L'arca olearia

Intervista a un imbottigliatore d'olio di oliva pentito

Appesi provetta e pallottoriere al chiodo, il nostro Mister O si gode il frutto di tanto lavoro e senza peli sulla lingua svela trucchi e segreti per far profitti nella filiera olearia, impunemente o quasi. In esclusiva ci racconta: “la pace tra imbottigliatori e olivicoltori? Ci credono solo le anime belle.” Dagli scandali oleari alla guerra all'ultimo centesimo sul prezzo

08 dicembre 2017 | Gelso Lo Scimmione

Un racconto, sotto forma di intervista, per capire come è andato e sta andando il braccio di ferro tra mondo produttivo e quello industriale.

Tra gli attori non protagonisti gli organi di controllo, che a volte sono semplici comparse in un film che si ripete stancamente ormai da decenni.

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale

Ho incontrato il nostro Mister O in Puglia, in un bel locale a Savelletri. Proprio un bel posto, bellissima spiaggia, ottimo cibo, gente accogliente e simpatica. Da passarci una splendida vacanza, anche perchè il paesaggio, con tutti questi olivi secolari è meraviglioso.

Due convenevoli e cominciamo l'intervista, ma il nostro Mister O si adombra subito quando gli dico il titolo che avevo pensato di dare all'articolo.
“Pentito? Io? Sta scherzando spero. Sono solo pentito di non aver preso di più per il cu** gli olivicoltori italiani. Non si meritano niente, niente. Stanno ancora qui con questi vecchi alberi quando potrebbero fare ettari ed ettari di splendido superintensivo”

Mi scusi, ma perchè il superintensivo?
“Bisogna abbassare i costi dell'olio italiano, altrimenti non siamo competitivi. Verremo spazzati via dalla concorrenza internazionale.”

Non mi verrà a raccontare la solita storia che a certi prezzi non si vende...
“Va beh, tanto non sono più in affari. L'olio italiano piace ma se il prezzo è alto non fa numeri. Le bottiglie girano solo quando il prezzo è basso. E allora bisogna utilizzare qualsiasi trucco per far girare le bottiglie di olio italiano (ride) a prezzi bassi. Se girano le bottiglie, girano i soldi. E' facile.”

A prezzi alti proprio non si vende?
“Forse si venderebbe anche, e dico forse. Ma occorre fare marketing e promozione. Troppi investimenti. Meglio un prezzo basso e il gioco è fatto. Tutti più felici e ricchi.”

Tutti tranne gli olivicoltori...
“Mica sono un benefattore. Se gli olivicoltori non sanno fare i soldi imparino da me. Il mondo vuole il Made in Italy? Diamoglielo al prezzo che vogliono. Ingurgiteranno le peggiori schifezze, felici e contenti.”

Beh, insomma, gli scandali degli ultimi anni hanno dimostrato che...
“Non mi parli di tali bieche strumentalizzazioni. E' tentato omicidio, hanno tentato di uccidere la libera imprenditoria italiana. Tutto un complotto, con questi schifosi giornalisti al servizio della lobby agricola di turno. Gli olivicoltori ci hanno provato a mettercela nel cu**. Beh, so dai colleghi che quest'anno stiamo loro restituendo la pariglia, con gli interessi.”

Scusi???
“Lo sanno anche i sassi che gli amici industriali e imbottigliatori hanno fatto cartello per far scendere il prezzo dell'olio italiano. E' così che si fa, dimostrando chi ha il vero comando della filiera. Ci hanno provato a fregarci con la stampa e la magistratura, e noi restituiamo il colpo alla vecchia maniera, grazie alla nostra rete di mediatori e amici fidati.”

Ma non era scoppiata la pace tra olivicoltori e imbottigliatori?
“La pace tra imbottigliatori e olivicoltori? Ci credono solo le anime belle.”

Ok, ma lei mi aveva promesso di spiegarmi come si fa a fare del perfetto falso olio italiano
“E' più semplice di quanto lei non creda. Si prende un frantoio amico di dimensioni medio-grandi. A Monopoli ce ne sono un paio per esempio. Con lui fai un accordo: tot centesimi di euro per ogni chilo di olio di carta che riesce a produrre. Lui falsifica un po' di bolle di consegna da suoi olivicoltori, tipo 50 quintali di olive che diventano 100. Una ritoccata al rialzo per le rese. Niente di così evidente ma possono apparire migliaia di tonnellate di olio italiano di carta.”

E quindi voi importate olio dall'estero...
“Certo, viaggia spesso in nero. Tanto ormai si sa quali sono i porti più sicuri per certi traffici e quali sono gli orari in cui far sbarcare le cisterne. Senza contare che le frontiere nell'Unione europea non esistono più. Poi la cisterna viaggia verso un deposito sicuro.”

Deposito sicuro?
“Beh certo, non può mica arrivare nella sede legale e nel deposito principale. Non siamo mica fessi. Meglio un luogo più appartato dove poter lavorare con tranquillità. Così se la Repressione frodi arriva in azienda trova tutto in ordine, carte a posto e burocrazia perfetta. Tanto si sa che non vanno oltre e molto raramente si scomodano a guardare altrove. Insomma, il delitto perfetto (ride).”

Ora però c'è il DNA...
“Non me ne parli. Non ne voglio nemmeno sentir parlare. Ci ho quasi rimesso il mercato giapponese e quello americano. Abbiamo rischiato di andare tutti a gambe all'aria. Poi per fortuna c'è venuta l'idea. Facciamo arrivare le cultivar straniere in Italia e il gioco è fatto.”

Il superintensivo di cui mi parlava prima?
“Certo, perchè molti di noi hanno fatto impianti in proprio? Non ci fidiamo degli olivicoltori. Se tra cinque o sei anni ci smantellano gli oliveti superintensivi cosa facciamo? La terra ora costa pochissimo, qualche centinaio di migliaio di piante e il gioco è fatto. Il DNA è sistemato.”

Insomma, i processi non sono mai un problema
“Ci hanno seriamente preoccupati i processi mediatici, quelli sì. Abbiamo perso quote di mercato, vendite e fatturato. Un disastro. Per quelli in tribunale... Se hai l'avvocato giusto insabbi tutto e poi comunque arriva sempre la prescrizione che ti risolve ogni problema. E ritorni pulito come il cu** di un bambino. Non ne conosco uno di industriale dell'olio pregiudicato. Non uno.”

Il falso olio italiano continua a girare
“Certo che sì, ci siamo quietati per un anno o due ma poi i bilanci delle aziende stavano soffrendo troppo. Si è tornati al vecchio business, che funziona tanto bene.”

I consumatori internazionali non rischiano di disaffezionarsi all'olio Made in Italy?
“Meglio, così almeno la finiamo con questa storia dell'olio italiano, della qualità, bla bla bla. Rimpiango di non essermi trasferito in Spagna o negli Usa come hanno fatto alcuni colleghi. Loro sì ci avevano visto giusto. L'Italia non ama gli imprenditori lungimiranti come noi, che diamo lavoro e facciamo girare l'economia. Vogliono le nostre tasse e pretendono che seguiamo anche le regole? Si fottano!”

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Identificare la varietà di olivo dal nocciolo dell'oliva

L'analisi morfometrica dei noccioli di olivo rappresenta un'alternativa promettente agli approcci genetici tradizionali, spesso complessi e costosi, per l'identificazione delle varietà. Presentato un dataset completo di caratteristiche morfometriche di noccioli di olivo, aprendo nuove prospettive per la ricerca archeobotanica e per la gestione delle collezioni di germoplasm

18 luglio 2026 | 12:00

L'arca olearia

La mosca dell’olivo e il caldo: quando la temperatura diventa un’alleata

La mosca dell’olivo è un avversario formidabile, ma la sua biologia, fortemente legata alla temperatura, fornisce le chiavi per un suo controllo più razionale e sostenibile. Conoscere le sue soglie termiche significa trasformare il caldo da nemico in un potenziale alleato

17 luglio 2026 | 16:00

L'arca olearia

Zeoliti vulcaniche: la risposta naturale per l'olivicoltura sostenibile in condizioni di stress idrico

Uno studio quinquennale dimostra l'efficacia dell'ammendante naturale nel migliorare la crescita dell'olivo e la fertilità del suolo. L'utilizzo di tufo zeolitico vulcanico come ammendante del suolo rappresenta una soluzione innovativa e sostenibile per l'olivicoltura in regioni aride e semiaride

17 luglio 2026 | 15:00

L'arca olearia

Un sensore low-cost per valutare la maturazione delle olive e la qualità direttamente in campo

Un dispositivo multispettrale economico, basato su intelligenza artificiale, promette di rivoluzionare il monitoraggio della maturazione delle olive, offrendo agli agricoltori uno strumento portatile per decisioni tempestive e mirate

17 luglio 2026 | 14:00

L'arca olearia

Il calcio e il carbonio nel suolo degli oliveti: un equilibrio fondamentale per la fertilità e la sostenibilità

Rivelata l'importanza del calcio come elemento chiave per la stabilizzazione del carbonio organico e inorganico nei suoli calcarei degli oliveti. L'uso combinato di fertilizzanti minerali e letame ovino, rispetto alla sola concimazione organica, modifica profondamente la distribuzione del carbonio tra le forme organiche e inorganiche, influenzando la fertilità a lungo termine

17 luglio 2026 | 13:00

L'arca olearia

Un bioerbicida per controllare le malerbe dell'oliveto

Gli studi scientifici del Progetto HERBILAV confermano il potenziale erbicida dei sottoprodotti della distillazione della lavanda, aprendo nuove prospettive per il controllo delle malerbe in oliveto e oltre

17 luglio 2026 | 10:00

new