L'arca olearia

Discriminare gli oli extra vergini di oliva calabresi e siciliani sulla base degli acidi grassi

Discriminare gli oli extra vergini di oliva calabresi e siciliani sulla base degli acidi grassi

E' possibile raggruppare coerentemente i campioni in relazione alle cultivar e alle aree di coltivazione che condividono vicinanza territoriale

19 novembre 2021 | R. T.

L'Università di Messina ha condotto uno studio completo per la valutazione dell'autenticità degli oli d'oliva siciliani e calabresi attraverso analisi chemiometriche, correlando le origini botaniche e geografiche con la composizione chimica dei campioni.

Un totale di diciotto campioni di olio d'oliva siciliano e calabrese (Italia meridionale) sono stati analizzati tramite gascromatografia (GC).

La concentrazione di acidi grassi nei campioni analizzati ha seguito il seguente ordine: oleico (C18:1) > palmitico (C16) > linoleico (C18:2) > stearico (C18) > palmitoleico (C16:1) > linoleico (C18:3).

Lo Scatterplot 2D (Principal Component Analysis) ha mostrato che, tra gli oli analizzati, spiccano sei cluster che sembrano raggruppare coerentemente i campioni in relazione alle cultivar e alle aree di coltivazione che condividono la vicinanza territoriale, ovvero nella stessa provincia.

I risultati sperimentali hanno dimostrato che è possibile correlare strettamente, attraverso la PCA, gli oli di oliva alla loro provenienza geografica e botanica, diventando così un utile strumento per valutare l'autenticità del prodotto e garantirla ai consumatori.

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