L'arca olearia

Il pericolo nascosto: residui di fitofarmaci nell'olio di oliva e nelle olive da mensa

L'entità del residuo dipende, oltre che dalla dose utilizzata, anche dalla sue velocità di scomparsa. La maggior parte dei principi attivi ha tempi di semivita compresi tra uno e due settimane. La maggior parte dei fitofarmaci, però, è lipofila, per cui tende a concentrarsi nell'olio

12 maggio 2017 | R. T.

Non sono molti gli studi scientifici che riportano dati e indagini sui residui di fitofarmaci nelle olive e nell'olio.

Rispettare dosi indicate e tempi di carenza è passo necessario, ma non sempre sufficiente, per garantire che il prodotto si confaccia a standard qualitativi, spesso dettati dal mercato, sempre più restrittivi.

Un lavoro scientifico di Paolo Cabras dell'Università degli studi di Cagliari, sebbene un po' datato, essendo del 2002, può comunque venire in aiuto, risolvendo dubbi e perplessità sia per l'olio extra vergine di oliva sia per le olive da mensa.

Innanzitutto è bene ricordare che l'entità del residuo presente sulle olive dipende, oltre che dalla dose utilizzata, dalla sua velocità di scomparsa. La maggior parte dei fitofarmaci ha tempi di semivita (ovvero il tempo per dimezzare la sua concentrazione rispetto a quella iniziale dopo il trattamento) compresi tra uno e due settimane.

Se ci riferiamo all'olio, ogni fitofarmaco presenta un fattore di concentrazione peculiare che dipende dalle caratteristico chimico fisiche della molecola sia dal livello di concentrazione nel frutto alla raccolta. Eccezion fatta per il dimetoato, il cui il 20% della concetrazione nel frutto viene poi a ritrovarsi nell'olio, la maggior parte dei pesticidi è lipofila per cui tendono a concentrarsi nell'olio, mediamente di un fattore 3.

Da notare che il lavaggio in frantoio non sempre determina un abbassamento della concentrazione del fitofarmaco. Il lavaggio, infatti, può portar via solo la parte di presidio fitosanitario che è depositato esternamente, sulle cere e sulla polvere eventualmente presente sulla superficie del frutto. Nel caso di molecole lipofile queste hanno tutte una capacità di penetrare la cuticola, di fatto rendendo ininfluente il lavaggio.

E' importante sottolineare che, una volta nell'olio, i principi attivi generalmente subiscono solo lievissime degradazioni, addirittura alcuna degradazione, come nel caso del dimetoato, fino a 240 giorni.

In biologico i principi insetticidi utilizzabili sono le piretrine naturali e l'azadiractina. L'intervallo di sicurezza delle piretrine è molto basso, 2 giorni, e la loro fotolabilità molto alta rende improbabile riscontrarne la presenza nell'olivo e nell'olio. Simili considerazioni possono essere effettuate anche per l'azadiractina. Una prova residui su olivo, condotta in condizioni di buona pratica agricola, ha confermato la rapida biodegradabilità del principio attivo che in tre giorni si degrada per il 90% e dopo una settimana è a livelli non più determinabili.

Ma cosa accade alle olive durante la lavorazione da mensa? Nel caso del dimetoato il metodo di lavorazione acqua e salamoia consente l'eliminazione completa del residuo dopo 8 giorni. Col metodo Sivigliano il dimetoato viene ugualmente eliminato completamente. Attenzione però al clorpyrifos, sebbene vietato su olivo, la vicinanza con vigneti può portare a contaminazioni accidentali. Il trattamento con soda lo elimina completamente, mentre la lavorazione acqua e salamoia ne riduce la concentrazione tra il 33 e il 58%.

Conoscere bene le molecole utilizzate in campo e quelle che possono arrivare nell'oliveto per contaminazioni accidentali da colture vicine, è quindi determinante per comprendere il potenziale rischio di residui indesiderati nelle olive e e nell'olio.

Bibliografia

Paolo Cabras, Impatto dei fitofarmaci in olivicoltura, Atti "la difesa dai fitofagi in condizioni di olivicoltura biologica", Accademia Nazionale dell'Olivo e dell'Olio, Ottore 2002

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Un nuovo processo sottovuoto per rivoluzionare la produzione di olive da tavola

Attraverso l’utilizzo del vuoto come strumento tecnologico, si vuole ridurre i danni provocati dall’ossidazione e dalle fermentazioni incontrollate, migliorando allo stesso tempo la qualità organolettica e commerciale delle olive

09 marzo 2026 | 09:00

L'arca olearia

Serve un disciplinare e una certificazione per l'olio di oliva sostenibile

Il 74% degli italiani chiede maggiori informazioni su sostenibilità dell’olio e della filiera e otto consumatori su 10 si dichiarano più incentivati all’acquisto dopo una comunicazione incentrata sulla sostenibilità del prodotto

07 marzo 2026 | 10:00

L'arca olearia

Promozioni ai massimi e prezzi dell’olio extravergine di oliva ai minimi: l’immagine dello scaffale

I dati Nielsen certificano che il mondo dell’industria e dell’imbottigliamento dell’olio extravergine di oliva si è arreso alla logica delle rotazioni e volumi. Monini, De Cecco e Clemente dominano i volantini. La percezione dell’olio cade sempre più in basso: l’italiano si vende solo a buon prezzo

06 marzo 2026 | 17:30 | Alberto Grimelli

L'arca olearia

Ecco la squadra di potatura dell’olivo più efficace o economica

Al momento la potatura è seconda solo alla raccolta in termini di costi, poiché rappresenta generalmente circa il 20-30% dei costi annuali di coltivazione. Confrontate cinque squadre di potatura dell’olivo con strumenti diversi

06 marzo 2026 | 15:00

L'arca olearia

Quali sono le differenze chiave tra gli oli extravergini di oliva monovarietali italiani?

La caratterizzazione volatile, fenolica e terpenica e profilo sensoriale alla base delle differenze tra gli oli monovarietali italiani. Ecco la caratterizzazione sensoriale/chimica completa di 320 campioni 13 cultivar italiane

06 marzo 2026 | 14:00

L'arca olearia

Controllo biologico dell'occhio di pavone dell'olivo con Aureobasidium pullulans

Riscontrati vari gradi di inibizione della crescita fungina, con Alternaria tenuissima che si è dimostrata molto sensibile. Il test in vivo dimosra una soppressione al 100% dei sintomi dell'occhio di pavone dell'olivo, evidenziando il suo notevole potenziale come agente di biocontrollo

06 marzo 2026 | 13:00