L'arca olearia
Mosca delle olive e stress: influenza su quantità e qualità dell'olio d'oliva
E' iniziata da pochi giorni l'inolizione dei frutti. L'accumulo d'olio, e le sue caratteristiche, dipendono sensibilmente da fattori ambientali e agronomici. Non è solo questione di sentore di verme o acidità
02 settembre 2016 | R. T.
L'inolizione delle olive è iniziata da pochi giorni, generalmente ha infatti inizio dell'ultima decade di agosto/inizi di settembre.
Molti fattori, ambientali e agronomici, possono influenzare l'accumulo di olio da parte delle olive e la sua qualità.
L'olio viene prodotto dalle cellule del mesocarpo (polpa) per essere poi trasferito, sotto forma di microgocce, all'interno dei vacuoli. Questo processo è regolato geneticamente. E' questa la ragione per cui vi sono varietà che “rendono” di più e altre di meno.
Nonostante la regolazione genetica sia il primo fattore per importanza nel processo di inolizione, fattori ambientali, come pioggia e sole, e agronomici, stress e mosca delle olive, possono determinarne un rallentamento, per accelerare invece altre vie metaboliche.
Durante la fase di inolizione è utile che l'olivo non soffra di stress idrico. L'acqua è infatti un fattore chiave. Ad esempio recenti studi hanno provato anche come modeste quantità d’acqua durante questo periodo ingrossano il frutto ed influiscono positivamente sull’accumulo dell’olio. Non solo, più volte è stato dimostrato che carenze nutrizionali possono portare a perdite produttive. Il potassio induce un aumento di rendimento in olio e regola importanti attività enzimatiche responsabili della sintesi degli aminoacidi e degli acidi fenolici nell’oliva.
L'irrigazione, anche quando attuata in deficit al 50 o al 75% del fabbisogno giornaliero, è quindi utile all'olivo, all'ingrossamento delle drupe e all'accumulo di olio.
Nel caso del potassio, invece, alcuni olivicoltori hanno iniziato sistematicamente a effettuare concimazioni fogliari a base di potassio, specie in settembre. Ai fini dell'inolizione, ricordiamo però, che la concimazione fogliare è utile iniziarla prima dell'indurimento del nocciolo (quindi a metà luglio) poiché questa pratica riduce la cascola dei frutti, migliorando la produttività dell'oliveto. Inoltre ricordiamo che, specie a settembre, è sconsigliabile effettuare trattamenti con fertilizzanti fogliari fosfo-potassici. Il fosforo, infatti, diminuisce la resistenza dei frutti al distacco e accelera la loro maturazione. Un intervento tardivo con fosforo può dunque portare a cascole inattese.
Gli attacchi di mosca delle olive possono determinare cali produttivi significativi, non solo in ragioni delle cascole di frutti con foro di uscita, quindi completamente compromessi.
Cosa accade quando un frutto è attaccato dalla mosca? Le larve scavano delle gallerie, riducendo il numero di cellule dedite all'inolizione, ma anche innescando vie metaboliche di difesa, con una maggiore produzione di composti di protezione, quali sono i composti fenolici.
Nel complesso in ragione del numero e della lunghezza delle gallerie vi può essere una significativa riduzione dell'inolizione. Non solo, le gallerie sono anche fonte di ossidazione, con un prevedibile aumento dell'acidità dell'olio, con immediata risposta metabolica che induce una maggior produzione di fenoli. E' quindi necessario, ai fini quali-quantitativi, intervenire tempestivamente nel caso di attacchi di mosca, così impedendo alle larve di svilupparsi e quindi arrecare danni al frutto.
E' inoltre noto che, sulle ferite da ovodeposizione, specie a seguito di emissione di essudati, si possano insediare anche altre specie patogene, tra cui funghi. Tali funghi, proliferando dall'esocarpo (buccia) al mesocarpo (polpa) provocano, al pari della mosca delle olive, una riduzione dell'inolizione, un degradamento della qualità dell'olio complessivo e un aumento dell'acidità.
Nel caso di numerosi attacchi di mosca delle olive e di condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli all'instaurarsi di infezioni fungine (piogge e umidità elevata) può quindi essere utile procedere a un trattamento rameico, volto a prevenire l'insorgenza di patologie batteriche o fungine sui frutti.
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