L'arca olearia

La concimazione azotata adatta per ogni olivo e oliveto

La concimazione azotata adatta per ogni olivo e oliveto

La concimazione con azoto non è solo una questione di quantità ma anche di tipologia di concime utilizzato, influenzando le concentrazioni di fosforo soprattutto, ma anche potassio e magnesio

07 febbraio 2024 | R. T.

La concimazione azotata è croce e delizia degli olivicoltori, alle prese con la decisione di quanto concimare con questo macroelemento il proprio oliveto.

Generalmente la decisione più difficile riguarda proprio la quantità e anche quando è stato il calcolo delle asportazioni da potatura e produzione, si pone il problema di quando eseguire la fertilizzazione.

L'importanza di somministrare azoto in forma frazionata all'oliveto

Da questo punto di vista viene in aiuto una ricerca egiziana sui tassi e i metodi di applicazione dei fertilizzanti azotati comprendono; 1) dosi medie raccomandate di applicazione al suolo di 800 g N/albero, 2) urea 1% fogliare da sola, 3) urea 1% fogliare + 100% della dose di N del suolo, 4) urea 1% fogliare + 75% di N del suolo, 5) urea 1% fogliare + 50% di N del suolo, 6) urea fogliare al 3% da sola, 7) urea fogliare al 3% + 100% della dose di N del suolo, 8) urea fogliare al 3% + 75% di N del suolo e 9) urea fogliare al 3% + 50% di N del suolo, oltre al trattamento di controllo (senza N).

I risultati ottenuti hanno mostrato una significativa risposta positiva degli olivi a tutti i tassi e metodi di concimazione con N, che si è riflessa nei parametri di crescita, nelle produzioni di olive e olio e nel contenuto minerale della pianta e del suolo rispetto al trattamento di controllo. L'applicazione combinata di una dose di N al suolo del 100% e di urea all'1% per via fogliare ha permesso di ottenere i migliori parametri di crescita, il contenuto di olio nei frutti e la resa economica più elevata. Vale la pena menzionare che questo trattamento è stato accompagnato anche da un aumento del contenuto minerale del suolo e della pianta. Degno di nota è il fatto che l'urea fogliare al 3% + dose al suolo del 100% ha dato un aumento della crescita vegetativa degli alberi a scapito della fruttificazione e del contenuto di olio.

La ricerca indica chiaramente, senza dar troppo peso ai valori assoluti indicati, l’importanza del frazionamento dell’azoto e in particolare dei trattamenti fogliari.

Ricordiamo, infatti, che in assenza di piogge e con un contenuto idrico del suolo molto basso, l’estraibilità dell’azoto da parte delle radici sarà limitato e che l’azoto è un macroelemento utile anche nelle fasi di fioritura e allegagione, entro certi limiti. Oltre, infatti, produce solo un rigoglio vegetativo. La scelta di come operare con un fertilizzante fogliare, e delle eventuali dosi, non dipende quindi unicamente dal piano di concimazione ma anche da fattori meteo-agronomici che hanno influenzato o possono influenzare l’estraibilità dell’azoto dal suolo, quindi la disponibilità dell’elemento nella pianta in fasi fenologiche delicate.

La concimazione azotata adatta per ogni olivo: nitrica, ammoniacale o urea?

Finora, però, abbiamo solo parlato di azoto o urea. Sappiamo però che i formulati azotati disponibili per la concimazione sono almeno tre: nitrici (NO3-N), ammoniacali (NH4-N) e urea (N). Non si considerano eventuali forme azotate a lento rilascio, anche in considerazione dell’alto costo di questi concimi.

La concentrazione media di azoto nelle foglie diminuisce nell'ordine con: NH4-N; urea-N; NO3-N mentre la forma azotata come concime non influisce sul contenuto dell’elemento nelle radici.  

All'aumentare del livello di applicazione di NO3-N, la concentrazione di fosforo tende a diminuire, mentre si osservava il contrario nel caso di NH4-N.

La concentrazione di potassio non è influenzata allo stesso modo dalla forma di N per tutte le parti della pianta, ma è variata tra di esse, con il massimo registrato nelle radici e il minimo nei fusti basali. Le concentrazioni di potassio e Mg danno coefficienti di correlazione bassi o molto bassi con la concentrazione di azoto, a prescindere dalla forma di N.

La concentrazione di calcio per ogni parte della pianta è risultata correlata positivamente con la concentrazione di azoto, indipendentemente dalla forma di N. La concentrazione di calcio ha raggiunto il livello massimo con il livello più alto di NH4-N.

La concentrazione di ferro nelle foglie e nei fusti non è influenzata dalla forma di azoto e dal livello di applicazione, ma differiva tra le parti della pianta.

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