L'arca olearia
Lavorare il terreno dell’oliveto o lasciare il suolo nudo?
La siccità e il caldo possono rendere difficile anche l’inerbimento spontaneo dell’oliveto in certe zone. In questi casi occorre valutare attentamente l’utilità della lavorazione al posto di lasciare il suolo nudo
25 maggio 2023 | R. T.
Il sequestro di carbonio nei suoli agricoli è stato definito come una strategia positiva per la mitigazione del riscaldamento globale. La scelta del sistema di gestione del suolo appropriato per raggiungere questo obiettivo è fondamentale.
L’Università di Cordoba ha analizzato l'effetto di due trattamenti di lavorazione del suolo, la lavorazione convenzionale (CT) e l'assenza di lavorazione con terreno nudo (NT), nel profilo completo del suolo (per orizzonti) di un oliveto in asciutta in condizioni mediterranee.
L'obiettivo era determinare l'influenza dei trattamenti sull'aggregazione del suolo e sulla distribuzione del carbonio organico (OC) all'interno delle frazioni aggregate sia nell'orizzonte superficiale (0-32,7 cm in CT e 0-21 cm in NT) sia in profondità (32,7-119,7 cm in CT e 21,7-110 cm in NT) (orizzonti Bw, BC e C). I campioni di terreno di tutti gli orizzonti sono stati separati in quattro frazioni dimensionali di aggregati: grandi macroaggregati (>2000 μm), piccoli macroaggregati (250-2000 μm), microaggregati (53-250 μm) e limo + argilla (<53 μm) con il metodo wet-sieving.

I risultati sulla stabilità degli aggregati hanno mostrato che il diametro medio ponderale degli aggregati (MWD) è aumentato in profondità in entrambi i trattamenti.
Il suolo nudo ha ottenuto valori maggiori di MWD (0,76 vs. 0,61 mm) e una percentuale maggiore di macroaggregati grandi stabili all'acqua (15,9% vs. 6,6%) rispetto alla lavorazione solo nell'orizzonte più superficiale.
Al contrario, il terreno lavorato ha raggiunto valori di MWD più elevati rispetto al terreno nudo in tutta la profondità e una maggiore proporzione di macroaggregati (macroaggregati grandi + macroaggregati piccoli) è stata trovata nel terreno lavorato in tutte le profondità.
Inoltre, il terreno lavorato ha contribuito maggiormente allo stock di carbonio organico all'interno delle frazioni aggregate (24,9 Mg/ha) rispetto al terreno nudo (22,4 Mg ha-1).
L'adozione della non lavorazione, lasciando il terreno nudo non ha aumentato il pool di carbonio organico nelle frazioni aggregate e quindi non è sempre la migliore opzione di gestione per aumentarne il contenuto nelle aree mediterranee.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
L’olio di oliva e l’analisi NMR al centro dei lavori del Gruppo Oscar
La tecnica della risonanza magnetica nucleare è ormai matura ed è un sistema scientifico di autenticazione degli oli extravergine di oliva. Non solo origine geografica, si possono estrapolare molte informazioni
10 maggio 2026 | 12:00 | Giosetta Ciuffa
L'arca olearia
Le fasi critiche nello sviluppo dell'oliva e l'influenza della luce
Ombreggiamenti temporanei possano alterare profondamente il profilo fenolico, la composizione acidica e la stabilità ossidativa dell’olio. Ruolo determinante delle prime fasi di sviluppo dell'oliva nella biosintesi dei composti fenolici e nell’accumulo di acido oleico
08 maggio 2026 | 16:00
L'arca olearia
Impatto climatico sui composti bioattivi e profilo acidico dell’olio d’oliva da nuovi genotipi di olivo in Italia Centrale
Uno studio condotto dal CNR su cinque nuovi genotipi di olivo selezionati in Umbria ha valutato per due annate consequenziali l’influenza del genotipo, dell’epoca di raccolta e delle condizioni pedoclimatiche sulla qualità chimica e nutrizionale dell’olio extra vergine di oliva
08 maggio 2026 | 15:00
L'arca olearia
Acido jasmonico e acido salicilico nella difesa dell’olivo: induzione di resistenza contro la mosca delle olive
L’applicazione combinata di acido jasmonico e acido salicilico è in grado di incrementare le difese biochimiche della pianta, riducendo significativamente l’infestazione del fitofago e migliorando alcuni parametri qualitativi dell’olio
08 maggio 2026 | 14:00
L'arca olearia
Tolleranza ai raggi UV-B nel polline di olivo: un meccanismo cultivar-dipendente
La radiazione ultravioletta B (UV-B) rappresenta una minaccia significativa. La tolleranza a questo stress non è legata a un singolo fattore, ma a una complessa orchestrazione di risposte biochimiche e molecolari.
08 maggio 2026 | 13:00
L'arca olearia
Olio extravergine d’oliva, quattro cucchiai al giorno per invecchiare meglio
Il ruolo protettivo dell’extravergine sulla qualità della vita fisica negli adulti maturi e anziani. Tra riduzione del dolore, mantenimento della funzionalità e proprietà antinfiammatorie, l’olio si conferma asset strategico della dieta mediterranea
07 maggio 2026 | 16:00