L'arca olearia
Le rese si stanno alzando in tutta Italia: più al nord che al sud
Un giro d'Italia nei frantoi di Aifo per capire come sta andando la molitura delle olive: dalla soddisfazione ligure alle preoccupazioni foggiane. Ottima la sanità delle olive e la qualità dell'olio extra vergine prodotto
29 ottobre 2021 | T N
Sono le prime battute della nuova campagna olearia e nei frantoi non si parla d'altro che di resa, un dato che, molto spesso, in sé, significa poco ma che dà lucentezza negli occhi degli olivicoltori quando supera la soglia del 16-18%.
Le prime moliture, al centro nord all'inizio di ottobre, facevano segnare record negativi ben sotto il 10% ma poi si sono alzate, facendo procedere più spedita la raccolta di alcuni e facendo iniziare prima altri.
Grazie alle rilevazioni dei frantiani di Aifo è quindi possibile fare un giro d'Italia per capire come, da nord a sud, sta procedendo la frangitura.
In Puglia la situazione appare molto diversificata con le aree del foggiano e del tarantino che raramente superano il 10%. In generale in questi territori la raccolta è iniziata da pochi giorni e Stefano Caroli, anche presidente AFP Puglia, segnala soprattutto la qualità degli oliveti irrigui mentre a Torremaggiore Sabino Angeloro vede una qualità più uniforme.
Ad Andria è il presidente di Aifo, Elia Pellegrino, ad inaugurare le rilevazioni, sottolineando che le olive di Coratina hanno per ora rese del 12-14%.
In Campania, ma anche sconfinando nel basso Lazio, le differenze sono sensibili in base alla varietà, come tiene a sottolineare Antonio De Ruosi che, a sorpresa, indica nella Leccino la cultivar con le punte più alte di resa, 14-17%, più alte di due punti rispetto al Frantoio (12-15%) mentre l'Itrana ha rese del 12% a salire, in ragione del clone e del grado di maturazione.
In Abruzzo si segnalano rese medie (12-14%) in linea con quelle delle regioni tirreniche, secondo le rilevazioni di Alberto Amoroso, vice presidente Aifo, che sottolinea la buona annatadal punto di vista qualitativo.
Più alte le rese registrate da Gaetano Agostini nelle Marche che ha cominciato a settembre con l'Ascolana, e rese basse, che oggi con varietà come Leccino, Frantoio e Raggia ha rese del 14-16%.
Situazione più difficile, ma in linea con il territorio, a Brisighella in Emilia Romagna (territorio della Dop più cara d'Italia) dove Franco Spada ha molito per ora Leccino e Nostrana di Brisighella con rese del 12-13%.
Meglio nel Veneto, seppure alle prese con un'annata di scarica, ma le olive hanno rese medie intorno al 14% per Leccino e Frantoio che salgono anche al 16% per la cultivar Rasara secondo Paolo Barbiero.
Infine la Liguria dove le rese sono tradizionalmente molto alte e si confermano anche in questa annata, come sottolineato da Giovanni Benza che ad Imperia raggiunge il 24% con le olive di varietà Taggiasca.
Un quadro molto variegato che, con un occhio in particolare al sud, Elia Pellegrino ha voluto commentare così: “attenzione a voler iniziare troppo presto la raccolta. La fretta può essere anche cattiva consigliera, con solo per le rese ma anche perchè avere un olio nuovo in quantità troppo presto può destabilizzare il mercato e far scendere i prezzi.”
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