L'arca olearia
Gli antofagi dell'olivo: in pericolo la produzione d'olio d'oliva
Fra le specie che, con l’apparato boccale masticatore, rodono i fiori, la più nociva è la tignola le cui larve possono causare danni significativi. Presente talvolta in maggio anche il coleottero Omophlus lepturoides
21 aprile 2016 | Santi Longo
Varie specie antofile sono attratte dai fiori dell’olivo; le api mellifere (Apis mellifera) e vari apoidei solitari, vi raccolgono abbondante polline di colore giallo dorato, senza danneggiare le mignole; nocivi sono numerosi fitomizi che, con gli stiletti boccali, pungono i fiori. Oltre al Tisanottero Liothrips oleae, il Rincote eterottero Calocoris trivialis, e altri Miridi, frequentemente causano la colatura di un certo numero di mignole.
Fra le specie che, con l’apparato boccale masticatore, rodono i fiori, la più nociva è la Tignola (Prays oleae), le cui larve della generazione antofaga, possono causare danni soprattutto su piante giovani o con scarsa fioritura.
Più o meno occasionale è la presenza del coleottero Alleculide Omophlus lepturoides che, saltuariamente, nel mese di maggio, compare in gran numero, negli oliveti. Di norma le larve terricole, del coleottero, sono attivamente predate da Carabidi del genere Chlaenius e da Acinopus picipes, grazie anche ai quali, solo saltuariamente, si verificano massicci sfarfallamenti di adulti dell’Omoflo.
Per proteggere e favorire la presenza e l’utile attività di tali ausiliari, è necessario lasciare negli oliveti delle aree rifugio.
In letteratura gravi infestazioni di O. lepturoides sono state segnalate nel Lazio, a metà dell’800 e, dopo un secolo, nelle Alpi Apuane e in Francia; negli anni ’60, l’insetto è comparso in gran numero in vari oliveti della Sicilia meridionale (Agrigento) e orientale (Catania). In quest’ultima area, adulti dell’Alleculide, sono frequenti, in primavera, anche su quercia, artemisia, biancospino, pino, agrumi e vite; inoltre, per tutta l’estate, sono presenti sui fiori di varie piante spontanee e in particolare sui fiori di Tanaceto, Asteracea, che vegeta sull’Etna fino a quota 2000 m s.l.m.
Gli adulti, dell’Omoflo hanno il corpo nero, lungo circa 15 mm, con le elitre , di colore ferrugineo, finemente punteggiate. Durante la notte, e al mattino, restano inattivi sulla chioma delle piante; nelle ore più calde, dopo essersi alimentati dei fiori, si accoppiano e successivamente la femmina scende nel terreno nel quale scava una celletta superficiale dove depone da 200 a 300 uova. Le larve, dal tegumento robusto, non sono dannose, vivono nel terreno a spese di radici e tuberi di varie piante erbacee. Di norma i danni prodotti dagli adulti ai fiori dell’olivo sono limitati e, solo eccezionalmente, superano la soglia di attenzione degli olivicoltori.
Fonte: Accademia dei Georgofili - georgofili.info
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