L'arca olearia
Marker chimici per i difetti sensoriali: work in progress e la strada è lunga
Un workshop internazionale, organizzato da Assitol, ha fatto il punto sullo stato della ricerca scientifica in tema di sostanze volatili dell'olio extra vergine di oliva e loro utilizzo in affiancamento con il panel test
26 febbraio 2016 | R. T.
Stimolare nuovi percorsi di ricerca per rafforzare metodi e parametri dell'analisi sensoriale e fornire maggiori garanzie agli operatori e al consumatore.
E' come questo spirito che si è svolto il workshop internazionale organizzato da Assitol in collaborazione col Consiglio oleicolo internazionale.
Il dibattito ha definito lo stato attuale degli studi sui componenti volatili che conferiscono gusto e aroma all'olio, mettendo a confronto diverse esperienze scientifiche in ambito internazionale.
Particolarmente interessante è stata la tavola rotonda che ha concluso la giornata di lavori, durante la quale sono emerse le istanze dell'indutria olearia e le possibilità offerte dallo stato attuale dei lavori scientifici.
I responsabili qualità dell'industria olearia hanno chiesto, quasi all'univoco, un metodo semplice, affidabile e possibilmente economico per definire in maniera oggettiva la qualità organolettica degli oli. La richiesta all'industria è la definizione di 10-15 marker chimici significativi di difetti organolettici, così da comprendere non solo la qualità iniziale del prodotto, ivi compreso la possibilità che il difetto possa essere in una prima fase mascherato dal fruttato o altri attributi positivi, ma anche le eventuali responsabilità lungo la filiera, sia nei confronti dei fornitori sia nei confronti della GDO.
Oggi, come sottolineato nel corso dei lavori, vi sono vari metodi proposti, più o meno sofisticati, che però vanno validati.
"Panel test e analisi chimiche sulle sostanze volatili devono diventare complementari - ha dichiarato Anna Cane, responsabile dei tecnici di Assitol e Federolio - E' tempo che le ricerche scientifiche si possano applicare nei laboratori qualità delle aziende."
Sulla possibilità, però, che lo stato della ricerca possa divenire presto applicativo vi sono diversi dubbi, a partire da quelli di Ramon Aparicio dell'Istituto de la Grasa di Siviglia che ha messo in guardia dall'uso eccessivo della matematica e della statistica in procedure analitiche: "non è detto che la matematica debba o possa applicarsi all'analisi molecolare. Matematica e statistica possono orientare ma non dimmostrare, specie in ambito giuridico, se non affiancate da conoscenze approfondite di biochimica, chimica... Lo stesso difetto, come quello di olive gelate, può dare origine a sensazioni molto diverse, dalla sensazione dolciastra tal quale al sentore di fragola."
Nonostante i molti dubbi sull'analisi molecolare, un percorso di studio per comprendere meglio l'olio extra vergine di oliva è assolutamente auspicabile, anche per avvicinarsi con altri presupposti al consumatore. Lontanissimo dalla tecnologia della chimica e dai riturali del mondo dell'olio, è il re del mercato.
"Quel che ci piacerebbe - ha affermato Angelo Cremonini, presidente del Gruppo oliva di Assitol - è riuscire a coniugare la ricerca della qualità con le esigenze del consumatore, utilizzando i mezzi che la scienza ci mette a disposizione. Promuovendo una vera educazione all'assaggio ed alla conoscenza del prodotto, il consumatore potrà finalmente diventare un giudice importante della qualità."
Emersa inoltre la volontà di rendere sempre più oggettivo il panel test, rafforzando la sua credibilità. La chimica e le ricerche scientifiche, in questo senso, possono venire in aiuto, realizzando degli standard dei difetti che possano servire da riferimento agli analisi sensoriali e, secondo Cremonini: "da questi studi potrebbero scaturire indicazioni preziose per la lorra alle frodi più insidiose."
L'analisi molecolare applicata all'olio extra vergine d'oliva, se non proprio all'anno zero, deve cominciare un lungo percorso in particolare se, da pratiche analitiche in uso commerciale, percorso realizzabile in tempi relativamente brevi, si dovesse passare a metodi analitici ufficiali, riconosciuti dal Coi, diventando oggetto di regolamentazione internazionale.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Quanto costa la raccolta con abbacchiatori al fisico dei raccoglitori di olive?
Uno studio pilota italiano pubblicato su Applied Sciences ha misurato gli effetti acuti di soli 15 minuti di lavoro con un abbacchiatore elettrico. Risultato: aumento significativo di tono e rigidità nei muscoli del braccio dominante, asimmetrie marcate tra i due lati del corpo
27 ottobre 2026 | 13:00
L'arca olearia
La lebbra dell'olivo: conoscerla per difendere la resa e la qualità dell'olio
La lebbra colpisce i frutti in maturazione, provocandone la caduta o la mummificazione, con perdite di produzione che possono arrivare alla totalità del raccolto e con un degrado sensibile della qualità dell'olio. La difesa efficace richiede un approccio olistico
26 ottobre 2026 | 16:00
L'arca olearia
Gli olivicoltori devono imparare a monetizzare la riduzione dei pesticidi
Una ricerca su oltre 5.000 consumatori in cinque Paesi UE dimostra che il 73% è disposto a pagare un premio medio del 24% per un olio extravergine prodotto con il 40% in meno di pesticidi. Ecco cosa dicono i dati e cosa possono fare concretamente le aziende olivicole
26 ottobre 2026 | 14:00
L'arca olearia
Ecco perchè l'olio d'oliva italiano perde terreno: specializzazione alta ma competitività in fuga
Mentre Portogallo e Cile corrono grazie a impianti superintensivi e strategie export aggressive, l'Italia registra il peggior contributo competitivo del campione. La Tunisia è la più specializzata ma la più fragile, la Spagna resta grande ma stagnante. Per il Belpaese la sfida si gioca su qualità, tracciabilità e rilancio del valore, non sui volumi
26 ottobre 2026 | 13:00
L'arca olearia
Dagli olivi di San Lorenzo Maggiore arriva la prima "carta d'identità" chimica e spettroscopica dell'olio
Uno studio dell'Università della Campania Luigi Vanvitelli ha analizzato 45 oli di piccoli produttori della Valle Telesina: la maggior parte rientra nei limiti individuali di acidità e perossidi, quattro campioni li superano. L'ATR-FTIR si conferma strumento rapido di fingerprinting
25 ottobre 2026 | 11:00
L'arca olearia
HACCP nelle olive da tavola: ecco due metodi di valutazione del rischio
Una ricerca condotta su un impianto industriale di Siviglia mette a confronto la matrice 4×4 e l'analisi FMEA applicate alla produzione delle olive verdi alla spagnola e delle olive nere alla californiana: entrambi gli strumenti individuano gli stessi pericoli significativi, ma con sensibilità diverse
25 ottobre 2026 | 09:00