L'arca olearia

E’ LA SICILIA A DARE LINEE DI TENDENZA E DI INDIRIZZO PER L’OLIVICOLTURA NEL BACINO DEL MEDITERRANEO. RICERCA E RIFLESSIONE, TUTTO QUESTO E’ STATO OLIVEBIOTEQ 2006

Numerosi esperti del mondo olivicolo internazionale hanno condiviso idee e conoscenze. Più di 200 i contributi scientifici, oltre a numerose relazioni esposte negli “Special seminars” e a quelle presentate come “invited lectures”, raccolte in quasi 1600 pagine di atti. Il prossimo appuntamento in Tunisia nel 2009

16 dicembre 2006 | Vincenzo Zerilli

Si è svolto in Sicilia il Second International Seminar “Biotechnology and Quality of Olive Tree Products Around the Mediterranean Basin” ovvero il Secondo Seminario Internazionale sulle Biotecnologie e la Qualità della Produzione Olearia nel Bacino del Mediterraneo”; la prima edizione si è tenuta in Marocco nel 2004. È stata un’importante occasione di incontro, dove per una settimana, dal 5 al 10 novembre 2006, l’olivo è stato il protagonista assoluto e dove personalità del mondo scientifico e professionisti del settore hanno condiviso le loro idee e le loro conoscenze.
Il seminario è stato organizzato dai professori Tiziano Caruso e Antonio Motisi del Dipartimento di Colture Arboree dell’Università di Palermo, insieme con la Regione Sicilia e con la sponsorizzazione del COI, dell’Accademia Nazionale dell’Olivo e dell’Olio, dell’Accademia dei Georgofili, della Società Orticola Italiana, del CNR, dell’Istituto Sperimentale per l’Olivicoltora, del CIHEAM-IAM e dalla FAO.
A conferma dell'interesse per questo incontro è stata la partecipazione di personalità del mondo scientifico e professionisti provenienti da 18 differenti paesi, dei quali 15 dal Bacino del Mediterraneo. Al convegno hanno partecipato circa 140 italiani e 75 stranieri. Numerosi anche gli studenti di Dottorato di Ricerca, Master e scuole di specializzazione (circa 60), oltre a numerosi professionisti del settore. Nella giornata del 5, è stata visitata l'area olivicola sud-occidentale della DOP Nocellara del Belice e della DOP Val di Mazara, particolarmente vocata per le olive da mensa e da olio. Oggetto di visite sono state sia aziende agricole, sia industrie di trasformazione delle olive da mensa. La mattina del 6 vi è stata la cerimonia di apertura che è proseguita con lo “special seminar” su l'industria olearia nei paesi del Mediterraneo e con le relazioni di esponenti scientifici, appositamente invitati (invited lectures); anche la giornata del 7 è stata all'insegna di due “special seminar”, il primo, su “qualità, sicurezza e benefici dei prodotti oleari sulla salute umana”, il secondo sulle “olive da tavola”. L'8 e il 10 sono state le giornate dedicate alle sessioni scientifiche, con sette sessioni; ogni sessione di lavoro ha avuto l'avvio con una relazione di presentazione “keynote lecture” da parte di illustri esponenti;


Gli argomenti trattati sono stati: risorse genetiche e produzioni di qualità; biologia e fisiologia dell’olivo; nuovi sistemi di impianto per la meccanizzazione della potatura e della raccolta; tecnologia delle olive, dell’olio e valorizzazione dei sottoprodotti; qualità, sicurezza e benefici sulla salute umana dei prodotti dell’oliva; sostenibilità e gestione agronomica dell’oliveto; nuove strategie per il controllo e la difesa dai patogeni; economia e marketing dell’industria olearia. Tutti gli argomenti trattati e che hanno contribuito ad aggiornare le attuali conoscenze sull’olivo, sono stati raccolti negli atti dell'OliveBioTeQ 2006, che sono stati differenziati in due pubblicazioni, entrambe in lingua inglese:
- Gli “Special seminars” del 6 e del 7, le “invited lectures” e le “keynote lectures” sono state raccolte in unico volume di 438 pagine dal titolo “Recent advances in olive industry”.
- I lavori scientifici delle due giornate dell'8 e del 10 sono state raccolte in due volumi di “Proceedings” per un totale di quasi 1200 pagine.
Complessivamente i lavori scientifici presentati sono stati in totale 206, 79 presentati oralmente e 127 come poster.
La giornata del 9 è stata dedicata a visite guidate, presso aziende olivicole e impianti oleari, nell'area a DOP Valli Trapanesi.
Tra gli atti del convegno merita particolare attenzione il volume “Recent advances in olive industry”, opera unica nel suo genere, e che da un idea di quanto complesso sia oggi il sistema olivo. Per tale motivo questo volume è stato definito, un'indispensabile manuale, sia per esperti di settore, sia per quanti vogliano meglio indirizzare la o le proprie linee di ricerca. Questo volume arriva in un particolare momento della coltura dell’olivo, in cui questa pianta si sta diffondendo al di fuori dei siti di origine per assumere un interesse crescente in altri paesi non tradizionalmente olivicoli, facendo crescere i consumi dei prodotti che derivano dalle olive.
A detta degli organizzatori tra i risultati importanti sono da annoverare la capacità di aver riunito attorno ad un unico tavolo, settori disciplinari e culture differenti, e avere creato un dialogo che sicuramente avrà un proseguo di scambio culturale e scientifico, con l'auspicio che diventi un incontro fisso. È difficile dire quale tematica scientifica sia stato più importante, dato che ogni settore ha apportato meritevoli acquisizioni, sicuramente il dato più importante è che tutti gli aspetti scientifici sono stati trattati, è questo sicuramente un grande risultato.
Certamente queste acquisizioni aprono nuovi scenari, che possono fortemente influire il modo in cui l’oliva e l’olio di oliva sono prodotti e consumati. Per questa ragione, grandi cambiamenti stanno avvenendo sull’intera filiera produttiva.
L’importanza del convegno è andata oltre gli aspetti scientifici, infatti è stato un modo per valorizzare tutta un’area, quella della provincia di Trapani, non solo area ad importante vocazione olivicola, nonché agricola, ma anche culturale e storico archeologica. È stato anche un modo per valorizzare e riscoprire un territorio, la Sicilia, che si avvicina sempre più alla possibile realizzazione di un’area di interscambio culturale ed economico con i vicini paesi del Bacino del Mediterraneo.
Agli organizzatori del convegno sono arrivati complimenti da tutte le parti per l’ottima riuscita, particolari merito va data all’organizzazione anche per la distribuzione degli atti contestualmente all’iscrizione al convegno.
Le prospettive, secondo gli organizzatori, per OliveBioTeQ sono che diventi un appuntamento fisso di scambio culturale tra i paesi del bacino del mediterraneo, anche grazie al coinvolgimento di importanti istituzioni internazionali, con temi di particolare riferimento sulla tradizione culturale, dei terreni e della storia delle piante, sulla sostenibilità socio-economica e ambientale, sulle risorse genetiche e loro potenzialità, sui sistemi di impianto, sulle nuove forme di sviluppo sostenibile, sulla diversificazione delle produzioni.
Nella giornata di chiusura il comitato di coordinamento ha convenuto che il prossimo appuntamento si svolga a Tunisi nel 2009.

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