L'arca olearia
E' già allarme per la prossima campagna olearia: fioritura delude le aspettative
Dopo la fioritura è tempo di primi bilanci per comprendere le potenzialità di produzione di olio d'oliva. Serpeggia preoccupazione in tutto il bacino del Mediterraneo. La siccità e le alte temperature stanno seriamente influenzando le prospettive di raccolta
02 giugno 2017 | T N
Si guarda agli oliveti e agli olivi con preoccupazione, dopo la passata campagna olearia con produzione a 2,7 milioni di tonnellate, si sperava in un rimbalzo e in un'annata da record ma le prime proiezioni, basate sulle fioriture, suggeriscono cautela.
In tutto il bacino del Mediterraneo, soprattutto in Spagna, Portogallo e in nord Africa, serpeggia molto preoccupazione per la siccità che dura da molte settimane e che ha negativamente influenzato fioritura e allegagione. Difficoltà, anche se più a macchia di leopardo, anche in Italia e in Grecia.
Allo stato attuale nessun operatore scommette su una campagna olearia da 3 milioni di tonnellate o più. Ci si attende, ragionevolmente, un risultato analogo a quello della campagna 2016/17.
In Spagna a soffrire maggiormente per caldo e siccità è stata soprattutto l'Andalusia. Le prime stime delle cooperative e degli agronomi locali indicano una produzione oscillante tra 1 e 1,2 milioni di tonnellate. L'intera produzione spagnola non sarà superiore a 1,4 milioni di tonnellate ma potrà avvicinarsi anche a 1,2 milioni. A seconda dell'evolvere del meteo nelle prossime settimane potrebbe essere persino inferiore alle 1,28 milioni di tonnellate della campagna olearia appena passata.
In Italia, le prime indicazioni evidenziano la buona performance dell'area a nord di Bari, con una produzione persino in leggera crescita rispetto all'anno precedente, a fronte di serie difficoltà a sud di Bari e nel foggiano, dove si attende un calo. Situazione critica invece in tutto il Salento. Produzione in aumento sia in Calabria sia in Sicilia, anche se si teme che caldo e siccità possano ridurre significativamente il potenziale produttivo. Situazione molto più a macchia di leopardo man mano che si sale lungo lo Stivale, con le aree appenniniche che sembrano aver subito maggiormente le condizioni climatiche avverse. Nel complesso, a seconda dell'andamento dell'estate, la produzione italiana varierà tra le 250 e le 350 mila tonnellate.
Molta preoccupazione anche in Grecia dove si attendeva un rimbalzo produttivo soprattutto a Creta. Qui la fioritura pareva promettente, mentre l'allegagione, sulla base delle prime indicazioni, è inferiore alle aspettative. Si teme che la siccità possa tagliare ulteriormente la produzione che non dovrebbe superare le 270 mila tonnellate ma potrebbe scendere anche sotto le 200 mila.
Spaccata quasi a metà la Tunisia, con il nord irriguo che sta reggendo bene le condizioni climatiche avverse, mentre il sud soffre molto, con una prospettiva di produzione che non dovrebbe superare le 150-180 mila tonnellate.
Nel complesso, la produzione attesa non supera le 2,9 milioni di tonnellate, con il serio rischio di replicare le 2,7 milioni di tonnellate di questa campagna olearia.
Al prossimo raccolto si arriverà con giacenze mondiali praticamente pari a zero in tutti i paesi produttori, Spagna compresa.
Una produzione da 2,9 milioni di tonnellate potrebbe essere sufficiente a soddisfare i consumi mondiali, anche tenuto conto di una potenziale flessione negli acquisti dovuta agli alti prezzi, ma una produzione da 2,7 milioni di tonnellate provocherebbe un sensibile arretramento dei consumi, a beneficio di altri grassi e oli vegetali.
A fronte di un potenziale calo delle quotazioni all'ingrosso durante l'estate, dovuto soprattutto alla riduzione degli scambi, è ipotizzabile un mercato sostenuto all'avvio della campagna olearia.
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