L'arca olearia
ALL’APPELLO MANCANO DUE O TRECENTOMILA TONNELLATE D’OLIO E IL MERCATO E’ IN FIBRILLAZIONE. I PREZZI SALGONO, LE GIACENZE DIMINUISCONO
Cronaca di un mercato impazzito, dove l’olio raffinato costa quanto un buon extra vergine. Dopo l’incredibile rialzo delle quotazioni registrato tra la fine di dicembre e gli inizi di gennaio, ora si osserva una sostanziale stabilità e pochi scambi. I buyers stanno alla finestra?
04 febbraio 2006 | Alberto Grimelli, Marcello Scoccia
Nelle ultime settimane i prezzi dellâextra vergine sulle principali piazze si sono assestati su livelli piuttosto alti, inconsueti comunque alla luce dellâandamento delle quotazioni negli ultimi anni.
Lâexploit si è registrato proprio tra la fine di dicembre e gli inizi di gennaio quando molti analisti prevedevano una diminuzione dei listini. In effetti si è trattato di un rialzo alquanto anomalo se consideriamo che le stime produttive sono state per lo più confermate.
La Spagna ha prodotto circa 750-800 mila tonnellate dâolio, la Tunisia 200 mila, la Grecia si è mantenuta sui livelli produttivi abituali. Resta, come spesso è accaduto e accade lâincognita italiana, con una produzione reale e vendibile allâingrosso che si conferma essere di 300 mila tonnellate o meno.
Rispetto a unâannata ânormaleâ nel bacino del Mediterraneo risultano quindi latitanti 200-300 mila tonnellate dâolio. Una quantità tuttâaltro che impressionante, tanto più se si considerano le giacenze comunitarie che istituzioni e associazioni dei produttori rilevavano essere ancora considerevoli prima dellâinizio della campagna olearia 2005-2006. Eppure, i prezzi sono saliti. Il dubbio che gli stock dichiarati fossero decisamente più elevati di quelli reali non è quindi privo di qualche fondamento.
Ogni previsione di andamento del mercato è, in questo momento, strettamente legata con la percezione e le analisi che i buyers hanno e avranno delle disponibilità di olio extra vergine di oliva nei prossimi mesi. Un momento di riflessione, una pausa che si evince anche dalla calma e dalla scarsità degli scambi negli ultimi giorni.
Considerando che le stime produttive non fanno prevedere una effettiva mancanza di prodotto, incapace di soddisfare la domanda di olio extra vergine dâoliva sia a livello nazionale sia internazionale, è plausibile ritenere che presto assisteremo a una riduzione, o quantomeno a una stabilità , dei prezzi. Una deduzione e una convinzione basata anche sulla correlazione negativa tra prezzo e consumo di massa per il prodotto extra vergine dâoliva. Eâ infatti noto che esiste una vasta fascia di utenza che potrebbe tornare a consumare altri grassi, in primis oli di semi, allorché i prezzi dellâextra vergine si alzassero oltre a una determinata soglia che, fino a qualche anno fa, era indicata in 6 euro al litro.
Il mercato di nicchia
Le quotazioni dellâolio convenzionale oggi sono il vero riferimento anche per gli extra vergini di nicchia. Un dato, al tempo stesso, normale e allarmante.
Eâ infatti consueto che il prezzo della commodity, ovvero del bene di prima necessità , sia il metro di paragone e confronto anche per produzioni elitarie. Tuttavia, usualmente, esistendo in mercati ben distinti e definiti, non vi è una reale correlazione tra quotazioni della commodity e del bene di lusso.
Così non è per lâolio extra vergine di oliva, dove si registra una dinamica dei prezzi sostanzialmente identica per olio convenzionale e oli di nicchia.
Eâ quindi lampante che gli oli a denominazione di origine, biologici o comunque certificati non sono ancora riusciti ad affermarsi, creando una propria identità ben distinguibile che li collochi in un altro mercato rispetto al comune extra vergine.
La vera anomalia è lâolio raffinato
Eâ realmente stupefacente, e senza alcuna apparente giustificazione plausibile, la quotazione raggiunta dallâolio raffinato in queste ultime settimane, che si colloca a poche decine di centesimi di euro da un buon extra vergine.
Uno scenario che preveda lâequivalenza di prezzo, non soltanto sostanziale, tra olio di oliva e extra vergine è quindi meno futuristico.
Altre stranezze e singolaritÃ
La Spagna patria dei prezzi bassi? Non si direbbe stando alle ultime quotazioni raggiunte anche dagli oli andalusi, che recentemente hanno persino superato quelli greci. Straordinario poi il prezzo raggiunto dallâArbequina, che ha superato anche lâitalianissima Coratina.
Ancora più anomalo la quotazione, non riportata in borsino, dellâolio tunisino, questâanno di buona qualità , specie nel nord del Paese, i cui listini sono andati via vi aumentando, non differenziandosi sostanzialmente, allâattualità , da quelli italiani e spagnoli.
Eâ la Grecia, in questo strano quadro, a offrire oli pregevoli, in particolare a Creta, a prezzi decisamente competitivi.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Olio d'oliva da raccolta anticipata: dove nascono il verde, l’amaro e il piccante
Il profilo organolettico dipende dall’interazione fra maturazione della drupa, rapporto polpa/nocciolo, attività enzimatica e patrimonio fenolico. Comprendere questi meccanismi permette all’olivicoltore di scegliere il momento di raccolta in funzione dell’olio che vuole ottenere
13 ottobre 2026 | 13:00
L'arca olearia
Raccolta delle olive meccanica vs manuale: stato attuale e futuro
La scelta tra raccolta manuale e meccanica è oggi una delle decisioni più strategiche per l’olivicoltore. Se da un lato la raccolta a mano garantisce delicatezza e selezione, dall’altro la meccanizzazione riduce i costi e accelera le operazioni. Ecco prestazioni e criticità delle due tecniche
12 ottobre 2026 | 15:00
L'arca olearia
Le rese in olio al frantoio in Italia tornano in media: 11% ai primi di ottobre. Eccezioni in Calabria e Liguria
Al 5 ottobre le olive molite a livello nazionale ammontano a 9.809 tonnellate, con una produzione di olio pari a 1.111 tonnellate e una resa media nazionale dell'11,33%. Il confronto con le rese medie storiche di ottobre evidenzia come la campagna in corso si collochi su valori generalmente in linea, o lievemente inferiori, rispetto alle annate precedenti
12 ottobre 2026 | 14:00
L'arca olearia
Giacenze di olio extravergine di oliva italiano a 82 mila tonnellate: la filiera rischia il blocco
Si confermano le previsioni di Teatro Naturale che ipotizzava scorte a 80 mila tonnellate a fine campagna olearia. E' da evitare il panico, si può prefigurare uno scenario simile al 2021. Occorre solo evitare la trappola finanziaria per frantoi e imbottigliatori
12 ottobre 2026 | 11:00 | Alberto Grimelli
L'arca olearia
Irrigare l’oliveto intensivo: benefici produttivi e costi ambientali. Cosa insegna la ricerca sul modello Arbequina
Uno studio decennale condotto su larga scala su cultivar Arbequina ha analizzato gli effetti dell’irrigazione sulle caratteristiche del frutto, sul lavoro dei frantoi e sull’impronta idrica. I risultati mostrano che l’irrigazione aumenta la resa per ettaro, ma riduce il contenuto di grasso sul peso fresco e peggiora le prestazioni ambientali legate al consumo di acqua blu
11 ottobre 2026 | 11:00
L'arca olearia
Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia: ricerca e innovazione contro Xylella fastidiosa
Ecco lo stato dell'arte, i risultati e le conclusioni al 30 giugno 2026 degli 11 progetti di ricerca finanziati dal Ministero della sovranità alimentare contro Xylella fastidiosa, il killer degli olivi
11 ottobre 2026 | 09:00