L'arca olearia

La capacità di diffusione della sputacchina negli oliveti

La capacità di diffusione della sputacchina negli oliveti

Philaenus spumarius è il vettore di Xylella fastidiosa, il batterio killer degli olivi. La capacità di movimento della cicalina è stata largamente sopravvalutata, anche se dipende dall'agroecosistema

01 luglio 2022 | T N

L'introduzione del batterio Xylella fastidiosa Wells in Puglia ha causato un massiccio deperimento degli ulivi e minaccia la produzione olivicola in tutta la regione mediterranea.
Il vettore chiave di X. fastidiosa in Europa è la cocciniglia Philaenus spumarius L.

Le capacità di dispersione di P. spumarius sono poco conosciute, nonostante siano un parametro chiave per la previsione della diffusione del batterio.

Il CNR ha esaminato la dispersione degli adulti di P. spumarius in due diversi agroecosistemi italiani: un uliveto in Puglia e un prato in Piemonte.

Gli insetti sono stati marcati con albumina e rilasciati durante sette prove indipendenti nell'arco di 2 anni.

I dati di ricattura sono stati raggruppati separatamente per ciascun agroecosistema e utilizzati per stimare i kernel di dispersione di P. spumarius nell'oliveto e nel prato.

La stima del coefficiente di diffusione di P. spumarius è risultata più alta nel prato che nell'oliveto.

La distanza mediana dal punto di rilascio per 1 giorno di dispersione è stata di 26 metri nell'oliveto e di 35 metri nel prato.

Sulla base del modello, è stato stimato che il 50% della popolazione di sputacchina è rimasta entro i 200 metri (il 98% entro i 400 metri) durante i 2 mesi di alta abbondanza del vettore sugli ulivi in Puglia.

La dispersione di P. spumarius è quindi limitata ad alcune centinaia di metri durante tutto l'anno, anche se può essere influenzata in larga misura dalla struttura dell'agroecosistema.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Prezzi dell'olio a picco: conviene produrre extravergine di oliva o lampante?

Con 80 quintali di olive e una resa al frantoio del 12,5%, un ettaro produce circa 800 kg di olio. Raccogliere da terra e vendere lampante a 2,5 euro/kg rispetto extravergine a 4 euro/kg è preferibile, ma il conto economico finale è comunque in perdita

06 ottobre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Olive in attesa al frantoio: già dopo 24 ore la qualità dell’olio può iniziare a calare

Uno studio condotto dal CNR su 228 campioni raccolti in Emilia-Romagna mostra che con l’aumentare dei giorni di stoccaggio crescono acidità, perossidi e K232, mentre diminuiscono polifenoli e stabilità ossidativa. E i difetti sensoriali diventano più frequenti

05 ottobre 2026 | 15:00

L'arca olearia

I truffatori dell’olio di oliva hanno rialzato la testa e gliela faremo riabbassare!

Un tuffo indietro nel tempo di trent’anni, con il rischio di un prezzo delle olive di 30 euro/quintale e dell’olio extravergine di oliva italiano a 4 euro/kg. E tornano le polemiche sulle frodi. La novità? “Stavolta l’industria olearia sta insieme con gli agricoltori” afferma Gennaro Sicolo, presidente di Italia Olivicola

05 ottobre 2026 | 13:00 | Alberto Grimelli

L'arca olearia

Il tipo di olio condiziona qualità e percezione del condimento al peperoncino

La scelta dell’olio utilizzato come carrier oil non è neutrale nella preparazione degli oli al peperoncino: influenza infatti la solubilizzazione dei pigmenti, l’estrazione dei capsaicinoidi e dei composti fenolici, la stabilità ossidativa e anche la percezione sensoriale del prodotto

05 ottobre 2026 | 09:00

L'arca olearia

La raccolta meccanica all'alba riduce i danni da ammaccatura nelle olive

Anticipare la raccolta meccanica alle prime ore del mattino, quando la temperatura ambientale è più bassa, riduce significativamente i danni esterni e interni del frutto. Le olive raccolte all'alba producono meno CO₂ ed etilene, presentano minore incidenza e severità delle ammaccature, area e volume del danno inferiori e un imbrunimento interno più contenuto

04 ottobre 2026 | 11:00

L'arca olearia

Quanto guadagnano davvero i frantoi cooperativi? Il benchmarking e l'approccio industria 4.0

Le cooperative olearie affrontano una crescente volatilità dei costi e vincoli di competitività sempre più stringenti, mentre sono chiamate a rafforzare le performance di sostenibilità attraverso un uso più efficiente delle risorse

04 ottobre 2026 | 09:00