L'arca olearia

Quale è la migliore forma di allevamento per l’olivo?

Quale è la migliore forma di allevamento per l’olivo?

Per comprendere quale è la migliore forma di allevamento per l’olivo occorre fare dei confronti, anche tra le varietà, perché il comportamento vegeto-produttivo di ogni cultivar influisce sul risultato finale

18 novembre 2022 | R. T.

Meglio una forma di allevamento ad asse centrale (monocono/monocaule) oppure una a vaso?

E’ evidente che la densità di impianto già comporta delle scelte obbligate. Un impianto superintensivo o intensivo spinto (>800 piante/ettaro) obbliga di fatto ad adottare un monocono/monocaule, mentre densità inferiori permettono scelte più variegate.

Le differenze di comportamento vegeto-produttivo tra le varietà di olivo, poi, anch’esse impongono scelte specifiche perché non tutte le varietà si adattano in egual misura a modelli di allevamento diversi.

Le prove sperimentali condotte, specialmente negli anni 1990 e 2000, permettono di prendere opportune decisioni agronomiche con consapevolezza.

Gli studi sulla migliore forma di allevamento per l'olivo

E’ infatti bene sapere, in un confronto tra gli effetti dei sistemi di allevamento a monocono e a vaso sullo sviluppo vegetativo, sulla resa e sulla qualità dell'olio delle cultivar Frantoio, Leccino e Maurino, che l'accrescimento vegetativo tendeva a essere maggiore in Frantoio e Leccino rispetto a Maurino.

Il sistema di allevamento non ha influenzato la crescita degli alberi a Leccino e Frantoio, mentre a Maurino il sistema a vaso ha favorito un maggiore sviluppo degli alberi.

La resa cumulativa per albero è stata simile in tutte le cultivar.

In Leccino e soprattutto in Maurino la resa cumulativa è stata più alta quando gli alberi sono stati allevati a vaso (+10% e +32%, rispettivamente), mentre in Frantoio non sono state riscontrate differenze tra i due sistemi di allevamento.

Ad eccezione del contenuto di clorofilla, più elevato nel Frantoio, tutte le altre caratteristiche dell'olio erano simili in tutte le cultivar. Il sistema di allevamento non ha influenzato la qualità dell'olio.

In un confronto tra Frantoio, Moraiolo e Nostrale di Rigali allevate a monocono e a vaso è invece emerso che il sistema di allevamento a vaso ha determinato una crescita maggiore del vaso rispetto al monocono; lo sviluppo vegetativo è stato: Moraiolo meno di Nostrale di Rigali e meno di Frantoio. Il tempo necessario per la potatura invernale è stato circa il 30% in meno con il sistema di allevamento a vaso rispetto al monocono. L'allegagione e la caduta dei frutti sono risultate più elevate, rispettivamente, in Frantoio e Nostrale di Rigali, mentre confrontando i sistemi di allevamento questi parametri non sono risultati diversi. La Frantoio ha avuto la più alta produttività cumulativa per il vaso, seguita dalle Moraiolo e Nostrale di Rigali. Ad eccezione di una maggiore efficienza produttiva di Nostrale di Rigali allevata a monocono, non ci sono state differenze significative tra i sistemi di allevamento. Tra i parametri relativi alla biologia floreale e alla fruttificazione, Nostrale di Rigali ha mostrato un aborto dell'ovario e un'allegagione più alti e più bassi, rispettivamente, rispetto alle altre cultivar.

Nel complesso, le performance vegetative e produttive sono state buone per tutte le cultivar. Il sistema di allevamento non ha influenzato l'efficienza della produzione, le caratteristiche dei frutti e la qualità dell'olio, ma solo l'accrescimento dell'albero, che dipende dalla cultivar.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Caolino in olivicoltura: strategie e consigli per affrontare la siccità estiva

Le estati mediterranee, sempre più calde e siccitose, mettono a dura prova gli oliveti. Ecco indicazioni pratiche per gli olivicoltori che intendono utilizzare il caolino come strategia di difesa dal clima impazzito

08 luglio 2026 | 11:00

L'arca olearia

Il punto sui progetti di ricerca contro Xylella fastidiosa

La battaglia contro Xylella fastidiosa si gioca su più tavoli. Mentre il batterio continua a espandersi nel Salento e a minacciare altre regioni, la comunità scientifica italiana ha messo a punto una strategia articolata che combina genetica, breeding avanzato e nanotecnologie

07 luglio 2026 | 14:15

L'arca olearia

La fertilizzazione fogliare con acidi umici e fulvici per incrementare la produttività dell'olivo

L'impiego di strategie di concimazione integrate, su oliveti in asciutto, può aumentare la produzione di olive fino al 73% e la resa in olio fino al 100%, come dimostrato da uno studio triennalein Grecia

07 luglio 2026 | 13:00

L'arca olearia

Le trappole di monitoraggio per la mosca dell'olivo sono utili ed efficaci?

La scienza sfata un mito: monitorare gli adulti non serve a prevedere l'infestazione della mosca dell'olivo nei frutti. Ecco cosa fare davvero per intervenire per tempo e per proteggere le olive

06 luglio 2026 | 12:00

L'arca olearia

Identificazione delle molecole chiave nella defoliazione indotta da Verticillium dahliae su olivo

Uno studio internazionale ha individuato la base molecolare della defoliazione causata da Verticillium dahliae. I determinanti genetici della patogenicità e aprono nuove prospettive per diagnosi molecolare e strategie di resistenza varietale

06 luglio 2026 | 10:00

L'arca olearia

Olio d'oliva sotto esame: un nuovo indice elettrochimico per misurare la capacità antiossidante

Ecco un innovativo metodo elettrochimico per valutare rapidamente e a basso costo la capacità antiossidante degli oli d'oliva. Distingue con precisione gli extravergini di alta qualità, identificando i composti fenolici più attivi, come l'idrossitirosolo e l'oleuropeina

04 luglio 2026 | 12:00

new