L'arca olearia

L'olio di Coratina e Carolea è extra vergine di oliva. Un sospiro di sollievo per l'Italia

Il Coi rivede i limiti degli acidi grassi minori che rischiavano di mettere fuori gioco gli oli di Coratina e Carolea. Soluzione di compromesso per gli etil esteri. Un ottimo lavoro della squadra olivicolo-olearia nazionale, a partire dal Ministero delle politiche agricole. La ratifica dell'accordo a luglio

06 maggio 2016 | Alberto Grimelli

Per il Sud Italia olivicolo-oleario è tempo di un sospiro di sollievo.

Gli oli di Carolea e Coratina con valori leggermente troppo alti di alcuni acidi grassi minori torneranno nell'alveo della categoria olio extra vergine di oliva.

Nella sessione del 21 e 22 aprile scorso a Madrid del Comitato di esperti chimici, infatti, l'Italia è riuscita a spuntare l'innalzamento dei valori degli acidi grassi minori come segue:
- acido eptadecanoico 0,40%
- acido eptadecenoico 0,60%
- acido eicosenoico 0,50%
Ricordiamo che i limiti sono fissati con due decimali.

Per l'acido eptadecanoico, per esempio, la Carolea poteva arrivare a valori di 0,38%, contro il precedente limite a 0,3%. Per l'acido eicosenoico, per esempio, la Coratina poteva avere valori di 0,42%, ovvero 0,02% sopra il precedente limite.

Nel corso della sessione non è stato affrontato il tema degli steroli, problema che attanaglia la Coratina in purezza, che talvolta non riesce ad arrivare al limite di legge dei 1000 mg/kg di steroli totali.

Durante la stessa sessione degli esperti chimici del Coi è stato discusso anche un altro importante parametro di qualità dell'olio extra vergine di oliva: quello degli etil esteri. Su questo argomento, e non da oggi, Italia e Spagna avevano pareri talmente discordi che i chimici degli altri paesi hanno deciso di costituire una commissione senza gli esperti italiani e spagnoli. Esaminati i dati questa commissione ha deciso di far rimanere invariato il limite. Durante la riunione del 21 e 22 aprile è stata ratificata la decisione anche se L’Italia ha fatto mettere a verbale una dicharazione di non assenso con la decisione, rimarcando così la propria posizione a favore della qualità.

L'Italia ha vinto un'importante partita a scacchi per tutelare la propria produzione olivicolo-olearia. Un gioco di squadra impeccabile, a partire dalla nostra rappresentanza del Ministero delle politiche agricole al Coi.

Infatti il tema degli acidi grassi minori non era all'ordine del giorno della riunione del 21 e 22 aprile. La discussione a Roma tra la filiera olivicolo-olearia nazionale, il Ministero delle politiche agricole e il neo direttore esecutivo del Coi Abedllatif Ghedira ha sicuramente agevolato il percorso, rendendo possibile la risoluzione della vicenda in tempi rapidi.

Ora infatti si attende solo la ratifica della decisione durante il Consiglio ordinario dei paesi membri del Coi che si terrà a luglio.

Abbiamo chiesto al Prof. Maurizio Servili dell'Università di Perugia qualche ragguaglio tecnico.

- la discussione si è concentrata soprattutto sull'acido eicosenoico. Perchè?
L'acido eicosenoico è un acido grasso monoinsaturo a C20 che, sebbene minore in termini quantità, è utilizzato anche come parametro di purezza negli oli estratti dalle olive. E' chiaro che un aumento del limite doveva essere valutato con cautela. L'Italia ha portato al Coi molti dati per sostenere la propria tesi, ovvero la necessità di un innalzamento del valore.

- l'Italia ha chiesto di portare il limite a 0,45 ma poi è stato rialzato a 0,5. Preoccupazioni sul fronte della qualità?
Nessuno, stiamo parlando della seconda cifra decimale. Anche a 0,45 gli oli italiani di alcune aree geografiche caratterizzate da valori del parametro oltre lo 0.40% della composizione acidica totale non avrebbero avuto problemi ma si è deciso un ulteriore innalzamento considerando che molti fattori climatici e agronomici che possono incidere su tale valore stanno cambiando.

- per gli etil esteri il limite rimane invariato a 35 mg/kg. Nessun abbassamento a 30 mg/Kg. Una sconfitta per l'Italia?
Bisogna essere realisti. Di fronte a una parte della filiera olivicolo-olearia spagnola che avrebbe forse voluto rimuovere il parametro, aver confermato gli etil esteri come importante parametro di qualità è un successo. Speriamo col tempo, così come accaduto per altri parametri, di poter abbassare i limiti. Esperienze come quella della campagna olearia 2014/15 suggeriscono cautela. E' chiaro che ormai gli etil esteri non sono più un parametro in discussione e questo è un bene per la qualità degli oli in commercio.

- vi è possibilità di ottenere anche un abbassamento del limite per gli steroli?
Per gli steroli totali la cosa è diversa. Dal punto di vista procedurale, non possiamo parlare di abbassamento del limite ma di introduzione di un albero decisionale. In ogni caso, il problema degli steroli totali sotto il limite di 1000 mg/kg che ritroviamo per esempio negli oli di Coratina prodotti in purezza in alcune annate sia risolvibile. E' un'eccezione e come tale va trattata. In altri casi simili eccezioni, dovute a fattori territoriali o varietali, sono state discusse e risolte con successo a livello Coi appunto attraverso l'introduzione di alberi decisionali volti a garantire in ogni caso il giusto grado di purezza anche in oli con un solo parametro analitico fuori dagli standard. Non vedo perchè non possa accadere lo stesso anche per gli steroli totali su Coratina.

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