L'arca olearia

Gli oliveti sono una coltura agraria capace di sequestrare tantissima CO2

Gli oliveti sono una coltura agraria capace di sequestrare tantissima CO2

Gli oliveti europei catturano  una quantità di CO2 simile a quella emessa in Spagna. I dati si aggirano intorno alle 0,22 gigatonnellate di gas che si accumulano nelle piante di olivo

08 agosto 2022 | T N

Con l'obiettivo globale di ridurre le emissioni di anidride carbonica per frenare il riscaldamento globale, gli esperti stanno mappando la produzione e l'eliminazione del gas dall'atmosfera legata agli oliveti in Spagna, Italia, Grecia e Portogallo.

Nello specifico, come riportato dalla Fondazione Descubre, i dati si aggirano intorno alle 0,22 gigatonnellate di gas che si accumulano negli olivi e alle 0,03 che potrebbero essere catturate annualmente nei terreni coltivati.

Nello studio, pubblicato sulla rivista Renewable and Sustainable Energy Reviews, i ricercatori effettuano una valutazione geospaziale delle colture attuali. Inoltre, stimano il loro potenziale di eliminazione della CO2 considerando diverse azioni, dalle buone pratiche per la loro protezione e il modo in cui vengono coltivate, all'uso della biomassa residua associata o allo sviluppo di nuovi materiali a partire da essa.

Sequestro CO2, il record di sequestro degli oliveti europei

Il ricercatore dell'UJA Ángel Galán ha spiegato che il lavoro propone cinque modi per eliminare la CO2 atmosferica, due legati direttamente alla coltivazione e tre all'utilizzo dei sottoprodotti generati.

Oltre a rimuovere miliardi di chilogrammi di anidride carbonica dall'atmosfera ogni anno, lo studio dimostra che si potrebbero produrre prodotti chimici, materiali ed energia rinnovabile. Allo stesso tempo, "l'industria otterrebbe una maggiore redditività e posizionamento nella transizione ecologica".

Tenendo conto dei dati dell'Unione Europea, la superficie degli oliveti negli Stati membri è di 5.449.035 ettari. Sulla base di questi dati, il team di ricerca ha stabilito le cifre relative alla cattura di CO2 per questa coltura, sia per albero che nel terreno. Con i risultati ottenuti, propongono alternative che possono aumentare queste quantità. A tal fine, propongono soluzioni naturali e alternative tecnologiche per eliminare il gas.

Da un lato, suggeriscono che l'applicazione di pratiche agronomiche sostenibili, come il mantenimento della copertura vegetale e l'assenza di aratura del terreno, oltre ad aumentare la quantità di CO2 sequestrata, incrementa la materia organica nel suolo, fornendo maggiore sostenibilità, produttività e redditività alle colture.

D'altra parte, un uso più efficiente della biomassa ottenuta dai sottoprodotti dell'oliveto e dell'industria olearia, come i noccioli, la sansa o gli scarti di potatura, permetterebbe di aumentare queste cifre e, allo stesso tempo, di generare diversi prodotti rinnovabili.

I ricercatori propongono anche la conversione della biomassa in altri prodotti, come l'elettricità o l'idrogeno, in modo che l'anidride carbonica rilasciata durante la sua produzione possa essere catturata e iniettata in modo permanente nel terreno invece di essere rilasciata nell'aria. D'altra parte, la fermentazione delle potature, ad esempio, può essere una fonte di bioetanolo, che può essere utilizzato per produrre carburanti sostenibili per il settore dei trasporti.

Un'altra alternativa è la produzione di materiali che permettano di sequestrare la CO2 per un periodo di tempo più lungo, come elementi costruttivi in legno o cemento. In questo modo, non solo il biossido non verrebbe rilasciato nell'atmosfera, ma rimarrebbe sequestrato per un periodo di tempo più lungo per stabilizzare il clima.

La novità del lavoro è che i ricercatori hanno identificato diverse azioni tenendo conto di tutte le emissioni legate a questa coltura, all'industria ad essa associata e alle sue opportunità di sfruttamento. In questo modo si ottiene una valutazione completa del potenziale dell'oliveto in termini di ciclo di vita del carbonio, ottenendo così emissioni negative. Da queste informazioni è possibile identificare le opportunità e attuare azioni pratiche per aumentare le quantità di sequestro sulla Terra e contribuire all'obiettivo della neutralità del carbonio.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Aumentare la redditività dell'olivicoltura e incrementare la produzione di olio di oliva

L'olivicoltura rigenerativa aumenta di 400 euro ad ettaro all'anno la redditività dell'olivicoltura. Le pratiche rigenerative, oltre a migliorare la qualità del suolo e dell’ambiente, possono rafforzare la sostenibilità economica soprattutto nelle aree più marginali

05 marzo 2026 | 16:30

L'arca olearia

Olio di oliva negli USA: i dazi non frenano gli acquisti

L'instabilità del sistema olivicolo internazionale accresce la volatilità dei prezzi. Serve un paracadute europeo, con una OCM più forte e un sistema dei controlli unificato a livello europeo sul modello italiano. Ecco cosa è emerso a Sol Expo

05 marzo 2026 | 13:00

L'arca olearia

PhenOlives apre la prima linea industriale al mondo di farina di olive

Il frantoio si evolve da produttore esclusivo di olio a piattaforma di recupero integrale della biomassa all'interno di uno schema di bioeconomia circolare, con la produzione di farina di oliva ricca di fibre e senza glutine e frazioni concentrate di polifenoli

03 marzo 2026 | 09:00

L'arca olearia

Valutazione dell'interazione tra condizioni climatiche e fenologia dell'olivo

Utilizzare modelli matematici per stimare i diversi periodi fenoligici dell'olivo, a partire dalla fioritura, può divenire molto utile non solo per affrontare i cambiamenti climatici ma anche per gestire le pratiche agronomiche in annate 

02 marzo 2026 | 14:00

L'arca olearia

Gli effetti del carico produttivo e del deficit idrico sul profilo fenolico delle olive

Il diradamento delle olive, simulando una cascola precoce, influisce  in modo limitato sull’accumulo di olio nel frutto. Il deficit idrico determina una diminuzione significativa della resa in olio già dalle fasi intermedie di maturazione. L'impatto sui fenoli

27 febbraio 2026 | 16:30

L'arca olearia

Intelligenza artificiale per l'olivicoltura: cosa sa fare e cosa ancora no

E' possibile utilizzare l'IA per migliorare l'efficienza e la sostenibilità dei processi di produzione, manutenzione e raccolta delle olive. Algoritmi di Deep Learning come Convolutional Neural Networks per l'identificazione della cultivar e la classificazione delle malattie fogliari e la previsione dei raccolti con elevate accuratezze

27 febbraio 2026 | 16:00