L'arca olearia

Anche col caldo, attenzione alla mosca delle olive negli oliveti irrigui

Anche col caldo, attenzione alla mosca delle olive negli oliveti irrigui

La temperatura è normalmente un fattore limitante per l’ovideposizione ma in presenza di acqua e cibo Bactrocera oleae tollera bene temperature anche di 35 gradi, simili a quelle di questi giorni

05 agosto 2022 | R. T.

La mosca dell'olivo, Bactrocera oleae, è il parassita notoriamente più pericoloso per l’olivo e le olive.

L'identificazione dei vincoli ambientali che influenzano la distribuzione geografica e l'abbondanza di questo è fondamentale per la sua gestione efficace.

E’ noto che le temperature estremamente calde durante l'estate, con temperature massime giornaliere costantemente sopra i 35 gradi centigradi possono rallentare il metabolismo dell’insetto, l’ovideposizione e lo sviluppo larvale.

Non sempre però la temperatura è un vero fattore limitante.

Uno studio californiano ha esaminato gli effetti di due regimi di temperatura diurna (bassa 18,3°C, alta 35,0 o 37,8°C) che riflettono le condizioni estive di molte regioni olivicole, e di un regime di temperatura di controllo (bassa 18,3°C, alta 23,9°C) sulla sopravvivenza e sul successo riproduttivo della mosca.

La mosca delle olive resiste anche a temperature di 35 gradi con acqua e cibo

Il regime di temperatura di 18,3-35,0°C ha comportato un ritardo nella maturazione delle uova e una minore produzione di uova mature rispetto al regime di temperatura di controllo.

La maturazione delle uova è stata possibile al regime di temperatura più elevato quando le femmine hanno ricevuto acqua e cibo e la deposizione delle uova è avvenuta durante la fase fredda del ciclo termico.

L'accesso al frutto dell'oliva e l'ovodeposizione stessa hanno promosso ulteriormente la maturazione delle uova.

Con l'esposizione al regime di temperatura di 18,3-35,0°C, il 50% delle uova è morto e le restanti che si sono schiuse sono morte come primi istanti. Non si è verificata alcuna schiusa di uova al trattamento di temperatura di 18,3-37,8°C.

In condizioni di temperatura ambientale estiva, gli adulti di B. oleae sono sopravvissuti per 1-2 settimane e le femmine hanno deposto prontamente le uova quando sono stati forniti acqua e cibo ma meno del 2% delle uova/larve si sono sviluppate fino a diventare adulto.

In sintesi, quindi, le elevate temperature non sono un fattore limitante per la mosca delle olive adulta in presenza di acqua e cibo, come tipicamente avviene negli oliveti irrigui, ma è solo la suscettibilità degli stadi larvali a contenere il danno.

D’altro canto, stante la bassa mobilità dell’insetto in presenza di alte temperature, mezzi di controllo attract&kill risultano parzialmente efficaci. Le popolazioni di mosca, quindi, risulteranno alte e potenzialmente ovideponenti già a poche ore da un abbassamento termico.

E’ questa la ragione per cui non bisogna abbassare la guardia contro la mosca delle olive, nonostante la calura di questi giorni, e essere pronti a intervenire ai primi segnali di un attacco appena le temperature scenderanno.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Le caratteristiche fenologiche, pomologiche e biochimiche dell'olivo coltivato a diverse altitudini

Le differenze nelle principali problematiche agronomiche dell'olivo coltivato a differenti altitudini sono note, meno l'impatto su parametri come resa in olio, rapporto polpa/nocciolo, steroli, acido oleico e contenuto fenolico delle olive

07 gennaio 2026 | 12:00

L'arca olearia

Utilizzo intelligente dei sottoprodotti dell'olivo

Ideato uno strumento rivolto principalmente a frantoi, sansifici e altre strutture legate all’oliveto interessati a incorporare processi di trasformazione della sansa, del nocciolino, della foglia o dei resti di potatura

05 gennaio 2026 | 10:00

L'arca olearia

Il controllo della mosca dell'olivo a dicembre e gennaio

La diminuzione termica dell'inverno limita il volo degli adulti di mosca dell'olivo, la deposizione delle uova e lo sviluppo larvale. Tuttavia, quando si verificano periodi di temperature miti il parassita può mantenere una certa attività

04 gennaio 2026 | 12:00

L'arca olearia

L'influenza delle pratiche colturali e dell'ambiente nella tolleranza dell'olivo a Xylella fastidiosa

Nessuna prova convincente del fatto che interventi di potatura pesante o leggera possano ridurre la colonizzazione batterica o migliorare lo stato sanitario degli olivi infetti. Interessante interazione tra Methylobacterium e Xylella

04 gennaio 2026 | 10:00

L'arca olearia

Nuova prospettiva di controllo della contaminazione dell'olio d'oliva

Ecco un metodo efficiente per identificare gli inquinanti petroliferi nell'olio d'oliva. L'introduzione accidentale di queste sostanze negli oli commestibili può influire direttamente sulla loro qualità e sicurezza

03 gennaio 2026 | 11:00

L'arca olearia

Microrganismi benefici: una strategia sostenibile per migliorare la resistenza dell'olivo alla siccità

Il vero potenziale dei biofertilizzanti, con funghi micorrizici e batteri promotori della crescita, come approccio sostenibile per migliorare la resilienza dell'olivo nelle regioni aride, contribuendo alla sostenibilità agricola

02 gennaio 2026 | 11:00