L'arca olearia
Come capire la corretta maturazione delle olive, dall'analisi colorimetrica al NIR
Il metodo colorimetrico risulta sorpassato per alcune varietà che, essendo comunque mature al momento di raccolta, non raggiungono gli indici identificati in bibliografia. L'analisi chimica del contenuto in olio è costosa e richiede tempo mentre una promettente alternativa potrebbe essere la spettroscopia nel vicino infrarosso
09 maggio 2019 | T N
La composizione chimica, il complesso di elementi che compongono un prodotto come l'oliva, è uno dei fattori che determina la resa e la qualità del prodotto finito. La varietà, la posizione geografica, le condizioni climatiche e le pratiche agronomiche sono fattori a elevata importanza commerciale poichè influenzano direttamente la materia prima che risulta differente in funzione del momento di raccolta.
Determinare il momento ottimale di raccolta delle olive da olio è una pratica particolarmente complessa. Tuttora, per individuare tale momento, vengono applicati due metodi principali:
1. Valutazione visiva delle variazioni cromatiche dell’epicarpo e del mesocarpo della drupa;
2. Valutazione analitica dell’evoluzione dei contenuti chimici delle olive.
La valutazione visiva (metodo colorimetrico) valuta il grado di invaiatura dell’oliva. In altre parole, vengono utilizzati standard di riferimento colorimetrici per mappare il processo di maturazione; questo perchè le olive, durante la di maturazione in campo, tendono a invaiare dal verde intenso al nero in funzione delle reazioni chimiche che avvengono a livello sia dell'epicarpo che del mesocarpo. Uno dei metodi colorimetrici più semplici e comuni è stato proposto da Uceda e Frias nel 1975 i quali, considerando un'aliquota di 100 olive per ogni analisi, valutano il colore di ogni oliva per poi classificarle in gruppi diversi in funzione del grado di invaiatura, l’indice è poi determinato mediante una semplice equazione.
In Tabella 1 sono riportati gli indici di maturazione relativi ai campioni oggetto di analisi del progetto “S.O.S.”, finanziato da Ager. Secondo Uceda e Frias il frutto a maturazione ottimale presenta un indice di maturazione prossimo a 7. Di fatto questo è vero solo per alcune varietà mentre le varietà analizzate in questo progetto presentano (a maturità) un indice di maturazione massimo pari a 4.37, questo perchè non tutte le varietà di olive invaiano allo stesso modo.

Due varietà di olive possono averecaratteristiche diverse in funzione del momento di raccolta. Per meglio capire, in questo caso le olive sono state suddivise in 4 classi differenti:
- Classe 1-> olive totalmente verdi;
- Classe 2-> olive con meno del 50% di superfice invaiata;
- Classe 3-> olive con più del 50% di superfice invaiata;
- Classe 4 -> olive totalmente invaiate.
La varietà 1, al 4 dicembre (momento della raccolta) presenta circa l'80% delle olive con superficie totalmente verde (classe 1) mentre, la varietà 2 ne presenta solo il 5%. La varietà 4, completamente invaiata, non appare.
Quindi il metodo di Uceda e Frias, seppur valido, risulta sorpassato per alcune varietà che, essendo comunque mature al momento di raccolta, non raggiungono indici prossimi a 7. Inoltre questo metodo richiede tempo (100 olive per analisi) ed è suscettibile a valutazione soggettiva in funzione all'esperienza del valutatore.
Un altro strumento è la valutazione analitica mediante analisi chimica del contenuto d'olio, di umidità e di polifenoli totali. Questi metodi, seppur affidabili e precisi, possono essere poco economici anche in termini ambientali e di tempo. Una promettente alternativa ai metodi convenzionali potrebbe essere la spettroscopia nel vicino infrarosso (NIR).Tale tecnologia potrebbe essere la base su cui progettare, costruire e tesatare device ottici che, lavorando a lunghezze d'onda specifiche,reileverebbero in modo rapido e semplice il grado di maturazione del frutto anche direttamente in campo
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Un nuovo atomizzatore per l'oliveto che riduce deriva e consumi energetici
Secondo i risultati delle prove in campo effettuate dai ricercatori delle Scuole Politecniche Superiori di Jaén e Linares, il dispositivo è in grado di diminuire la deriva del 65% e la deposizione del prodotto sul terreno del 70%
13 maggio 2026 | 16:00
L'arca olearia
Amaro e sano: l’olio extravergine ad alto contenuto di polifenoli tra qualità nutrizionale e gradimento del consumatore
L’olio extravergine di oliva ricco di polifenoli è un alleato della salute, ma il suo gusto amaro e piccante può ridurre l’accettazione da parte dei consumatori. Ecco come attributi sensoriali come fruttato, dolce e amaro influenzano le preferenze, evidenziando differenze di genere
13 maggio 2026 | 13:00
L'arca olearia
Monitoraggio della tignola dell’olivo: picchi di popolazione e strategie di difesa integrata
Monitorate le fluttuazioni di Prays oleae, la tignola dell’olivo: il picco massimo di popolazione si verifica nella terza settimana di settembre, mentre le precipitazioni abbondanti e i trattamenti insetticidi riducono drasticamente la presenza dell’insetto
13 maggio 2026 | 12:00
L'arca olearia
Nutrizione dell’olivo: il ruolo strategico di potassio, calcio, azoto e silicio contro gli stress
Ecco come la gestione nutrizionale sta diventando una leva decisiva per aumentare la tolleranza dell’olivo agli stress idrici, salini, termici e fitopatologici nei moderni sistemi olivicoli mediterranei
12 maggio 2026 | 14:00
L'arca olearia
L’olivo “impara” la siccità: il drought priming migliora resilienza e uso dell’acqua
Uno studio su Olea europaea dimostra che una precedente esposizione controllata allo stress idrico consente alle piante di affrontare meglio periodi successivi di siccità severa, grazie a profonde modificazioni fisiologiche, strutturali e proteomiche
12 maggio 2026 | 09:00
L'arca olearia
Le alte giacenze di olio di oliva italiano: oltre 130 mila tonnellate
La metà dell’extravergine italiano si trova in Puglia ma a preoccupare sono le 17 mila tonnellate in Calabria, più delle 11 mila tonnellate in Sicilia. L’industria olearia riduce gli stock e c’è già chi vede giacenze di 80 mila tonnellate a fine settembre
11 maggio 2026 | 15:00