L'arca olearia

SPECIALE "IL RISORGIMENTO DELL'OLIO ITALIANO" / 4. FORCELLA, FEDEROLIO: "OCCORRE PUNTARE SULLA VALORIZZAZIONE DELLE TRADIZIONALI FORME DI OPERATIVITA' DELLE IMPRESE ITALIANE"

Proseguono le adesioni al progetto di rilancio del nostro comparto oleario. L'invito di "Teatro Naturale" accolto sia dalla massima organizzazione di categoria nell'ambito del commercio oleario, sia dal ricercatore del Ceris-Cnr Francesco Leone, il quale sostiene la necessità di migliorare i margini di competitività sugli oli di qualità intermedia

24 marzo 2007 | T N

L'ADESIONE DI FEDEROLIO

La Federolio, la Federazione nazionale del commercio oleario, è la maggiore organizzazione italiana di categoria nell'ambito del commercio all’ingrosso e del confezionamento degli oli di oliva. Vi aderiscono circa duecento aziende, le quali rappresentano una significativa quota degli oli di oliva commercializzati sui mercati italiani, come pure su quelli esteri e nel commercio all’ingrosso.

Oerativa sin dall’immediato dopoguerra come organizzazione sindacale, è soprattutto dagli anni Cinquanta in poi che la sua attività si è rivelata decisiva per il conseguimento di traguardi come le leggi contro l’esterificazione, quelle sulla classificazione degli oli di oliva, sul commercio e sulla pubblicità degli olii vegetali.

Gennaro Forcella

Il presidente Gennaro Forcella ci ha inviato il seguente testo di adesione al progetto "Il Riosrgimento dell'olio italiano"
:

"E’ necessaria una valorizzazione dell’olio extra vergine di oliva italiano, tracciato e oggetto di certificazione quanto alle sue caratteristiche di pregio organolettico, nutrizionale e salutistico. Ciò è possibile, accanto alla persistente attenzione agli oli Dop, anche rilanciando l’utilizzazione di strumenti elaborati tempo fa sulla base di una riflessione che oggi conserva tutta la sua validità. Ma soprattutto ciò è possibile nel quadro di una globale valorizzazione delle tradizionali forme di operatività delle imprese italiane del settore dell’olio di oliva e che hanno consentito una diffusione planetaria di questo prodotto".

UNA LETTERA DAL CERIS-CNR

Ci giunge, inoltre, una adesione al progetto "Il Risorgimento italiano" anche da parte di Francesco G. Leone, del Ceris-Cnr.
Il Ceris è un Istituto di analisi e ricerca, l'unico nell'ambito del Cnr, finalizzato allo studio dell'economia applicata e dell'impresa.



Gentile Direttore,

debbo sinceramente ammettere che ho apprezzato molto l’idea promossa da “Teatro Naturale” di avviare un tavolo di discussione che veda riuniti oltre alle associazioni degli olivicoltori, anche i rappresentanti delle istituzioni, le organizzazioni professionali, imprenditori, studiosi ed esperti della filiera olivicolo-olearia.

Ritengo che l’iniziativa sia di particolare importanza non soltanto perché consentirà ai partecipanti di arricchire il patrimonio di conoscenza e di esperienza maturato nel corso dei decenni, ma anche perché rappresenta una rara occasione per elaborare nuovi metodi e nuove soluzioni per far fronte alla delicata situazione degli ultimi anni e, allo stesso tempo, per mitigare lo spettro del declino di una parte significativa della filiera.

Sono ormai circa venti anni che studio gli aspetti economici della filiera dell’olio di oliva e sono convinto che negli ultimi anni in Italia si sia fatto ben poco per migliorare la competitività del settore, i dati disponibili lo dimostrano ampiamente.

Come è noto, la struttura produttiva di questo settore nel nostro paese è costituita prevalentemente da micro-aziende a conduzione famigliare, caratterizzate da alti costi di produzione e da una bassa redditività.

Le difficoltà a coprire i costi di produzione (e quindi di realizzare utili) ha costretto molti olivicoltori a investire poco per l'ammodernamento degli impianti. Pertanto, oggi numerose aziende si trovano nella condizione di dovere gestire uliveti secolari, scarsamente meccanizzabili e soggetti all'alternanza produttiva. Sul piano commerciale numerose aziende olearie, non avendo una valida dimensione economica e una organizzazione adeguata, non sono nelle condizioni di imporsi sul mercato e incontrano grosse difficoltà a collocare il prodotto ad un prezzo equo e remunerativo. Questa situazione rappresenta una grossa ipoteca sul futuro assetto del settore. In effetti, con il prevedibile aumento della produzione in Spagna, Grecia, Tunisia e in altri paesi produttori minori, per gli olivicoltori italiani migliorare i margini di competitività sugli oli di qualità intermedia non sarà un'impresa facile.


A parte ogni altra considerazione, l’attuale situazione impone delle scelte di campo mirate, volte ad affrontare su solide basi e in tempi relativamente brevi la concorrenza esercitata dagli altri paesi produttori, dai quali l’Italia continua ad importare ingenti quantità di oli greggi.

In questo ambito sarò ben lieto di dare il mio contributo e nell’attesa di Sue comunicazioni, mi è gradito inviarLe, gentile Dottor Caricato, i più cordiali saluti.

Francesco G. Leone

Ceris-Cnr, Istituto di Ricerca sull'Impresa e lo Sviluppo
Moncalieri (Torino)


NON FINISCE QUI

Nella sezione lettere troverete una serie di altre adesioni, tra cui alcune formulate in modo dettagliato e perfino inusuale


IL PROGETTO

Per fare il punto della situazione, ecco qui di seguito il link:
link esterno

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