L'arca olearia
Un'aggiunta di foglie in frangitura, ora si può scoprire
In taluni territori è persino tradizione aggiungere un poo' di foglie in fase di frangitura, per far l'olio più verde e più pungente. Oltre agli esperti assaggiatori, ora se ne potrebbero pure accorgere le analisi chimiche
20 gennaio 2017 | R. T.
Una ricerca tunisina ha indagato la composizione dell'olio extra vergine di oliva, con e senza l'aggiunta di foglie in fase di frangitura.
E' noto che una vecchia tecnica frantoiana vuole che l'aggiunta di foglie possa migliorare sia il colore dell'olio, facendolo diventare più verde, sia la componente di pungente, dando così “corpo” a oli un po' piatti.
Premesso che si tratta di usanze superate, poiché un po' più di colore verde è estraibile attraverso una gramolazione chiusa a temperatura più elevata e più lunga e che un maggior carico fenolico è ottenibile attraverso le tecnologie di scambio termico evolute, vediamo i risultati della ricerca tunisina.
La ricerca ha preso in esame le varietà Chemlali, Chetoui, Zalmati.
Due le tesi a confronto: una frangitura da olive completamente defogliate e una frangitura col 3% di foglie aggiunte.
E' interessante notare come il contenuto di steroli non varia tra le tesi. Non c'è quindi alcuna differenza, né in termini di quantità assolute, né di quantità per singolo sterolo tra un olio con e senza foglie aggiunte.
Cambia, però, il profilo fenolico dell'olio, in particolare per la cultivar Chetoui.
I composti fenolici più abbondanti sono sempre stati gli stessi ma nell'olio ottenuto con frangitura con foglie è stato riscontrato un maggior numero di composti fenolici individuati. Questo significa che alcuni fenoli, caratteristici delle foglie, hanno la capacità, in fase di frangitura, di trasferirsi all'olio.
Si tratta, comunque, di un'analisi di dettaglio poiché la quantità complessiva di composti fenolici, tra le due tesi, era minima, con un incremento solo molto leggero del contenuto totale fenolico per l'olio con aggiunta di foglie.
Bibliografia
Sonda Ammar, Hasim Kelebek, Akram Zribi, Mounir Abichou, Serkan Selli, Mohamed Bouaziz, LC-DAD/ESI-MS/MS characterization of phenolic constituents in Tunisian extra-virgin olive oils: Effect of olive leaves addition on chemical composition, Food Research International, Available online 5 November 2016, ISSN 0963-9969
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
PhenOlives apre la prima linea industriale al mondo di farina di olive
Il frantoio si evolve da produttore esclusivo di olio a piattaforma di recupero integrale della biomassa all'interno di uno schema di bioeconomia circolare, con la produzione di farina di oliva ricca di fibre e senza glutine e frazioni concentrate di polifenoli
03 marzo 2026 | 09:00
L'arca olearia
Valutazione dell'interazione tra condizioni climatiche e fenologia dell'olivo
Utilizzare modelli matematici per stimare i diversi periodi fenoligici dell'olivo, a partire dalla fioritura, può divenire molto utile non solo per affrontare i cambiamenti climatici ma anche per gestire le pratiche agronomiche in annate
02 marzo 2026 | 14:00
L'arca olearia
Gli effetti del carico produttivo e del deficit idrico sul profilo fenolico delle olive
Il diradamento delle olive, simulando una cascola precoce, influisce in modo limitato sull’accumulo di olio nel frutto. Il deficit idrico determina una diminuzione significativa della resa in olio già dalle fasi intermedie di maturazione. L'impatto sui fenoli
27 febbraio 2026 | 16:30
L'arca olearia
Intelligenza artificiale per l'olivicoltura: cosa sa fare e cosa ancora no
E' possibile utilizzare l'IA per migliorare l'efficienza e la sostenibilità dei processi di produzione, manutenzione e raccolta delle olive. Algoritmi di Deep Learning come Convolutional Neural Networks per l'identificazione della cultivar e la classificazione delle malattie fogliari e la previsione dei raccolti con elevate accuratezze
27 febbraio 2026 | 16:00
L'arca olearia
Differenziazione fiorale e dinamiche di allegagione nell'olivo
La differenziazione fiorale si avvia diversi mesi prima dell’antesi e comprende due fasi: induzione, regolata da segnali endogeni e da accumulo di freddo invernale, e differenziazione morfologica. L'equilibrio dinamico tra genetica, fisiologia e ambiente
27 febbraio 2026 | 15:30
L'arca olearia
Il contributo dell'olivo al mantenimento della stabilità del suolo e contro il dissesto idrogeologico
Gli olivi adulti forniscono un contributo comparabile a vigneti con inerbimento permanente, pur risultando inferiori a boschi. Tuttavia, rispetto a vigneti totalmente lavorati o aree arate, anche gli olivi garantiscono una riduzione apprezzabile della suscettibilità al dissesto
27 febbraio 2026 | 14:40