L'arca olearia
L'inerbimento influenza positivamente la predazione delle uova di tignola dell'olivo
Nessuna differenza nella composizione delle popolazioni di nemici naturali di Prays oleae ma la copertura del suolo potrebbe produrre predatori più attivi e voraci indipendentemente dalla loro elevata abbondanza
23 aprile 2021 | R. T.
La tignola dell'olivo, Prays oleae, è uno dei più comuni insetti che danneggiano le olive nella regione mediterranea.
Negli ultimi anni in questa regione è stata promossa l'utilizzazione dell'inerbimento per evitare l'erosione e il degrado del suolo. Tuttavia, il suo ruolo come rifugio per i nemici naturali dei parassiti è stato controverso.
L'Università spagnola di Granada ha studiato l'efficacia del controllo biologico di P. oleae in oliveti biologici con copertura del suolo (falciato) e senza copertura del suolo (lavorato).
I ricercatori hanno valutato la relazione tra le uova predate e l'abbondanza di nemici naturali in entrambi i tipi di oliveto, confrontato sia il danno potenziale del parassita che la schiusa delle uova nei due tipi di frutteti; e esaminato l'interazione tra famiglie di nemici naturali e P. oleae (come adulti e come uova predate).
I risultati hanno mostrato che c'è un alto tasso di predazione negli oliveti studiati, l'81% delle uova sono state predate, il 12,2% si è schiuso e il 6,9% erano uova vive.

Panoramic view of tilled (left) and mowed (right) organic olive orchards (a). Oviposition site of Prays oleae on an olive (b). Appearance of laid eggs of P. oleae on an olive: live egg (c), hatched egg (d), and predated egg (e). Site and eggs are indicated by triangles.
Tuttavia, gli oliveti inerbiti sono stati più efficaci per il controllo di P. oleae attraverso la predazione delle uova piuttosto che quelli lavorati, cioè, negli oliveti con copertura erbacea, mentre il danno potenziale del parassita era più alto, la schiusa delle uova era piuttosto bassa.
La struttura della comunità di artropodi adulti, cioè la composizione e l'abbondanza delle famiglie di nemici naturali non differiva tra i diversi oliveti, ma l'abbondanza delle famiglie Anthocoridae, Miridae e Scelionidae era significativamente maggiore negli oliveti inerbiti.
Infine, l'interazione tra i nemici naturali e P. oleae ha mostrato che le famiglie che spiegavano meglio gli effetti sulla predazione delle uova erano Aeolothripidae, Anthocoridae, Miridae, Chrysopidae (predatori), e Formicidae (onnivori).
Il mantenimento della copertura del suolo negli oliveti biologici, almeno in giugno e luglio, è di grande importanza perché influenza positivamente la predazione delle uova di P. oleae. Questo effetto è particolarmente significativo quando c'è una bassa abbondanza di nemici naturali negli oliveti.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Occhio di pavone dell'olivo: dalla diagnosi alla difesa integrata
Spilocaea oleaginea, agente dell'occhio di pavone, riduce clorofille e carboidrati delle foglie, ma che azoxistrobina e ossicloruro di rame, applicati con la giusta cadenza, contengono l'infezione e recuperano la funzionalità fotosintetica
31 ottobre 2026 | 12:00
L'arca olearia
Trattamenti fogliari negli oliveti: innovazione e tecnologia per migliorare l’efficienza
Il Valenciano Rural Innovation Hub ha riunito agronomi, tecnici e aziende specializzate per approfondire il ruolo dei biostimolanti, della nutrizione fogliare e delle tecnologie di applicazione nella gestione degli oliveti
31 ottobre 2026 | 09:00
L'arca olearia
Quanto costa produrre un chilo di olio extravergine di oliva nel 2026? Dalla frangitura al prezzo delle olive, i conti che non tornano
Un'analisi per la campagna 2026/27, con diversi scenari di resa e prezzi delle olive permette di stimare quanto può costare ottenere un chilogrammo di extravergine d'oliva prima di imbottigliamento, commercializzazione e margine aziendale
30 ottobre 2026 | 16:00
L'arca olearia
Fosforo e potassio nell'oliveto: la differenza a seconda del regime di agricoltura
I bilanci annuali di fosforo e potassio lungo un gradiente di gestione, dal convenzionale all'agroecologico. I sistemi nature-based riciclano fino al 72% del fosforo e al 59% del potassio, ma l'erosione del suolo può ribaltare i bilanci, soprattutto per il potassio. Ecco i numeri e le indicazioni pratiche per gli olivicoltori
30 ottobre 2026 | 15:00 | R. T.
L'arca olearia
Quando l'olio d'oliva racconta il suo territorio: elementi in traccia e fenoli per la tracciabilità geografica
La combinazione di profili elementari ICP-MS e indici spettrofotometrici classifica correttamente l'origine geografica di 117 oli extravergine italiani con un'accuratezza del 90% in validazione esterna. Indagato il legame tra suolo e olio, e scoperto che la trasformazione industriale pesa più di quanto si pensi sulla firma chimica del prodotto finale
30 ottobre 2026 | 14:00
L'arca olearia
Estratto di foglie contro il cotonello dell'olivo, un biopesticida naturale da economia circolare
Gli estratti di foglie di olivo, in particolare quelli metanolici al 25%, raggiungono una mortalità del 96% contro Euphyllura olivina, avvicinandosi all'efficacia dei prodotti chimici. Una soluzione sostenibile che valorizza gli scarti di potatura e apre nuove prospettive per la difesa fitosanitaria
30 ottobre 2026 | 13:00