L'arca olearia

Un colpo al cerchio e uno alla botte, ecco come il viene rivisto il panel test per gli oli vergini di oliva

Con l'ultima modifica del Reg. 2568/91 si introducono importanti novità, recependo integralmente quanto discusso al Coi. Più semplice declassare un olio ma si introduce la suggestione di dividere i difetti tra quelli dovuti a cattiva qualità e quelli dovuti a cattiva conservazione

21 febbraio 2020 | Matteo Storelli

L’ultima modifica del Reg.2568/91 sulle caratteristiche egli oli di oliva e sui relativi metodi di analisi ha novellato il testo dell’allegato XII noto come panel test.

A livello analitico la metodica non è stata toccata compresa la procedura di revisione che recepisce integralmente in sede comunitaria il testo della norma COI/T20/Doc.N.15/Rev.10 /2018 .

Resta infatti immutato il ricorso a due panel riconosciuti i che porta a cinque il numero totale di assaggi da eseguire prima di adottare la decisione finale . In casi particolarmente sfortunati (disomogeneità statistica) tale numero può aumentare ulteriormente .

Il testo conferma inoltre che i costi delle ripetizioni di analisi, se difformi, rimangono a carico degli interessati come deterrente per scoraggiare le c.d. “ revisioni temerarie” e scioglie ogni dubbio interpretativo sul valore delle mediane cui non va applicata alcune tolleranza .

Nulla di nuovo allora? Come sempre il diavolo si nasconde nei dettagli !

Il novellato paragrafo 2 infatti propone un’interessante novità asserendo che le caratteristiche organolettiche sono dichiarate non coerenti (quindi difformi) al dichiarato quando le controanalisi non confermano la classificazione dichiarata “a prescindere dal tipo di difetti constatato “.

Questa precisazione ha il sapore di una clausola di salvaguardia che blinda i risultati dei panel di revisione

Gli effetti sperati sono indubbiamente quelli di veder rafforzata la legittimità dell’analisi sensoriale spegnendo sul nascere le motivazioni tendenti allo scadimento della prova per presunta soggettività almeno a livello qualitativo.

Questo aspetto sembra andare in controtendenza nella direzione sulla quale si stanno muovendo qualificati gruppi di ricerca a livello internazionale impegnati a individuare i marcatori molecolari dei difetti, aspetto cui sino a ieri i sembrava legata la sorte futura del panel stesso.

Sul piano giuridico le cose poi non sembrano andare meglio. Il declassamento organolettico di un olio di oliva vergine porta dritto dritto nel penale !

Il principio di colpevolezza, tutelato anche a livello costituzionale , impone che la responsabilità penale di un soggetto sia fondata, oltre che da nesso di causalità materiale che lega la condotta all’evento, anche da un coefficiente soggettivo riconducibile all’autore .

Tradotto: Quando sono in gioco le responsabilità individuali è importante distinguere se un olio sia stato declassato organoletticamente per difetti provenienti dalla scarsa qualità della materia prima piuttosto che per uno scadimento di qualità dovuto per esempio a cattiva conservazione.

Questo dovranno stabilirlo i periti e non sarà semplice !

Più realisticamente alcuni intravedono in questa clausola una strada che potrebbe portare in futuro alla suddivisione dei difetti organolettici in due grandi categorie : difetti di fermentazione o conservazione.

Vedremo.

Indubbiamente a livello giuridico la metodica ne risulta (sulla carta) rafforzata ma sembra che si proceda più per assiomi che per considerazioni tecnico/scientifiche.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Una guida alla fertirrigazione dell'olivo, ecco quando e quanti nutrienti dare

Una fertirrigazione dinamica, che modula il rapporto tra nutrienti in base alle fasi fenologiche, possa incrementare significativamente la produzione senza compromettere la qualità dei frutti.  Ecco consigli pratici per ottimizzare la gestione idrica e nutrizionale nei tuoi oliveti

09 luglio 2026 | 16:00

L'arca olearia

Il ruolo nascosto dei funghi e lo stress idrico nel disseccamento degli olivi: non c'è solo Xylella

Un viaggio nei meandri del disseccamento degli olivi pugliesi: la tesi di un dottorato di ricerca svela un quadro ben più complesso del previsto, dove funghi "opportunisti" aspettano il momento giusto – ovvero lo stress della pianta – per passare da amici silenziosi a nemici letali. Cosa cambia per chi coltiva?

09 luglio 2026 | 14:00

L'arca olearia

Shock termico per l'olivo, ecco come reagisce a temperature di 40°C

L'olivo possiede una notevole capacità di superare episodi di calore estremo, seppur con qualche significativa conseguenza funzionale. La risposta fisiologica della pianza allo shock termico è rapida e mirata

09 luglio 2026 | 12:00

L'arca olearia

Caolino in olivicoltura: strategie e consigli per affrontare la siccità estiva

Le estati mediterranee, sempre più calde e siccitose, mettono a dura prova gli oliveti. Ecco indicazioni pratiche per gli olivicoltori che intendono utilizzare il caolino come strategia di difesa dal clima impazzito

08 luglio 2026 | 11:00

L'arca olearia

Il punto sui progetti di ricerca contro Xylella fastidiosa

La battaglia contro Xylella fastidiosa si gioca su più tavoli. Mentre il batterio continua a espandersi nel Salento e a minacciare altre regioni, la comunità scientifica italiana ha messo a punto una strategia articolata che combina genetica, breeding avanzato e nanotecnologie

07 luglio 2026 | 14:15

L'arca olearia

La fertilizzazione fogliare con acidi umici e fulvici per incrementare la produttività dell'olivo

L'impiego di strategie di concimazione integrate, su oliveti in asciutto, può aumentare la produzione di olive fino al 73% e la resa in olio fino al 100%, come dimostrato da uno studio triennalein Grecia

07 luglio 2026 | 13:00

new