L'arca olearia

I danni degli insetti xilofagi sull'olivo

Oltre agli scolitidi, noti per le caratteristiche gallerie scavate sui giovani rametti, vi è un altro insetto, di origine tropicale, che si è ben adattato all'olivo. Il Cappuccino dei cereali, Rhyzoperta dominica, è capace di deporre fino a 500 uova nel corso del suo ciclo vitale

17 febbraio 2016 | Santi Longo

Delle oltre 100 specie di insetti fitofagi segnalate su olivo, le più diffuse sono una decina; ancora più ridotto, negli impianti razionalmente coltivati, è il numero dei fitofagi chiave della coltura, che richiedono, annualmente, specifiche misure di controllo demografico.

Gli olivi debilitati, o morti, sono il substrato riproduttivo del comune Fleotribo (Phloeotribus scarabaeoides); per il controllo di tale Scolitide xilofago, frequente negli oliveti, occorre mantenere le piante in buono stato vegetativo e, nei casi di elevate presenze dei suoi caratteristici “covacci di alimentazione”, scavati dagli adulti all’inserzione dei rametti o all’ascella delle foglie, è opportuno lasciare, per qualche tempo, ai margini dell’oliveto, i residui della potatura autunnale. Tali “rami esca” attraggono gli adulti che, in coppia, vi scavano una galleria di ovideposizione dalla quale, ortogonalmente, si dipartono quelle delle larve che, completato lo sviluppo, si impupano in una celletta apicale della galleria. E’ necessario distruggere i rami esca prima dello sfarfallamento dei nuovi adulti.

Un occasionale xilofago, riscontrato da qualche anno anche in oliveti siciliani, è il Cappuccino dei cereali Rhyzoperta dominica, un minuscolo Bostrichide che, allo stato adulto, è lungo 2,5-3 mm, di colore bruno-rossastro, con il capo interamente nascosto nel protorace. Di origine tropicale, ancestralmente xilofago, è considerato un tipico insetto sinantropico, frequente nei depositi di derrate e nelle dispense domestiche, dove infesta cariossidi, paste alimentari, rizomi, radici essiccate, sughero, e carta. Le femmine depongono fino a 500 uova nelle gallerie che scavano nelle derrate, o nel legno; le larve, in relazione alle condizioni termo-igrometriche, completano lo sviluppo in un arco temporale variabile da uno a sei mesi. Le infestazioni riscontrate, alla fine della calda e siccitosa estate del 2014, su olivi in condizioni di stress idrico, per quanto appariscenti, non hanno causato danni di rilievo alle piante che, debitamente irrigate e potate, nella primavera successiva, si sono del tutto riprese. Un ruolo determinante nella scomparsa dell’infestazione, è stato svolto dalle temperature invernali non compatibili con le esigenze termiche dell’insetto, la cui temperatura ottimale di sviluppo è di 34°C e che non sopravvive a circa 3°C.

Fonte: Accademia dei Georgofili - georgofili.info

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