L'arca olearia

E' ora di parlare di olio di oliva novello, senza peli sulla lingua

E' ora di parlare di olio di oliva novello, senza peli sulla lingua

La dicitura in etichetta “olio novello” non ha alcun valore legale. Ciascuno lo interpreta a suo uso e consumo, vedi olio novello ovunque, anche della scorsa campagna olearia...

19 novembre 2021 | Maurizio Pescari

Aldilà delle battute qualunquiste e di frequente inutili, penso sia giunto il momento di affrontare la querelle olio novello. Lo facciamo con Alfredo Marasciulo, Panel Leader di concorsi internazionali, consulente in materia di tecniche estrattive, analisi sensoriale ed etichettatura. Lo facciamo su Teatro Naturale, giornale di informazione di riferimento per olivicoltori e frantoiani, perché questo tema dev’essere oggetto di confronto tra gli addetti ai lavori, la chiarezza deve partire da qui, dalla produzione, sei d’accordo Alfredo?

“Certo che sono d’accordo - esordisce Marasciulo - così come è normato da regole ben precise di produzione ed etichettatura il “Vino Novello”, è giunta l’ora che anche l’olio nuovo si dia delle regole”.

Pare di ripercorrere la storia di Don Chisciotte e i mulini a vento…

“Hai ragione, vista la lentezza del comparto, ma qualcosa dobbiamo pur fare perché la dicitura in etichetta “Olio novello” non ha alcun valore legale, qualunque olio appena prodotto è novello e ciascuno lo interpreta a suo uso e consumo, vedi olio novello ovunque, ne ho viste recentemente bottiglie del 2020, per questo ritengo sia giunto il momento di dare un limite di tempo entro il quale definirlo così, altrimenti corriamo il rischio, un altro, di ingannare il consumatore finale”.

Molti produttori danno all’olio novello una veste particolare, vetro bianco, alcuni non lo filtrano, ne consigliano anche l’uso veloce, per ridare un tocco di sentimento alla primizia che in realtà rappresenta, scelte meramente commerciali, che sfruttano tradizioni legate al tempo con l’obiettivo di monetizzare velocemente il prodotto. Ma affrontiamo questo tema da una prospettiva diversa: come cambia l’olio nel breve tempo, si può produrre olio nuovo desinato a questo mercato immediato?

“Innanzitutto noi stiamo parlando di olio di una qualità complessiva e totale che parte dall’oliveto, da olive sane, avviate al processo di estrazione meccanica nel corso della quale sapete bene, si attivano reazioni enzimatiche che influenzano sia i profumi che la resa. In lavorazioni molto attente, - spiega Alfredo Marasciulo - che sto incontrando sempre più frequentemente, gli enzimi stentano a completare il loro lavoro durante il processo e lì per lì sembra che l’olio non abbia sprint, ma gli enzimi continuano a lavorare e nel giro di qualche giorno elaborano profumi che arricchiscono la complessità dell’olio. Questo accade in lavorazioni che non esito a definire ‘estreme’. In questi giorni stiamo riassaggiando oli di un mese fa, vedo le facce dei frantoiani, li sento dire ‘questo non è il mio olio…’. La differenza sta nelle lavorazioni rapide, a temperatura controllata con ridotto apporto di ossigeno, nelle scelte che fa il produttore, che deve eliminare tutte le situazioni che potrebbero portare alla proliferazione di batteri”.

Alfredo, introduci un tema fondamentale, le scelte del frantoiano, da cui dipende la capacità di produrre olio con caratteristiche diverse. Un tema questo che va oltre la banalità dell’olio novello dalla quale siamo partiti.

“Indubbiamente sì, hai ragione, perché a fare bene il calcolo, se confrontiamo il valore dell’olio novello sul mercato, ci rendiamo facilmente conto che stiamo parlano di niente; mentre in questo settore c’è ancora chi discute, mi verrebbe da dire che perde tempo, sulla scelta di filtrare o non filtrare l’olio, la tecnologia ci sta mettendo di fronte al veloce passaggio nelle gramole e alla scelta se utilizzare o non utilizzare il separatore, senza demonizzare il suo uso. Scelte che vanno a incidere sul prodotto finale e sulla sua capacità di mantenere nel tempo le caratteristiche iniziali. L’olio è vivo ed è fondamentale filtrarlo per eliminare acqua sporca e con essa sostanze organiche e batteri che potrebbero rovinarlo nel tempo”.

Puoi fare un esempio pratico?

“Se penso alla Coratina della mia Puglia, molita secondo i canoni più comuni, sotto i 27°, con moliture non rapidissime, in frantoio sento un profumo incredibile che non riscontro però nell’olio, dove prevalgono amaro e piccante ben sopra le righe, oli più saporiti che profumati, come vuole la tradizione. Ma dalla stessa varietà, posso ottenere oli estratti con estrema attenzione, a temperature diverse, che una volta usciti dal separatore e filtrati offrono un fruttato più intenso, un maggiore equilibrio tra i descrittori e una vita molto più lunga”.

Alla resa dei conti nell’olio ognuno ha le sue idee, non esistono regole fisse, ma la capacità di scelta rende l’uomo protagonista attivo.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Utilizzo intelligente dei sottoprodotti dell'olivo

Ideato uno strumento rivolto principalmente a frantoi, sansifici e altre strutture legate all’oliveto interessati a incorporare processi di trasformazione della sansa, del nocciolino, della foglia o dei resti di potatura

05 gennaio 2026 | 10:00

L'arca olearia

Il controllo della mosca dell'olivo a dicembre e gennaio

La diminuzione termica dell'inverno limita il volo degli adulti di mosca dell'olivo, la deposizione delle uova e lo sviluppo larvale. Tuttavia, quando si verificano periodi di temperature miti il parassita può mantenere una certa attività

04 gennaio 2026 | 12:00

L'arca olearia

L'influenza delle pratiche colturali e dell'ambiente nella tolleranza dell'olivo a Xylella fastidiosa

Nessuna prova convincente del fatto che interventi di potatura pesante o leggera possano ridurre la colonizzazione batterica o migliorare lo stato sanitario degli olivi infetti. Interessante interazione tra Methylobacterium e Xylella

04 gennaio 2026 | 10:00

L'arca olearia

Nuova prospettiva di controllo della contaminazione dell'olio d'oliva

Ecco un metodo efficiente per identificare gli inquinanti petroliferi nell'olio d'oliva. L'introduzione accidentale di queste sostanze negli oli commestibili può influire direttamente sulla loro qualità e sicurezza

03 gennaio 2026 | 11:00

L'arca olearia

Microrganismi benefici: una strategia sostenibile per migliorare la resistenza dell'olivo alla siccità

Il vero potenziale dei biofertilizzanti, con funghi micorrizici e batteri promotori della crescita, come approccio sostenibile per migliorare la resilienza dell'olivo nelle regioni aride, contribuendo alla sostenibilità agricola

02 gennaio 2026 | 11:00

L'arca olearia

La correlazione degli enzimi delle olive con i profili fenolici dell'olio di oliva vergine

Il ruolo delle attività di perossidasi, e β-glucosidasi nella modellazione del profilo fenolico dell'olio di oliva. I composti volatili C6 sono aumentati durante la maturazione, mentre è stata rilevata una diminuzione degli oli estratti dai frutti immagazzinati a 20 °C

30 dicembre 2025 | 12:00

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati