L'arca olearia
Il concime a lento rilascio e la produttività dell’olivo
Maggiore disponibilità di azoto in autunno all’oliveto grazie ai concimi a lento rilascio, con benefici a lungo termine ma non immediati sulla produttività dell’olivo
15 dicembre 2022 | R. T.
L'uso di un fertilizzante a rilascio controllato (CRF) è stato studiato da ricercatori portoghesi (University of Trás-os-Montes e Alto Douro) in un oliveto tradizionale in asciutta in un clima mediterraneo dove le precipitazioni sono molto irregolari, soprattutto in primavera.
L'obiettivo dello studio è stato quello di valutare se un CRF può migliorare le prestazioni dell'olivo rispetto a un fertilizzante azotato (N) convenzionale (CF), fornendo N in modo graduale e riducendo il rischio di potenziali perdite di N per lisciviazione.
I trattamenti concimati hanno mostrato un migliore stato nutrizionale dell'azoto della pianta, che si è tradotto in una maggiore fotosintesi netta e in concentrazioni fogliari più elevate di zuccheri totali solubili, clorofille e proteine solubili che, a loro volta, hanno aumentato la produzione delle olive del 43% rispetto al controllo non concimato.
Tuttavia, in generale, non sono state riscontrate differenze significative tra i trattamenti fertilizzati nei parametri di rendimento degli alberi valutati, compresa la produzione.
In modo piuttosto inaspettato, il concime a lento rilascio ha aumentato in modo consistente il carbonio organico del suolo (C) (29%), l’azoto inorganico (75%) e le proteine del suolo legate alla glomalina facilmente estraibili (EE-GRSP) (60%) e le GRSP totali (T-GRSP) (122%) rispetto al concime tradizionale.
Il risultato è stato attribuito a uno stimolo sullo sviluppo della vegetazione erbacea e, in ultima analisi, sull'attività delle radici degli alberi a causa della maggiore disponibilità di N inorganico nel suolo in autunno. Pertanto, una parte del N inorganico del suolo in autunno sembra comportare un basso rischio di lisciviazione, poiché le erbe infestanti agiscono come colture intercalari e convertono questo N inorganico in un substrato organico, con potenziali benefici a lungo termine per l'agrosistema.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Alternanza di produzione dell’olivo: le strategie agronomiche per ridurre il fenomeno
L’alternanza di produzione è uno dei principali fattori che condizionano la redditività dell’olivicoltura. Gli interventi devono essere programmati considerando il ciclo di differenziazione delle gemme a fiore, il carico produttivo dell’annata precedente e le caratteristiche varietali
04 novembre 2026 | 15:00
L'arca olearia
Olivo: le cultivar resistenti al freddo aprono nuove frontiere colturali
L'olivo può essere coltivato dove le minime invernali non scendono sotto i −10 °C. Tra sei cultivar testate, Arbequina si conferma la più tollerante al gelo, mentre Koroneiki va incontro a danni quasi totali
04 novembre 2026 | 13:00
L'arca olearia
L'olio di oliva non rincorra gli altri oli. Punti su qualità, giovani e scienza
Intervista esclusiva a Gennaro Sicolo, neopresidente del Comitato Consultivo del Consiglio oleicolo internazionale. Ecco come traccia la rotta del settore per i prossimi anni: valorizzare ciò che distingue l'olio di oliva, investire nella conoscenza dei giovani e rafforzare il multilateralismo. Ecco i passaggi chiave del suo intervento.
04 novembre 2026 | 11:00
L'arca olearia
Spettroscopia terahertz per smascherare le frodi nell’olio extravergine: riconosce anche gli oli di qualità inferiore
Le potenzialità della spettroscopia nel dominio del tempo (THz-TDS) per individuare adulterazioni dell'olio extravergine di oliva con oli raffinati e prodotti scaduti. Una prospettiva interessante per sviluppare controlli rapidi e non distruttivi contro le frodi olearie
03 novembre 2026 | 15:00
L'arca olearia
Estraibilità dell’olio dalle olive: il ruolo dell’acqua, delle emulsioni e delle scelte in frantoio
La resa in olio non dipende soltanto dalla quantità di grassi presenti nelle olive, ma anche dalla facilità con cui possono essere liberati e separati dalla pasta. Umidità del frutto, maturazione, cultivar, frangitura, gramolazione e centrifugazione determinano l’efficienza estrattiva, con effetti diretti sui costi di lavorazione
03 novembre 2026 | 13:00
L'arca olearia
Forze di resistenza al distacco delle olive: perché il frutto si stacca (o non si stacca)
Uno studio condotto su 21 cultivar di olivo dimostra che a determinare la resistenza del frutto non è la cultivar in sé, ma soprattutto la dimensione del frutto e il diametro del peduncolo. La resa per pianta, invece, non incide direttamente
02 novembre 2026 | 15:00