L'arca olearia

Completato il sequenziamento del genoma dell'olivo

Completato il sequenziamento del genoma dell'olivo

Tra le diverse decine di migliaia di geni sequenziati, si potrebbe potenziare la performance della pianta in campo, ridurre l’impatto ambientale, migliorare la qualità nutraceutica e funzionale dell’olio, garantirne la tracciabilità

30 aprile 2021 | C. S.

Anche il genoma dell’olivo non ha più segreti: dopo tre anni di studi e sperimentazioni condotti nell’ambito del progetto Olgenome, il CREA - con il suo Centro di Ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura - presenta oggi il sequenziamento completo del genoma dell’ulivo, varietà Leccino, tra le più diffuse.  

“Mi complimento con il CREA per aver portato a termine questo importante risultato- afferma Filippo Gallinella, presidente della commissione Agricoltura della Camera. - Conoscere nel dettaglio come funzionano i processi biologici, le potenzialità e le caratteristiche di una cultivar così importante per l’olivicoltura italiana può permetterci di fare interventi di miglioramento per le produzioni nazionali”.

Il progetto Olgenome finalizzato proprio a completare il sequenziamento della nota cultivar italiana di olivo “Leccino”,  si è svolto nell’ambito del Piano Olivicolo Nazionale, l’importante provvedimento voluto e finanziato dal Mipaaf, per incrementare in modo sostenibile la produzione nazionale, per promuovere l’attività di ricerca e di valorizzazione del Made in Italy, per recuperare le diverse varietà delle cultivar nazionali ed incentivare l’organizzazione economica della filiera.  

Il CREA Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura ha ideato e coordinato l’intera ricerca, identificando e caratterizzando i geni espressi nella cultivar Leccino, studiando funzioni geniche di interesse e avvalendosi del supporto specialistico di IGA Technology Services per il sequenziamento e l’assembling del genoma e del CREA Genomica e Bioinformatica per lo sviluppo di una mappa genetica e l’annotazione funzionale del genoma. 

Si tratta di uno step essenziale per produrre conoscenze e sviluppare strumenti utili al miglioramento della specie e per caratterizzare gli elementi responsabili di processi biologici e/o di regolazione di vie metaboliche che possano poi essere trasferiti con tecniche convenzionali (incrocio) o avanzate (biotecnologie) nelle varietà di nuova costituzione.  

Altro aspetto fondamentale è la possibilità di identificare nuovi marcatori molecolari e/o funzionali utili per la genotipizzazione, per gli studi di associazione, per il breeding assistito e la selezione varietale. Infine, ma non meno importante, è la conoscenza di basi genetiche sottese all’espressione dei caratteri della specie per poter approfondire biologia ed adattabilità ai mutamenti ambientali della pianta. Senza dimenticare che l’olivo è una specie arborea per la quale, a differenza di altre colture, molti aspetti restano ancora da chiarire e il successo dei programmi di miglioramento genetico è fortemente limitato da molteplici fattori insiti nella sua biologia. 

Insomma, tra le diverse decine di migliaia di geni sequenziati, si potrebbe trovare il modo di potenziare la performance della pianta in campo, ridurre l’impatto ambientale della sua coltivazione, migliorare la qualità nutraceutica e funzionale dell’olio, garantirne la tracciabilità o magari si potrebbero individuare anche risposte mirate a problemi annosi come la xylella o i cambiamenti climatici.  

“Il sequenziamento della varietà di olivo Leccino, una delle più diffuse nel mondo e più tolleranti alla Xylella - dichiara il Direttore Generale CREA Stefano Vaccari - apre importanti scenari di ricerca, anche alla luce dell’apertura di ieri della Commissione europea sulle tecniche di Genome editing. Il CREA è pronto per sviluppare nuove varietà di olivo che possano promuovere la sostenibilità della produzione, in linea con gli obiettivi della strategia Farm to Fork. Sottolineo come questo risultato scientifico sia stato ottenuto nei Laboratori CREA di Rende (CS), in Calabria, da ricercatori giovani e dai prestigiosi CV, a dimostrazione che il Sud ha grandi risorse anche nel settore della Ricerca”. 

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Valutazione completa degli effetti del metodo di raccolta delle olive su etil esteri, cere, acidi grassi, fenolici, volatili e caratteristiche sensoriali dell'olio di oliva

È anche importante garantire che le innovazioni nella raccolta delle olive conservino la massima qualità dell'olio extravergine di oliva possibile riducendo al minimo i danni alle olive durante la raccolta

09 gennaio 2026 | 15:00

L'arca olearia

Effetto del carico di olive sul comportamento fenologico, vegetativo e riproduttivo dell'olivo: il caso Frantoio

L'olivo è una specie caratterizzata da forti fluttuazioni nella produzione. Ciò causa gravi problemi, causando incertezza e instabilità nei profitti dell'olivicoltore. I sistemi di mitigazione dell'alternanza di produzione

09 gennaio 2026 | 14:00

L'arca olearia

Olio extravergine di oliva novello? La classificazione mediante spettrofluorometria

Le misurazioni mensili dell'autofluorescenza di oli di oliva aromatizzati e extravergini a 330 nm di eccitazione hanno rivelato cambiamenti spettrali dinamici. E' così possibile determinare davvero l'olio fresco di frantoio

09 gennaio 2026 | 13:00

L'arca olearia

Valutare gli effetti di irrigazione salina sulla salute del suolo e sulla produttività dell'olivo

I trattamenti con acqua salina hanno migliorato la crescita dei germogli e la produzione di olive, a condizione che l'accumulo di sale fosse controllato attraverso una lisciviazione efficace

08 gennaio 2026 | 16:00

L'arca olearia

Un naso elettronico veloce e portatile per una valutazione della qualità dell'olio extra vergine di oliva

Sviluppato un naso elettronico portatile, accurato e rapido per valutare la purezza dell'olio extravergine di oliva miscelato con piccole quantità di olio d'oliva vergine, raggiungendo l'eccezionale precisione del 98%

08 gennaio 2026 | 14:00

L'arca olearia

Obiettivi e strategie della potatura dell'olivo

Nelle regioni più calde è già tempo di iniziare a pensare alla potatura dell'olivo. Ecco dunque le regole essenziali e i principi cardine per non sbagliare dall'inizio dell'anno

08 gennaio 2026 | 13:00