L'arca olearia
I migliori prodotti per alleviare lo stress idrico dell'olivo
Lo stress da siccità ha aumentato l'attività di superossido dismutasi, guaiacolo perossidasi e ascorbato perossidasi. I prodotti allevianti hanno indotto diverse reazioni biochimiche
09 aprile 2021 | R. T.
Gli olivi "Koroneiki" di due anni sono stati sottoposti a stress da siccità dopo l'applicazione fogliare di prodotti con una nota funzione migliorativa, cioè glicina betaina (GB), particelle di argilla caolinica (KL) e 5-idrossibenzimidazolo (Ambiol).
Le misurazioni sono state effettuate dopo l'applicazione del prodotto, durante il periodo di stress e dopo il ripristino dello stato idrico ottimale.
La perossidazione lipidica e la perdita di elettroliti, così come i fattori di difesa antiossidanti (enzimi come catalasi (CAT), ascorbato perossidasi (APX), superossido dismutasi (SOD), guaiacolo perossidasi (POD), glutatione reduttasi (GR) e composti fenolici e acido ascorbico) sono stati valutati.
La siccità ha indotto un aumento significativo della perossidazione lipidica e un aumento dell'attività di SOD, POD e APX, mentre è stato determinato anche un aumento drastico dell'oleuropeina.
L'applicazione di caolino ha portato ad un aumento della concentrazione di fenoli totali e ad un aumento dell'attività di SOD, POD sotto la siccità.
L'applicazione di glicina betaina ha aumentato la concentrazione di flavanoli totali durante il periodo di siccità, mentre subito dopo l'applicazione è stato rilevato un forte aumento della concentrazione di oleuropeina.
L'applicazione di Ambiol ha diminuito la concentrazione di fenoli totali durante il periodo di stress, ma ha aumentato l'attività di POD e APX e la concentrazione totale di acido ascorbico.
Durante il periodo di sollievo sono state determinate poche differenze significative.
Tutti i prodotti hanno alleviato in una certa misura lo stress imposto dalla privazione d'acqua, con Ambiol e caolino più efficienti nel prevenire il danno ossidativo degli olivi.
Si potrebbe ipotizzare che l'uso combinato di prodotti allevianti con diverse modalità d'azione, potrebbe innescare molteplici meccanismi di difesa, con conseguente mitigazione più efficiente dello stress abiotico.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Spettroscopia terahertz per smascherare le frodi nell’olio extravergine: riconosce anche gli oli di qualità inferiore
Le potenzialità della spettroscopia nel dominio del tempo (THz-TDS) per individuare adulterazioni dell'olio extravergine di oliva con oli raffinati e prodotti scaduti. Una prospettiva interessante per sviluppare controlli rapidi e non distruttivi contro le frodi olearie
03 novembre 2026 | 15:00
L'arca olearia
Estraibilità dell’olio dalle olive: il ruolo dell’acqua, delle emulsioni e delle scelte in frantoio
La resa in olio non dipende soltanto dalla quantità di grassi presenti nelle olive, ma anche dalla facilità con cui possono essere liberati e separati dalla pasta. Umidità del frutto, maturazione, cultivar, frangitura, gramolazione e centrifugazione determinano l’efficienza estrattiva, con effetti diretti sui costi di lavorazione
03 novembre 2026 | 13:00
L'arca olearia
Forze di resistenza al distacco delle olive: perché il frutto si stacca (o non si stacca)
Uno studio condotto su 21 cultivar di olivo dimostra che a determinare la resistenza del frutto non è la cultivar in sé, ma soprattutto la dimensione del frutto e il diametro del peduncolo. La resa per pianta, invece, non incide direttamente
02 novembre 2026 | 15:00
L'arca olearia
L’Unione europea dimentica l'olio di Coratina nella deroga sul limite degli steroli
Il Regolamento europeo 2026/2358 del 21 agosto 2026 prevede le deroghe per il contenuto di steroli totali a 800 mg/kg per Koroneiki e Nocellara del Belice ma dimentica l’accordo al Consiglio Oleicolo Internazionale sulla Coratina
02 novembre 2026 | 13:00
L'arca olearia
Le riserve di carboidrati non determinano l’alternanza produttiva dell’olivo
Messa in discussione l’ipotesi secondo cui l’alternanza produttiva dipenda dall’esaurimento delle riserve durante le annate di carica: anche con una riduzione del 75-100% dei frutti, l’accumulo di carboidrati aumenta soltanto in misura limitata
01 novembre 2026 | 12:00
L'arca olearia
Occhio di pavone dell'olivo: dalla diagnosi alla difesa integrata
Spilocaea oleaginea, agente dell'occhio di pavone, riduce clorofille e carboidrati delle foglie, ma che azoxistrobina e ossicloruro di rame, applicati con la giusta cadenza, contengono l'infezione e recuperano la funzionalità fotosintetica
31 ottobre 2026 | 12:00