto dall’andamento meteo dell’estate.
Anche nel vicino Marocco le prospettive produttive sono analoghe, con una produzione di circa 100-120 mila tonnellate, quindi largamente sotto le attese che la posizionavano oltre le 150 mila tonnellate.
Solo la Turchia pare mantenere buone prospettive produttive a 270-300 mila tonnellate, quindi pari alla Grecia.
Nel complesso è possibile ipotizzare una campagna olearia in recupero rispetto alla precedente, con un +20% sulla produzione complessiva, soprattutto per merito della ripresa produttiva della Spagna che farà segnare 400-500 mila tonnellate di produzione aggiuntiva rispetto alla scorsa stagione.
Si è quindi molto lontani dalle ipotesi di 3,3-3,4 milioni di tonnellate che sarebbero state un vero rimbalzo produttivo, creando anche delle scorte.
Oggi, se tutto va bene, la produzione dovrebbe coprire i consumi o poco più, con dinamiche di mercato che saranno influenzate da manovre speculative in Spagna e Grecia, con l’Italia che diventerà spettatore.
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