L'arca olearia

Entro quanto tempo si possono raccogliere le olive infestate da Bactrocera oleae?

Entro quanto tempo si possono raccogliere le olive infestate da Bactrocera oleae?

La mosca delle olive ha colpito duramente con attacchi tardivi in tutta Italia. Ci sono tempi precisi entro quando raccogliere le olive per non compromettere la qualità dell’olio di oliva

25 novembre 2022 | R. T.

La mosca delle olive ha colpito duramente gli oliveti italiani ad ottobre e anche novembre, a causa delle temperature miti che ne hanno favorito la proliferazione.

In più l’annata di scarica, con poche olive sulle piante, ha accentuato il danno di Bactrocera oleae.

Gli olivicoltori, già alle prese con aumenti dei costi produttivi notevoli, a cui non è seguito un uguale aumento dei prezzi delle olive e dell’olio, si chiedono quindi se valga la pena raccogliere delle olive infestate dalla mosca delle olive, tenuto conto del decadimento della qualità dell’olio, che ha una ripercussione inevitabile sul prezzo e quindi sulla redditività.

Entro quanto tempo raccogliere le olive infestate dalla mosca delle olive (Bactrocera oleae)

Una ricerca iraniana ha determinato il momento più adatto per la raccolta dei frutti di olivo infestati da larve di mosca dell'olivo in base alla qualità e alla quantità di olio estratto.

I fattori dell'esperimento comprendevano il tipo di frutto a due livelli (1: frutti infetti, 2: frutti sani) e l'epoca di raccolta a sei livelli (0: il momento dell'uscita delle larve di mosca delle olive, 1: una settimana dopo l'uscita delle larve di mosca, 2: due settimane dopo l'uscita delle larve di mosca delle olive, 3: tre settimane dopo l'uscita delle larve di mosca delle olive, 4: quattro settimane dopo l'uscita delle larve di mosca dell'olivo e 5: cinque settimane dopo l'uscita delle larve di mosca).

L'olio fresco dei frutti è stato estratto e analizzato per misurare le caratteristiche qualitative e quantitative.

I risultati hanno mostrato che l'effetto del tipo di frutto era significativo sul coefficiente di estinzione a 232 e 270 nm (K232 e K270).

L'effetto dei tempi di raccolta è stato significativo sul K232, sulla percentuale di olio e sull'acidità, ma non ha avuto alcun effetto significativo sul K270 e sul valore di perossidi (p≤0,05).

L'effetto di interazione tra il tipo di frutto e l'epoca di raccolta è stato significativo solo per l'acidità e non era significativo sugli altri parametri. Il valore dell’acidità è direttamente proporzionale al numero di fori di uscita delle larve.

La mosca dell'olivo ha causato una riduzione del 3% riduzione del contenuto di olio nella varietà Tsounati e del 20% nella varietà Koroneiki.

Ovviamente i frutti sani avevano un'acidità e un numero di perossidi più bassi e una percentuale di olio più alta rispetto ai frutti infestati e quindi avevano una qualità migliore.

Il momento migliore per la raccolta dei frutti è stato due settimane dopo l'uscita della larva dal frutto perché, dopo tale periodo, gli effetti negativi delle larve di mosca dell'olivo sulla quantità e sulla qualità dell'olio dei frutti sono elevati, mentre prima di questo momento gli indicatori di qualità non sono così significativamente influenzati dalle larve della mosca dell'olivo.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Pirofeofitine e digliceridi: la chimica al servizio della politica dell'olio di oliva

Pirofeofitine e digliceridi sono il possibile grimaldello con cui riscrivere gli equilibri del mercato mondiale dell’olio, ridefinendo il concetto stesso di qualità e spostando il baricentro del potere normativo tra vecchi e nuovi protagonisti del settore. La battaglia al Comitato Codex sugli Oli e i Grassi

19 giugno 2026 | 16:00 | A. Liscivio

L'arca olearia

Dimezzare la concimazione azotata dell'olivo grazie alla zeolite: nessun impatto sulla produttività

L’azoto è un elemento essenziale per la produttività dell’olivo, ma il suo utilizzo inefficiente rappresenta un grave problema ambientale ed economico. L’impiego di una zeolite a base di cabasite nel terreno consente di ridurre del 50% la concimazione azotata, mantenendo intatte le performance vegetative e produttive

19 giugno 2026 | 15:00

L'arca olearia

I segreti dell’olio extravergine, ecco quando e come si accumulano i suoi tesori antiossidanti

Uno studio spagnolo svela le dinamiche di accumulo di fenoli e tocoferoli durante lo sviluppo dell’oliva, offrendo nuovi strumenti per la selezione varietale e la scelta del momento ottimale di raccolta

19 giugno 2026 | 14:00

L'arca olearia

Oliveti su terreni calcarei: perché il suolo non basta più per valutare lo stato nutrizionale delle piante

Uno studio condotto su 25 oliveti in condizioni semi-aride dimostra che la disponibilità nutritiva percepita dalla pianta può divergere sensibilmente dai valori rilevati nel terreno. Nei suoli alcalini e ricchi di carbonati tipici dell'area mediterranea, l'analisi fogliare debba diventare uno strumento centrale

19 giugno 2026 | 13:00

L'arca olearia

Ecco perchè l'allegagione dell'olivo è più bassa del previsto

Il ruolo cruciale della meiosi maschile nel determinare il successo riproduttivo dell'olivo, offrendo nuove prospettive per comprendere le sfide poste dai cambiamenti climatici e la loro influenza sull'allegagione

19 giugno 2026 | 11:00

L'arca olearia

Olio extravergine di qualità e rese più alte: ecco la ricetta su misura per gli oliveti moderni

Uno studio greco dimostra che la combinazione tra densità d'impianto e biostimolanti giusti può fare la differenza. Ma attenzione: ogni varietà risponde in modo diverso

19 giugno 2026 | 10:00