L'arca olearia
Ancora giacenze di 78 mila tonnellate di olio nazionale
Nessuna impennata delle vendite ad agosto e settembre per l'olio italiano, che si sono mantenute nella media degli ultimi mesi. Rimane ancora molto olio biologico nelle cisterne mentre le giacenze sono in linea con le medie per gli extra vergini Dop e Igp
14 ottobre 2022 | T N
Ad agosto e settembre sono state vendute 24 mila tonnellate di olio extra vergine di oliva italiano, quindi una media di 12 mila tonnellate al mese, un livello praticamente pari alla media dei mesi precedenti.
Le cattive prospettive per la nuova campagna olearia in Italia non hanno insomma influenzato il mercato, che è rimasto ai livelli precedenti, con scorte che al 30 settembre sono ammontate a 78 mila tonnellate.
Di queste più della metà, pari a 40 mila tonnellate, si trovano in Puglia, regione che è riuscita a vendere la metà dell'intero commercializzato di agosto e settembre in Italia. Poco ormai l'olio che è rimasto nelle cisterne calabresi e siciliane, rispettivamente 7000 e 6500 tonnellate. Un livello fisiologico, considerando la necessità di collegamento tra le due campagne olearie.
E' evidente, quindi, come sia stata proprio la Puglia a faticare per vendere il proprio prodotto, anche considerando che nelle altre regioni italiane le scorte sono praticamente azzerate, con l'eccezione di Toscana e Umbria dove però sono localizzati gli impianti di stoccaggio e imbottigliamento di molti confezionatori.
La situazione appare ancor più critica per l'olio biologico nazionale, con stock per quasi 20 mila tonnellate, quando a fine luglio erano pari a poco più di 24 mila. Anche in questo caso sono le tre Regioni del sud ad avere le scorte più elevate, se non la quasi totalità, del'olio giacente. In Puglia troviamo 9600 tonnellate, in Calabria 3000 e in Sicilia 2800 tonnellate.
Diversa invece la situazione per gli oli a denominazine di origine, dove troviamo stock per 6000 tonnellate, una quota considerabile come fisiologica. Anche in questo caso, però, più della metà dell'olio è detenuto in Puglia con circa 3000 tonnellate mentre in Sicilia le gianceze di olio certificato sono la metà, mentre sono praticamente nulle in Calabria, regione che però tradizionalmente no brilla per produzione certificata.
Nell'insieme per l'Italia giacenze di 78 mila tonnellate non rappresentano nè un unicum nè una cifra particolarmente elevata. Quello che allarma, allora, non è la cifra in sè ma in rapporto all'annata di scarica per l'Italia e per l'intero bacino del Mediterraneo.
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