L'arca olearia

Il potenziale rischio nell’uso dei residui di potatura dell’olivo come ammendante in campo

Il potenziale rischio nell’uso dei residui di potatura dell’olivo come ammendante in campo

Col sostanziale divieto di bruciatura delle ramaglie di olivo, è necessario l’utilizzo di sistemi alternativi senza ripercussioni negative sullo stato fitosanitario dell'olivo

03 marzo 2023 | R. T.

L’Ecoschema 3 della Pac vieta la bruciatura delle ramaglie di olivo in campo. Ecco allora che si rendono necessarie soluzioni alternative che, però, non abbiano controindicazioni.

Nell'ambito del progetto LIFE+ oLIVECLIMA, sono state applicate diverse pratiche di gestione alternativa negli oliveti di tre regioni greche (Heraklion, Lasithi e Messinia), per far fronte ai cambiamenti climatici in corso e migliorare il bilancio del carbonio all'interno dell'agroecosistema.

Le pratiche applicate si concentrano sul riciclo dei materiali organici rimossi durante il processo di produzione delle olive, sia in forma grezza che compostata. In particolare, l'uso dei residui di potatura come pacciamatura del suolo mira ad aumentare il contenuto di materia organica e la capacità di ritenzione idrica, con risultati complessivamente positivi sulla fertilità del suolo.

La preoccupazione che i residui di potatura siano associati alla diffusione di malattie è fondato?

Tuttavia, in caso di alberi affetti da patologie fungine, il riciclo dei sottoprodotti di potatura potrebbe essere associato alla diffusione di malattie che causano il deperimento della pianta e una riduzione della produttività.

I ricercatori hanno così voluto verificare se il riciclo dei residui di potatura grezzi o compostati nel suolo possa potenzialmente contribuire alla dispersione di patogeni fungini, come Verticillium dahliae e Fomitiporia mediterranea, all'interno e tra gli oliveti.

Sono stati impiegati due metodi complementari (isolamento su terreno agaristico acidificato di patata destrosa-APDA ed estrazione del DNA e saggio di reazione a catena della polimerasi-PCR) per individuare i suddetti patogeni in tessuti vegetali sani e malati, nonché in materiali vegetali grezzi o compostati.

Entrambe le specie fungine sono state rilevate nei tessuti malati ma non nei materiali compostati.

Il risultato di queste analisi indica il basso rischio di dispersione dei patogeni nei campi in seguito a buone pratiche agricole e a un regolare monitoraggio.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Olivo sotto tiro: dinamiche di popolazione e distribuzione della cocciniglia mezzo grano di pepe Saissetia oleae

Ecco i picchi stagionali, le zone preferite sulla chioma e il ruolo dei predatori naturali per una difesa mirata e sostenibile. Infestazioni elevate possono causare filloptosi, riduzione del calibro dei frutti e calo della resa in olio

21 maggio 2026 | 16:00

L'arca olearia

Il migliore biostimolante per la produttività dell'olivo: acido salicilico, chitosano ed estratto di alghe

La risposta dell'olivo alla fertilizzazione fogliare con biostimolanti. Il chitosano alla concentrazione di 4 ml/l, ripetuto otto volte da marzo a giugno, migliora significativamente crescita, fioritura, resa e qualità dell’olio

20 maggio 2026 | 13:00

L'arca olearia

I segreti aromatici dell’olio extra vergine d'oliva: il ruolo di polifenoli e composti volatili

Un’indagine su 51 oli di oliva mediterranei chiarisce il peso delle molecole generate dalla via della lipossigenasi nella costruzione del profilo sensoriale dell’extra vergine di qualità

20 maggio 2026 | 11:00

L'arca olearia

Olive, stress idrico e impollinazione: quando la vita dell’ovulo fa la differenza

Lo stress idrico riduce drasticamente il periodo di ricettività degli ovuli dei fiori d'olivo, rendendo l’impollinazione incrociata non solo vantaggiosa, ma spesso indispensabile per ottenere una produzione accettabile. Il ruolo dell'irrigazione

19 maggio 2026 | 16:00

L'arca olearia

Il nemico silenzioso dell’olivo: gestione integrata dei nematodi parassiti

I nematodi fitoparassiti rappresentano una minaccia spesso sottovalutata per gli oliveti, causando danni radicali, perdite di vigoria e interazioni con patogeni del terreno. Le specie più dannose sono Meloidogyne, Pratylenchus, Heterodera

19 maggio 2026 | 13:00

L'arca olearia

Biopesticidi contro Xylella fastidiosa, l'analisi dell'impatto ambientale

Il batterio Xylella fastidiosa continua a minacciare gli oliveti europei, con perdite economiche e ambientali rilevanti. Mentre i pesticidi chimici tradizionali mostrano limiti di efficacia e un’elevata tossicità, i biopesticidi emergono come alternativa promettente

18 maggio 2026 | 15:00