L'arca olearia
I progressi della tecnica analitica per superare il panel test per l'olio d'oliva
L'Università di Cordoba ha pubblicato due studi che, con differenti approcci, permettono di classificare l'olio di oliva vergine. Il nuovo sistema analitico promette di elaborare due campioni all'ora
23 settembre 2020 | C. S.
La classificazione degli oli d'oliva nelle categorie extra vergine, vergine o lampante è ancora una sfida difficile da affrontare, poiché il metodo ufficiale prevede l'analisi fisico-chimica e sensoriale attraverso un panel di degustazione. Questi ultimi hanno bisogno di personale specializzato, che non è disponibile in molte occasioni, ed è costoso e lento. Tutto ciò ha generato la necessità di sviluppare nuovi metodi analitici che utilizzino strumenti economici, affidabili e trasferibili all'industria.
Il gruppo di ricerca AGR-287, il cui capo è il professor Lourdes Arce, è stato un pioniere nel dimostrare le possibilità della gascromatografia abbinata alla spettrometria a mobilità ionica (GC-IMS) per la classificazione degli oli nelle tre categorie. Questa metodologia permette l'analisi di due campioni all'ora. Quando viene analizzato un numero rappresentativo di campioni, le informazioni chimiche ottenute vengono trattate con strumenti statistici per creare equazioni di calibrazione che permetteranno in seguito di classificare i campioni di olio sconosciuti nelle rispettive categorie.
Un punto critico nella validazione del metodo è il numero di campioni necessari per calibrare l'apparecchiatura. Le ricerche hanno dimostrato che per ottenere buoni risultati non solo è necessario analizzare un numero rappresentativo di campioni, ma anche avere campioni di olio d'oliva delle tre categorie, di diverse varietà, appartenenti a più campagne e degustati da almeno due panel di degustazione i cui risultati coincidono. Questi metodi non intendono quindi sostituire, ma piuttosto integrare o sostenere il ruolo dei panel di degustazione accreditati. In questo lavoro di ricerca è stata dimostrata l'importanza di costruire una banca di campioni di olio, in quanto questi saranno gli standard di riferimento utilizzati per costruire le equazioni di calibrazione con cui vengono fissate le categorie di campioni di olio analizzati.
Utilizzando le conoscenze generate da questa ricerca, si sta sviluppando un nuovo strumento di classificazione degli oli basato sull'utilizzo della tecnologia IMS, che è una delle linee del Progetto Innolivar, il cui obiettivo è quello di aumentare la competitività, il posizionamento internazionale, la capacità tecnologica e la redditività economica dell'oliveto e del settore di attività associato.
Un'altra ricerca condotta da Natividad Jurado, dottorando di ricerca, ha dimostrato che la corretta classificazione degli oli richiede anche di prendere in considerazione i composti chimici che l'assaggiatore apprezza in bocca. La metodologia proposta si basa sull'estrazione di alcuni composti presenti nell'olio, come i polifenoli, e sulla loro determinazione mediante elettroforesi capillare (CE-UV) - una tecnica per separare diverse molecole -, accoppiata ad un rivelatore a raggi ultravioletti. In un articolo pubblicato sulla rivista Talanta, è stato proposto l'uso integrato di due apparecchiature (CE-UV e GC-IMS) per rilevare sia i composti non volatili rilevati in bocca che i composti volatili rilevati nel naso. Tutte le informazioni ottenute con entrambe le tecniche sono trattate con strumenti statistici appropriati per poter classificare un campione di olio nella sua categoria corretta. Questa fusione di dati si è dimostrata molto utile per classificare campioni discutibili che si trovano all'interfaccia di due gruppi: extra vergine/vergine e vergine/lampante.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
La cocciniglia mezzo grano di pepe dell'olivo: strategie di monitoraggio e controllo per una gestione sostenibile
I due picchi annuali (primavera/inizio estate), la presenza di predatori naturali utili e la superiorità dei piretroidi. Ecco indicazioni pratiche per gli olivicoltori sulla scelta dei prodotti e sui tempi ottimali di intervento
13 agosto 2026 | 12:00
L'arca olearia
Nuova strategia contro l'occhio di pavone: niente più trattamenti a calendario, si interviene solo con pioggia e umidità
La ricerca israeliana rivoluziona la difesa dell'olivo: basta con gli interventi fissi in autunno. Ecco i tre parametri ambientali che dicono quando è davvero il momento di trattare
12 agosto 2026 | 11:00
L'arca olearia
L'utilizzo del talco micronizzato nell'estrazione dell'olio d'oliva: un'opportunità per le paste difficili
Le conseguenze della scelta di raccogliere precocemente le olive sono drammatiche in termini di resa estrattiva. Mentre i frutti possono contenere oltre il 20% di olio, le rese che si ottengono da paste difficili sono notevolmente inferiori
11 agosto 2026 | 15:00
L'arca olearia
Scatta l’allerta lebbra dell'olivo: monitoraggio e prevenzione decisivi
Con l’inizio dell’invaiatura aumenta il rischio di lebbra dell'olivo, una patologia fungina che può compromettere la produzione e la qualità dell’olio. Piogge, elevata umidità e temperature favorevoli possono accelerare le infezioni
10 agosto 2026 | 13:45
L'arca olearia
Il boro nell'olivicoltura: quando la concimazione non fa la differenza
Uno studio rivela che la concimazione borata, sia al suolo che per via fogliare, non incrementa i livelli di boro nelle foglie degli olivi adulti. Tuttavia, emerge chiaramente il fenomeno della rimobilizzazione del nutriente dalle foglie verso i fiori, un aspetto cruciale per la comprensione della fisiologia dell'olivo
10 agosto 2026 | 09:00
L'arca olearia
La crisi dell’olio di oliva italiano è ora! Ma i frantoiani sono rimandati al Ministero del Made in Italy e soldi forse all'autunno
La situazione del sistema olivicolo-oleario italiano è precaria con la campagna olearia che si avvicina sempre più. Nessun fondo emergenziale stanziato dal governo che vara invece il Piano Olivicolo Nazionale e il ColtivaItalia alla Camera. Le questioni dei frantoiani di competenza del Ministro Urso. Ne abbiamo parlato col Sottosegretario Patrizio La Pietra
07 agosto 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli