L'arca olearia

Cile e Argentina sempre più competitivi nel mercato dell’olio d’oliva

Cile e Argentina sempre più competitivi nel mercato dell’olio d’oliva

Le strategie di questi Paesi latinoamericani si sono concentrate sulla crescita dei volumi di esportazione senza competere direttamente con i maggiori esportatori

21 aprile 2023 | T N

Il commercio mondiale di olio d'oliva sta subendo cambiamenti strutturali, con l'emergere di nuovi attori rilevanti, in particolare i Paesi del Sud America.

I Paesi europei continuano a dominare il commercio internazionale di olio d'oliva, ma Cile e Argentina sono riusciti ad ampliare il loro ruolo.

Il Cile è stato il Paese con il più alto tasso di crescita delle esportazioni di olio d'oliva in termini di valore e volume negli ultimi dieci anni, mentre l'Argentina si è collocata al di sotto della media mondiale. I prezzi in generale sono stati stagnanti, anche se si può distinguere una variabilità dei prezzi tra i vari Paesi. Ciò può essere dovuto alla politica di riesportazione di alcuni Paesi, alle qualità, al formato e ad alcune caratteristiche intrinseche dei mercati.

Il Cile e l'Argentina sono i paesi più importanti per la loro capacità commerciale.

Il primo si concentra principalmente sui mercati statunitense e brasiliano, mentre il secondo su quello spagnolo.

Il Cile è più diversificato in termini di numero di prodotti e di servizi rispetto all'Argentina, il che è dovuto a una politica commerciale derivante da un maggior numero di accordi commerciali firmati.  Questo ha permesso di avere una strategia commerciale più strategia commerciale più indipendente dal saturo mercato europeo.

Le strategie di questi Paesi latinoamericani si sono concentrate sulla crescita dei volumi di esportazione senza competere con i maggiori esportatori mondiali. 

Il Cile guida la crescita, sostenuta da un segmento di olio imbottigliato di migliore qualità, che ha permesso di accedere a prezzi migliori.

L’Argentina, invece, rimane nella media mondiale, con valori medi unitari bassi, fornendo olio prevalentemente sfuso, con una quota significativa di olio lampante, come è stato confermato nel caso del mercato spagnolo. Ci si aspetterebbe che le sue strategie commerciali si concentrassero su un significativo miglioramento dei prezzi nei mercati target attraverso tattiche di posizionamento del marchio, con una qualità superiore e un maggiore valore aggiunto. Concentrarsi sui mercati statunitense, brasiliano e giapponese potrebbe contribuire a consolidare la sua posizione commerciale sul prezzo, a condizione che venga migliorata l'offerta in valore.

Per sviluppare appieno il potenziale di questi mercati, occorre promuovere lo sviluppo di attività commerciali transfrontaliere come il corridoio centrale bi-oceanico "Cile-Mercosur" mche prevede di unire il commercio atlantico-pacifico.

Allo stesso tempo, dovrebbero continuare a commerciare con il Nord America (Stati Uniti, Canada e Messico), grazie alle dimensioni del mercato, al livello di reddito e ai prezzi medi dell'olio d'oliva.

Il Cile può continuare a migliorare la sua posizione sfruttando il fatto che i fattori di produzione sono più sono più economici rispetto a quelli dei Paesi che tradizionalmente esportano.

L'Argentina, d'altro canto, pur avendo più esperienza in questo mercato, dovrebbe riformulare la propria strategia di esportazione e concentrarsi sui mercati vicini, come quello del Brasile, dove può avere un vantaggio, sfruttando la vicinanza geografica che le permetterebbe di guadagnare competitività.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Ecco la finestra critica che decide la resa in olio delle olive

Un deficit idrico controllato durante la sintesi lipidica può far risparmiare acqua senza compromettere la qualità commerciale dell'olio. La soglia da non superare è un potenziale idrico di -3,3 MPa. Il periodo di pioggia tra la fine dell'irrigazione e la raccolta può attenuare le differenze

02 ottobre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Ecco quanto può aumentare davvero la resa in frantoio con il giusto mix di enzimi

Incrementi della resa fino al 41% utilizzando pectinasi, cellulasi e emicellulasi durante la gramolazione.  L’impiego di enzimi nella pasta di olive non è una pratica ammessa per ottenere e commercializzare olio vergine o extravergine di oliva nell’Ue

02 ottobre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Quanto dura davvero un olio extra vergine d'oliva? Dal mito alla realtà del termine minimo di conservazione

Seguito per 16 mesi il percorso di vita di sei oli extra vergini monovarietali italiani, filtrati e conservati in condizioni controllate. Ecco il fattore che mostra la correlazione più stretta con la durata commerciale e la conseguenza pratica per chi produce e confeziona olio

02 ottobre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Sotto la chioma dell'olivo: come struttura e gestione dell'oliveto plasmano la fertilità del suolo

La gestione dell'oliveto e la densità d'impianto influenzano in modo diverso e complementare il funzionamento ecologico dell'agroecosistema. La chioma dell'olivo crea microambienti più umidi e ricchi di sostanza organica, mentre la gestione e la densità regolano le proprietà chimiche del suolo nel lungo periodo

02 ottobre 2026 | 13:00

L'arca olearia

Danno meccanico alle olive, il ruolo di forma e velocità delle aste nelle raccoglitrici rotative

Ecco come la geometria delle aste e la velocità di rotazione delle raccoglitrici rotative influenzano i danni meccanici provocati alle olive durante la raccolta. Le condizioni in grado di limitare ammaccature e lesioni del frutto

02 ottobre 2026 | 11:00

L'arca olearia

Un braccio in più per la raccolta delle olive: l'esoscheletro passivo che alleggerisce il lavoro sui terrazzamenti

Sperimentato dall'Università di Genova un dispositivo a molle e leveraggi che scarica sulla schiena il peso del abbacchiatore, riducendo l'affaticamento muscolare. L'attività elettrica dei muscoli delle braccia e del trapezio si è ridotta fino al 70%. Ecco come funziona e per chi è pensato

02 ottobre 2026 | 09:00