L'arca olearia
Olio extra vergine di oliva italiano agli sgoccioli: restano 50 mila tonnellate
Record di vendite a luglio per l’olio extra vergine di oliva italiano a 15 mila tonnellate. Restano 10 mila tonnellate di biologico e circa 4 mila tonnellate di olio Dop/Igp. Impossibile trovare volumi significativi
11 agosto 2023 | T N
In Puglia rimangono meno di 20 mila tonnellate di olio extra vergine di oliva italiano, in Sicilia poco più di 5000 e in Calabria poco meno di 5000 tonnellate.
Nel complesso sono giacenti, secondo i dati diffusi dall’ICQRF, 52 mila tonnellate di olio extra vergine di oliva italiano, di cui appunto 30 mila nelle tre regioni olivicole per eccellenza, che valgono il 57% dell’intero stock nazionale.
Con il trend di vendite attuali, sono state pari a 15 mila tonnellate nel solo mese di luglio, praticamente un record per questa stagione dell’anno, l’olio extra vergine di oliva italiano sarà finito a fine settembre. In realtà è già tecnicamente finito in quanto risulta molto difficile trovare volumi significativi, per realizzare partite omogenee da qualche centinaia di tonnellate.
Sono ormai dieci le Regioni italiane con giacenze inferiori alle 1000 tonnellate, quindi in cui l’olio è introvabile e tra queste vi sono la Sardegna, la Basilicata, le Marche e il Veneto.
L’impennata dei prezzi a luglio per l’olio extra vergine di oliva italiano, che ha superato i 9 euro/kg, portandosi anche a 9,5 euro/kg per la migliore qualità, ha risentito certamente della grande richiesta di prodotto nazionale, nonostante la quotazione, frutto della paura per l’andamento della prossima campagna olearia e anche delle giacenze anch’esse ormai quasi azzerate in Spagna.
Una situazione mai vista che fa temere la mancanza di prodotto per l’avvio della prossima campagna olearia. A rischio sono soprattutto le campagne promozionali di settembre/ottobre nella GDO in cui, accanto all’olio nuovo, venivano posizionate bottiglie a prezzi stracciati delle scorte dell’anno passato. Il ripetersi di un simile fenomeno sarà possibile solo dalla disperazione di qualche operatore bisognoso di liquidità immediata e quindi disposto a svendere il prodotto.
Le vendite eccezionali hanno coinvolto anche l’olio biologico, con quasi 4000 tonnellate vendute e giacenze poco sopra le 10 mila tonnellate.
Per gli oli a denominazione le vendite sono state più basse, circa 2000 tonnellate, con giacenze di 4000 tonnellate circa. Un flusso commerciale ridotto poiché risulta complesso trovare importanti partite omogenee di prodotto, avendo solo le Dop Val di Mazara e Terra di Bari (Castel del Monte e Bitonto) giacenze superiori alle 1000 tonnellate. Le ulteriori giacenze, se escludiamo 500-600 tonnellate di Igp Sicilia e Igp Toscano, sono polverizzate tra le altre 80 Dop/Igp, comprensive di sottozone, che compongono il panorama delle denominazioni di origine olearie.
Nel complesso è improbabile assistere a una discesa delle quotazioni dell’olio extra vergine di oliva italiano nelle prossime settimane, con la tendenza che verrà data dalle previsioni produttive più attendibili che si avranno a partire dalla metà di settembre e, più in generale, dopo le prime frangiture.
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