L'arca olearia

RIPRENDONO LE MOBILITAZIONI PER UN RITORNO ALLA VENDITA DELL'OLIO D’OLIVA SFUSO

Il Chiavarese protesta contro il regolamento Ce 1019/02. Proposta una nuova istanza a Strasburgo e sollecitato l'intervento delle Istituzioni, ma restano ben poche speranze dopo la sentenza Ue del 7 settembre 2006

09 dicembre 2006 | Ernesto Vania

Gli olivicoltori della Valgraveglia e del comprensorio, nel Chiavarese hanno organizzato un affollata assemblea presso il palazzo comunale di Conscenti (Ne) invitando gli amministratori comunali e l'avvocato Daniele Granara del foro di Chiavari. L'iniziativa è nata dalla necessità di avere chiarimenti e delucidazioni per la campagna olivicola in corso collegata alla vendita diretta di olio di oliva in cantina o nel frantoio oleario da parte del produttore olivicolo al consumatore finale.
L'avvocato Granara ha spiegato nei minimi dettagli che il regolamento Cee 1019 del 2002 sulla commercializzazione dell'olio di oliva è in vigore, ma il ricorso presentato al Tar Liguria nel 2004 e favorevolmente accolto non metteva in discussione tutto l'impianto ma solo la vendita diretta. Il Consiglio di Stato, dopo due anni di discussioni e rinvii ha, da pochi mesi, dato torto al Tar Liguria.
I primi di gennaio 2007 gli olivicoltori proporranno un nuovo ricorso alla Corte di Giustizia di Strasburgo. Anche gli amministratori comunali sperano che altri Enti si associno e che la Regione Liguria e Ministro delle Politiche agricole, alimenatri e rorestali non siano insensibili a una rivendicazione che parte dal territorio.

Una partita chiusa
Nonostante le lamentele e le proteste di molti olivicoltori, non soltanto liguri, il Reg Ce 1019/02 è e resta pienamente operativo, corredato di sanzioni pecuniarie, anche sostanziose.
E’ l’Unione europea ad aver chiuso, una volta per tutte la partita, con la sentenza del 7 settembre 2006 della Corte di Giustizia delle Comunità europee.

Citiamo dalla sentenza:
Al fine, in particolare, di garantire l’autenticità degli oli d’oliva, il regolamento n. 1019/2002 ha stabilito norme di commercializzazione relative all’imballaggio di tali oli. Così, l’art. 2, primo comma, di tale regolamento dispone che gli oli sono presentati al consumatore finale preimballati in imballaggi la cui capacità non superi i cinque litri e che siano muniti di un sistema di chiusura che perde la sua integrità dopo la prima utilizzazione. Tali imballaggi recano, inoltre, un’etichettatura conforme alle disposizioni di cui agli artt. da 3 a 6 del regolamento n. 1019/2002.

e ancora
Tali norme si applicano a tutti gli oli di cui all’art. 1, n. 1, del regolamento n. 1019/2002 e prevedono una sola eccezione, esplicitamente menzionata all’art. 2, secondo comma, di tale regolamento. Tale eccezione, che non riguarda del resto l’obbligo di presentare gli oli in un imballaggio, ma unicamente la capacità di tali imballaggi, autorizza gli Stati membri a fissare, in funzione dell’organismo interessato, una capacità massima dei detti imballaggi superiore a cinque litri per gli oli destinati al consumo in collettività.

infine
Risulta da tutte le considerazioni che precedono che, al di fuori dell’eccezione di cui al punto precedente, gli oli d’oliva e gli oli di sansa di oliva possono essere presentati ai consumatori finali solo se rispettano le norme stabilite dall’art. 2, primo comma, del regolamento n. 1019/2002 e, in particolare, l’obbligo di imballaggio a cui si riferisce tale disposizione. Infatti, ai sensi dell’art. 35 bis, n. 1, secondo comma, del regolamento n. 136/66, quando sono state adottate norme di commercializzazione, i prodotti cui si applicano possono essere commercializzati soltanto conformemente a tali norme.

La conclusione della Corte è ferrea e determinata: il regolamento n. 1019/2002 e, in particolare, il suo art. 2, primo comma, devono essere interpretati nel senso che gli oli d’oliva e gli oli di sansa di oliva possono essere presentati al consumatore finale solo imballati secondo le prescrizioni di tale disposizione.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Pirofeofitine e digliceridi: la chimica al servizio della politica dell'olio di oliva

Pirofeofitine e digliceridi sono il possibile grimaldello con cui riscrivere gli equilibri del mercato mondiale dell’olio, ridefinendo il concetto stesso di qualità e spostando il baricentro del potere normativo tra vecchi e nuovi protagonisti del settore. La battaglia al Comitato Codex sugli Oli e i Grassi

19 giugno 2026 | 16:00 | A. Liscivio

L'arca olearia

Dimezzare la concimazione azotata dell'olivo grazie alla zeolite: nessun impatto sulla produttività

L’azoto è un elemento essenziale per la produttività dell’olivo, ma il suo utilizzo inefficiente rappresenta un grave problema ambientale ed economico. L’impiego di una zeolite a base di cabasite nel terreno consente di ridurre del 50% la concimazione azotata, mantenendo intatte le performance vegetative e produttive

19 giugno 2026 | 15:00

L'arca olearia

I segreti dell’olio extravergine, ecco quando e come si accumulano i suoi tesori antiossidanti

Uno studio spagnolo svela le dinamiche di accumulo di fenoli e tocoferoli durante lo sviluppo dell’oliva, offrendo nuovi strumenti per la selezione varietale e la scelta del momento ottimale di raccolta

19 giugno 2026 | 14:00

L'arca olearia

Oliveti su terreni calcarei: perché il suolo non basta più per valutare lo stato nutrizionale delle piante

Uno studio condotto su 25 oliveti in condizioni semi-aride dimostra che la disponibilità nutritiva percepita dalla pianta può divergere sensibilmente dai valori rilevati nel terreno. Nei suoli alcalini e ricchi di carbonati tipici dell'area mediterranea, l'analisi fogliare debba diventare uno strumento centrale

19 giugno 2026 | 13:00

L'arca olearia

Ecco perchè l'allegagione dell'olivo è più bassa del previsto

Il ruolo cruciale della meiosi maschile nel determinare il successo riproduttivo dell'olivo, offrendo nuove prospettive per comprendere le sfide poste dai cambiamenti climatici e la loro influenza sull'allegagione

19 giugno 2026 | 11:00

L'arca olearia

Olio extravergine di qualità e rese più alte: ecco la ricetta su misura per gli oliveti moderni

Uno studio greco dimostra che la combinazione tra densità d'impianto e biostimolanti giusti può fare la differenza. Ma attenzione: ogni varietà risponde in modo diverso

19 giugno 2026 | 10:00