L'arca olearia

Meglio l'olio extra vergine di oliva velato o filtrato?

Meglio l'olio extra vergine di oliva velato o filtrato?

L'Istituto de la Grasa di Siviglia ha formulato alcune ipotesi per spiegare perchè gli oli velati presentino, in diversi studi, livelli di stabilità ossidativa superiori rispetto agli extra vergini filtrati

16 novembre 2018 | R. T.

Gli oli d'oliva vergini freschi costituiscono una soluzione colloidale complessa di emulsione sol, ovvero una sospensione colloidale di particelle molto piccole disperse in un mezzo fluido. Le loro caratteristiche sono diverse da quelle che si riscontrano dopo essere stati filtrati o lasciati sedimentare per un certo tempo nei serbatoi di stoccaggio.

A questo punto è però bene precisare che gli oli così descritti sono ottenuti da impianti oleari in perfetta efficienza e con un corretto carico di lavoro, dove la “chiarifica” realizzata dal separatore finale è avvenuta con scrupolo, lasciando, appunto, solo le sospensioni colloidali e quindi né residui solidi grossolani (morchie) né accessi di acqua libera (acqua di vegetazione).

Si tratta di un punto delicato che può spiegare, in parte, i risultati scientifici contrastanti sulle differenze di stabilità ossidativa degli oli velati e filtrati.

Diversi studi hanno indicato che la stabilità ossidativa degli oli non filtrati è migliore rispetto a quella dell'olio filtrato.

L'Istituto de la Grasa suggerisce di introdurre nel lessico oleario un nuovo concetto, quello di stabilità colloidale, per caratterizzare il periodo in cui la dispersione colloidale dura nell'extra vergine fresco velato.

Le relazioni tra le stabilità colloidale e ossidativa dell'olio velato non sono ben note.

In ricerche complementari sono state rivelate importanti differenze tra le inclusioni d'acqua, formatesi con l'aggiunta artificiale di acqua e le sacche di acqua colloidale caratteristiche dell'extra vergine velato.

Il ruolo dei diversi componenti degli extra vergini freschi velati sulla stabilità colloidale è ben lungi dall'essere ben noto.

Però lo stato fisico-chimico dell'olio velato può spiegare le apparenti contraddizioni sui benefici derivanti dalla sua materia dispersa.

L'ipotesi dei ricercatori iberici è che le molecole anfifile presenti nell'extra vergine velato possano contenere, localizzandole, le sacche di acqua colloidale, formando pseudo-layer che possono proteggere in una certa misura il contenuto interno.

Bibliografia

José Antonio Cayuela Sánchez, Belén Caballero Guerrero, Fresh extra virgin olive oil, with or without veil, Trends in Food Science & Technology, 2018, ISSN 0924-2244

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Crescono a doppia cifra le vendite di olio extravergine di oliva italiano a scaffale: +12% a luglio

Buone notizie sul fronte della propensione degli italiani ad acquistare olio nazionale, venduti quasi 20 milioni di litri a luglio, in crescita di oltre 2 milioni di litri rispetto a un anno fa. L’olio comunitario, nel frattempo, continua a far registrare un segno negativo: -1,1%

27 agosto 2026 | 16:30

L'arca olearia

Mappe del gusto: come la tecnologia svela i territori dell'olio extravergine di oliva ad alto contenuto fenolico

Mappato il potenziale polifenolico dell'olio extravergine di oliva, individuando le aree più vocate e stabili nel tempo. Un nuovo strumento per valorizzare il concetto di terroir e supportare la pianificazione olivicola

27 agosto 2026 | 14:00

L'arca olearia

Il mito dell'olivicoltura superintensiva senza irrigazione: i numeri che lo smentiscono

La gestione del deficit idrico richiede un approccio che coniughi conoscenze fisiologiche e tecnologie di precisione per mantenere la redditività anche in scenari di scarsità estrema. Un recente studio spagnolo sull’Arbequina in Andalusia ha valutato l’impatto di volumi irrigui estremamente ridotti

27 agosto 2026 | 12:00

L'arca olearia

Xylella e olivo: la svolta green dei biopesticidi. Quale strategia conviene davvero?

Per anni, le armi principali sono state i pesticidi chimici di sintesi, come il rame, gli insetticidi piretroidi e i neonicotinoidi. Oggi si parla di biopesticidi. Un confronto tra efficacia ed impatto ambientale, come guida per gli olivicoltori che voglio contrastare Xylella fastidiosa

26 agosto 2026 | 15:00

L'arca olearia

Melograno e carruba contro la verticilliosi dell’olivo: gli estratti attivano le difese naturali della pianta

Estratti di melograno e carruba mostrano un potenziale effetto bioprotettivo contro Verticillium dahliae, il fungo responsabile della verticilliosi dell’olivo. Attivati di diversi geni coinvolti nelle risposte di difesa della pianta e una riduzione o stabilizzazione della biomassa fungina nelle piante trattate

25 agosto 2026 | 13:00

L'arca olearia

Aculus olearius: un nuovo nemico per l'olivicoltura

L'acaro parassita è già noto in Italia, Grecia, Spagna e Turchia. Causa danni significativi alle olive, tra cui imbrunimento dei germogli, disseccamento dei fiori, accartocciamento delle foglie e deformazioni dei giovani frutti. Ecco indicazioni pratiche per gli olivicoltori su come riconoscere i sintomi, monitorare le popolazioni e gestire il problema

24 agosto 2026 | 16:00